Como in serie A, da chi ripartire? I quindici profili identificati

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[ethereumads]

Archiviata la gioia della promozione, per la dirigenza azzurra è già tempo di iniziare a pensare a quale sarà l’organico del Como in serie A.

Dodici giorni fa una serata che rimarrà letteralmente negli annali del club di viale Sinigaglia. Con il pareggio casalingo ottenuto contro il Cosenza nell’ultimo turno di B 2023/24, il Como è stato promosso nella massima serie nazionale per la sesta volta nella propria storia. La precedente comparsa nell’élite del calcio italiano era datata ventuno anni fa e non andò propriamente bene: nell’ultima stagione sotto la proprietà di Enrico Preziosi, arrivò un mesto penultimo posto.

Una debacle derivante anche da una rosa completamente rivoluzionata in estate. Un errore che, a quanto pare, non verrà ripetuto a questo giro. Con uno zoccolo duro piuttosto consistente che dovrebbe vestire ancora i medesimi colori, anche se in molti potrebbero non ricoprire un ruolo di primo ordine. Sentimentalismo si ma anche raziocinio, il livello medio andrà alzato non poco se si vorrà rivedere il Como in serie A anche nelle annate successive. Ecco comunque i nostri candidati per la riconferma.

Adrian Semper: grande annata da parte del portiere croato che non ha fatto rimpiangere Alfred Gomis, con tanti alti e pochi bassi. Non è riuscito a confermare la sua fama da “pararigori” ma è ancora giovane (ndr 26 anni) e ha contratto fino al 2027. A quanto pare la volontà è di cercare un altro n° 1, tuttavia avere lui come secondo estremo difensore farebbe dormire sonni tranquilli.

Edoardo Goldaniga: il suo arrivo a gennaio ha permesso alla retroguardia lariana di fare il salto di qualità. Ottimo rendimento specie nelle prime partite, qualche piccola ombra invece nelle ultime nonostante un gol pesantissimo al Cittadella, fondamentale per trascinare il Como in serie A. Ha contratto fino al 2026 ed esperienza pregressa al piano di sopra, ma la concorrenza per un posto da titolare sarà alta.

Federico Barba: stessa durata contrattuale del sopracitato compagno di reparto e zampino anche per lui in fase realizzativa in tre circostanze. Meno costante e solido dell’ex Cagliari, con cui condivide l’anno di nascita. Pure lui ha maturato esperienze in A, apprezzabile il contributo in fase di costruzione del gioco, ma ciò potrebbe non essere sufficiente per garantirgli stabilità nell’undici iniziale.

Marco Sala: ha faticato sotto la gestione Longo, venendo impiegato soltanto per un centinaio di minuti. Con l’arrivo di Fàbregas e Roberts è invece letteralmente sbocciato, spodestando Nicholas Ioannou nel ruolo di terzino sinistro. A nostro avviso, tale cambiamento, è stata una delle chiavi per la promozione del Como in serie A. Bravo, anche se nella nuova categoria potrebbe pagare in parte il gap atletico.

Marco Curto: rendimento esattamente l’opposto dell’ex Sassuolo. Convincente nella parte iniziale di torneo, in ombra nella fase centrale del ritorno, tanto da perdere il posto a favore di Alessio Iovine: anche in questo caso avvicendamento determinante. Autore di 4 assist, il suo è comunque un fisico su cui investire. In prestito dal Sudtirol ma obbligati a riscattarlo con la salvezza (si, fa sorridere) raggiunta.

Alessio Iovine: sicuramente uno dei simboli di questa scalata azzurra partita dalla C nel 2020/21. Tutti si soffermano sui 6 passaggi vincenti sfornati quest’anno, con cui ha sfiorato la top-ten stagionale degli assist-man. E’ però il vero jolly della rosa, adattabile in più posizioni del campo e grazie alla sua enorme intelligenza cestistica merita di giocarsi nel sue carte anche nel palcoscenico più importante.

Alessandro Bellemo: altro simbolo della formazione comasca è certamente il suo capitano. Un cuore e due polmoni grandi, qualità morali indiscutibili. Ha la fascia al braccio già da parecchio tempo tanto da farlo sembrare un vero veterano, eppure ha ancora 28 anni. Poteva a nostro avviso arrivarci prima nella categoria più alta, ci arriva ora. Non è mai troppo tardi. Almeno fino al 2026 vestirà azzurro.

