Coppa Italia di Calcio, mannaia sui club di C e D. Il Como c’è.

coppa italia di calcio

Clamorosa decisione da parte del Consiglio di Lega sul format della Coppa Italia di Calcio. Parteciperanno solo club di serie A e B.

Non è ancora dato sapere con precisione quando la trionfale stagione 2020/21 del Como 1907 si potrà chiudere definitivamente, con il secondo e ultimo match valevole per la Supercoppa di C. Sarà sabato 15 maggio o quello del 22 maggio? Lo scopriremo fra due giorni, in base al segno in schedina che uscirà allo stadio Renato Curi di Perugia.

Tuttavia, gli azzurri nella giornata di ieri potrebbero aver già scoperto la data del primo impegno ufficiale della prossima annata. Dopo le animate precedenti discussioni riguardanti il progetto della Superlega, ci ha pensato il Consiglio di Lega ad agitare le acque nel mondo del pallone. Varando un nuovo format per la Coppa Italia di calcio, che prevederà la partecipazione di tutti i club di A e B (20 club a testa) ma l’estromissione per quelli di C e quelli di D.

L’intenzione sarebbe quella innanzitutto di cercare di rendere più appetibile la competizione per le televisioni. Cercando parallelamente di frazionare meglio gli incontri, nell’arco della stagione, alle formazioni della massima serie. Con 12 di esse che entreranno in scena, insieme a tutte quelle del torneo cadetto, già al primo atto della manifestazione programmato per il 15 di agosto.

Dure le reazioni da parte della Lega Pro sulla nuova Coppa Italia di calcio

Una decisione, quella di ridurre il numero delle partecipanti da 78 a 40 club, che inevitabilmente ha creato malumori specialmente all’interno del movimento di serie C.  “La decisione della Serie A di escludere le squadre di Lega Pro dalla Coppa Italia non solo viola diritti consolidati, ma è espressione di una concezione elitaria del calcio, incapace di avere una visione di sistema – le parole del presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli. – Per lunedì è convocato il nostro Consiglio Direttivo, che adotterà ogni iniziativa per tutelare i diritti delle proprie squadre e per salvaguardare una cultura del calcio che sia rispettosa dei valori più autentici dello sport. Innovare è giusto, ma salvando la coesione del sistema calcio”.

Francesco Ghirelli, n°1 in Lega Pro

Inevitabilmente sulla stessa linea d’onda anche il suo vice. “Noi siamo la prima porta al professionismo, quindi molti dei giovani che finiscono poi in serie A passano inevitabilmente dalla scuola di formazione sul campo dei club di Lega Pro – ha dichiarato Marcel Vulpis a SportChannel -. Come sottolineato correttamente dal presidente Ghirelli, tale decisione sarà comunque oggetto di una profonda riflessione lunedì mattina e analizzeremo chiaramente il da farsi per il proseguo. Con tutte le azioni possibili e immaginabili che potranno essere previste a fronte di un’iniziativa di questo genere”.

“Dovremo però fare anche una riflessione interna per capire come si sia potuto arrivare a una decisione simile nei nostri confronti, che trovo incredibile – ha poi proseguito Vulpis -. Mi viene da dire e da pensare: in fase di preparazione è corretto giocare contro una squadra di Lega Pro mentre in fase di Coppa Italia non li si invita neppure? Mi sembra sconveniente quantomeno sotto il profilo del rapporto fra le leghe”.

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Redazione
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