Como 1907, una domanda aleggia nel tifo: lecito attendersi di più?

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Il doppio pareggio casalingo nei derby contro Lecco e Pro Patria ha dato il via a qualche malumore tra i tifosi del Como 1907. A ragione o a torto?

Tredici partite disputate, praticamente un terzo del campionato di serie C già scivolato via. Una stagione in cui la squadra lariana si è riaffacciata al palcoscenico del professionismo dopo due anni di forzato purgatorio tra i dilettanti. Già di per sé, questo sarebbe un aspetto di cui esserne felici, dopo ventiquattro mesi trascorsi tra campetti di cui il club azzurro a ben poco da spartire. Ma il tifoso comasco, o più generalmente il tifoso comune, a volte ha la memoria corta. Così, archiviata la prima parte stagionale costantemente nella parte sinistra della classifica nonostante l’obiettivo più volte dichiarato da quest’estate sia la salvezza, ecco che i due punticini racimolati contro la compagine lecchese e quella bustocca, hanno in un certo qual senso animato l’opinione di una parte della tifoseria. Che vede i propri ragazzi incapaci di concretizzare il predominio territoriale che spesso e volentieri hanno nell’arco dei novanta minuti. Indice di un potenziale inespresso o limitato?

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Marco Banchini

Per un Como 1907 che si trova nel limbo della graduatoria, essendo equidistante (5 punti) sia dalla zona “calda” rappresentata dai play-out (Gozzano e Pianese appaiate al quintultimo posto a quota 13) e dal “sogno” che garantirebbe l’accesso direttamente alla fase nazionale dei play-off (Renate e Alessandria terze a quota 23). In pratica, ci si trova dove ci si aspettava di essere. Nel frattempo però, l’asticella delle aspettative pare si sia leggermente alzata anche tra i dirigenti di viale Sinigaglia. Aspetto che rende più difficile la demarcazione, ovviamente provvisoria, di un torneo positivo o negativo. Ma per noi è pollice su. Proviamo a spiegarvi perché.

Como 1907 sul podio tra le neopromosse

Delle dieci formazioni che stanno affrontando in questo 2018/19 il salto di categoria (nove promosse più il Modena ripescato), i lariani si classificano al terzo posto. Meglio di loro soltanto Reggiana (terza con 26 punti nel B) e la corazzata Bari (quinta con 23 punti nel C). Da tenere in considerazione che ben cinque di esse sono attualmente invischiate nella zona play-out/retrocessione (Lecco, Pergolettese, Cesena, Arzignano Valchiampo e Az Picerno), discorso che per ora non include Modena e Avellino, con entrambe che hanno soltanto un punto di margine.

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Difesa, chi non sbaglia si rivede

In tanti hanno ancora negli occhi quella opaca sfida di Coppa Italia a Meda contro il Renate, quando il team di Banchini subì ben quattro gol rischiando di capitolare ancora diverse volte. Ebbene, complice il lavoro fatto dallo staff azzurro e l’innesto di una ulteriore pedina come Luca Crescenzi, il timore di ritrovarsi con un reparto arretrato “formaggino” è via via sparito. Con dieci reti subite in tredici incontri, il Como si piazza al quarto posto tra le difese del girone A, mostrando così la tradizionale compattezza di cui gode.

Giovani si di valore ma al ballo dei debuttanti

Sono diversi i calciatori di prospettiva presenti all’interno della rosa, ma tutti sono accomunati da un’identico cosa: sono al primo anno tra i professionisti. Otto elementi, praticamente un terzo della stessa. Stiamo parlando di Bovolon, Celeghin, De Nuzzo, Loreto, Bianconi, Bolchini, Peli e Kouadio. Addirittura questi ultimi due sono alla prima esperienza tra i grandi, avendo militato fino l’anno scorso nelle squadre giovanili. Tempo al tempo, insomma. Ma anche l’allenatore è al debutto in C come primo e non assistente, sebbene in passato ha avuto esperienze nei massimi campionati di Albania, Oceania e Malta.

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Lorenzo Peli, il classe 2000 tra i giovani più interessanti

Dove vai se i big non li hai?

Tanti i buoni giocatori presenti nella rosa lariana, ma forse manca un uomo capace di fare la differenza con le proprie prestazioni personali come in altre squadre. D’altronde anche i vari curriculum parlano chiaro. Alcuni hanno assaggiato la cadetteria marginalmente (Facchin e Crescenzi), altri protagonisti in essa per una sola stagione o poco più (Raggio Garibaldi e Miracoli). Mentre ci si aspetta di più da Ganz (in crescita però nelle ultime partite), H’Maidat (troppo poco quello finora espresso per le sue capacità) e Gatto (alle prese però da settimane con una brutta tendinite).

Futuro apparentemente roseo

Di cui una cosa, invece, possiamo essere certi. Al di fuori del rettangolo di gioco i nuovi vertici societari, capeggiati da Sent Entertainment, si stanno muovendo bene. Questa estate si sono poste le basi per una programmazione quantomeno triennale, partendo dalla propria rosa. Un lasso di tempo che servì anche alla nefasta gestione Porro per salire in B. Insomma, quest’anno si può vivere la stagione anche con una certa dose di spensieratezza, provando ad accantonare anche solo in minima parte lo stress da risultato. Per la promozione c’è tempo, ma la semina pare alquanto buona. Saranno rose, vedrete. Fioriranno.

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Marco Ballerini
Marco Ballerini
Un calcio al pallone, due tiri a canestro, una corsa nei boschi, una pedalata tra salite e discese, una nuotata nel mare, una sciata nel bianco, una pagaiata sul lago.. Sacrifici, sudore, fatica, passione, socialità, emozioni, obiettivi, traguardi.. Lo sport è sempre un ottimo pretesto per VIVERE e per sentirsi VIVI !!

2 thoughts on “Como 1907, una domanda aleggia nel tifo: lecito attendersi di più?

  1. Qualche giocatore potrebbe/dovrebbe migliorare, quando vedi tirare via la gambina in certi contrasti… Poi alcuni cambi dovrebbero essere gestiti con più coraggio. Però certe critiche premature ed ingenerose lette sui social o (peggio…) urlate giù dalla tribuna durante la partita, non aiutano. Pazientiamo ancora un po’, almeno fino alla befana, poi vedremo se sarà tempo di dolci o carbone.

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