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Alessandro Bellemo, approda con il Como in serie A dopo essere partito dalla C

Oliver Abildgaard: diciamocelo apertamente, non è il centrocampista ideale per il gioco di Fàbregas, in più si è fatto soffiare la maglia nelle ultime gare dall’emergente Matthias Braunoder. Tuttavia una presenza statuaria come la sua in un lega ancor più fisica di quello appena terminata serve sempre, inoltre la scorsa estate ha firmato un triennale perciò improbabile vederlo lontano dal Lario.

Matthias Braunoder: a proposito dell’austriaco, è piaciuto a tutti indipendentemente dalla chioma bionda. Arrivato in prestito dall’Austria Vienna, ha scalato le gerarchie segnando anche 1 gol e fornendo 1 assist. La società di proprietà della famiglia Hartono è pronta a far valere il diritto di riscatto (fissato attorno a 1,5 milione di Euro) nei confronti del classe 2002 e siamo sicuri che l’eserciterà.

Lucas Da Cunha: un 2023/24 straordinario per il franco-portoghese, che ha decisamente cambiato marcia rispetto allo scorcio stagionale precedente. Un torneo condito da 7 gol e 6 assist, pur non essendo ancora nel pieno della sua maturità con i suoi soli quasi 23 anni. Ha tutti i mezzi tecnici per brillare anche con il Como in serie A e in più è il pupillo del tecnico catalano, aspetto non da poco.

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Lucas Da Cunha, tra i pochi che potrebbero confermarsi titolari anche al piano di sopra

Ben Lhassine Kone: all’ivoriano la palma della sfortuna. Un calciatore che ha fatto vedere un bagaglio alquanto importante nelle sue quattordici presenze in azzurro. Poi un duplice infortunio, il secondo dei quali pesante e purtroppo non nuovo all’interno della sua carriera. Sulle sue qualità francamente poco da discutere, un ragazzo che vale la A. L’incognita è come si ripresenterà fisicamente.

Simone Verdi: che dire, il curriculum parla esclusivamente per lui e la discesa in B quest’anno ha rappresentato soltanto un’eccezione. In tutto 37 reti e 32 assist i numeri maturati fra i big, i colpi di certo non gli mancano anche se in passato è stato privo un po’ di regolarità nel rendimento. Ora a lui il compito di trovarla fino a giugno 2025, momento nel quale cesserà il legame con il Como.

Gabriel Strefezza: altro elemento che ha svoltato il cammino stagionale degli azzurri. Per lui la dirigenza lariana si è svernata nella sessione invernale, un esborso economico certamente ripagato. Impatto iniziale devastante, meno in seguito e negli ultimi due match, dall’alto peso specifico, in cui non è stato determinante. Aspetto che può porre qualche riflessione in merito alla sua titolarità nel 2024/25.

Patrick Cutrone: sicuramente uomo copertina di questa annata azzurra, un comasco che con la maglia del Como conquista promozione a suon di gol (14, senza rigori ndr) e titolo di miglior giocatore della serie BKT. What else? Torna ad un livello in cui ha dimostrato ampiamente di poterci stare ma nel quale deve trovare finalmente una certa costanza. Per lui questo non può che essere l’habitat giusto.

Alessandro Gabrielloni: se il bomber di Paré è l’uomo copertina di questo 23/24, quello di Jesi è invece l’uomo simbolo del ciclo quinquennale che ha permesso al Como di passare dalla D alla A. C’è sempre stato e ha sempre segnato con regolarità. Devozione 101% per la maglia e fame sportiva, a prescindere che le sue qualità tecniche siano più o meno idonee per la massima serie, si è guadagnato pienamente la possibilità di viversi questa favola grazie alla sua infinita voglia di migliorarsi costantemente. Esempio per tutti.

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Marco Ballerini
Un calcio al pallone, due tiri a canestro, una corsa nei boschi, una pedalata tra salite e discese, una nuotata nel mare, una sciata nel bianco, una pagaiata sul lago.. Sacrifici, sudore, fatica, passione, socialità, emozioni, obiettivi, traguardi.. Lo sport è sempre un ottimo pretesto per VIVERE e per sentirsi VIVI !!

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