Como Calcio: un nuovo corso all’insegna del rigore

Como Calcio

Dopo l’incoraggiante avvio nella Coppa Italia, il Como Calcio ha bisogno di una buona gestione, sul campo ma anche fuori.

 
 
 
 
 

Avvincente. Se gli ultimi due anni di storia del Como Calcio fossero un romanzo, un lettore esterno e disinteressato lo potrebbe definire avvincente. La questione è ben diversa vista dagli occhi di ogni tifoso, che prima – ai tempi di Bassano, che sembrano ormai lontanissimi – si è illuso di poter vedere di nuovo la propria squadra nelle alte sfere del calcio italiano. Ed ora deve invece prepararsi a una Serie D che porterà i lariani su campetti di provincia contro avversari per i quali, talvolta, il calcio è semplicemente un secondo lavoro. Tra Bassano ed oggi, un pessimo campionato di Serie B, un fallimento che ha sbigottito tutti, una decina di mesi sotto curatela fallimentare, l’arrivo di una nuova proprietà che si è rivelata poi un bluff e la ripartenza dai dilettanti con l’attuale management.

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Matteo Kucich, uno dei volti nuovi del Como 1907

Ma guardare al passato, a questo punto, serve solo ad usurare il fegato. Il presente è una Serie D che riproporrà il derby col Varese e, soprattutto, che dovrà vedere il Como Calcio nelle prime posizioni. L’incognita è legata soprattutto a una squadra costruita in fretta e furia nel mese di agosto. Il poco tempo per amalgamarsi potrebbe, presto o tardi, presentare il conto: per questo aspettarsi un intero campionato al top, senza periodi di flessione, sembra utopia.

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Ma è consolante il fatto che la rosa biancoblu, nonostante tutto, abbia una buona ossatura. Il portiere Kucich sta convincendo in Coppa Italia; in difesa l’esperienza di capitan Sentinelli, Bova e Anelli si abbina all’esuberanza del giovane Morelli, che è reduce da un campionato di D vinto a Gavorrano; la mediana Gemignani-Gentile è un lusso per la categoria, mentre in avanti Molino, Bradaschia, Cicconi, Manfré e la new entry Petrilli potranno dare manforte a bomber Guazzo, chiamato a tornare a segnare con continuità. Probabilmente serve qualcos’altro dal mercato, soprattutto a livello di alternative, ma la base è buona. Lo testimoniano le due partite di Coppa Italia, vinte ai rigori nonostante la squadra fosse stata assemblata da poco.

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La nuova società Como 1907 nel giorno della presentazione alla stampa

Ma a questo nuovo Como Calcio serve rigore, più che i rigori (beh, anche quelli non guasteranno). Inteso come voglia di fare le cose fatte per bene, nell’interesse della società, rispettando sia le leggi, sia il buon senso. Sia a breve che a lungo termine. Cosa che negli ultimi anni sul Lario non si è vista. La speranza è che il circolo vizioso si interrompa e che questa ripartenza dai dilettanti, la seconda nella storia biancoblu, sia l’inizio di qualcosa di migliore.

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Alessio Lamanna
Alessio Lamanna
Già da bambino sognavo di far parte del mondo del giornalismo calcistico. Missione compiuta: dal post-diploma ad oggi, non ho mai smesso di scrivere di Serie C, con un occhio sempre sul Como, mia squadra del cuore. Un privilegio che amo mettere al servizio dei lettori.

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