Como 1907, è il giorno della cessione. Finisce l’era Nicastro-Felleca.

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Salvo clamorosi colpi di scena, questa mattina dovrebbe concretizzarsi il cambio di proprietà per il Como 1907. Appuntamento notarile fissato presso uno studio milanese.

Abbiamo rispettato fino all’ultimo il volere di mister Banchini, espresso in particolar modo dopo la gara vinta per 1-0 sul campo del Rezzato. Abbiamo voluto lasciar parlare il campo, com’è giusto che sia nel mondo del pallone. Ma non si poteva rimanere oltremodo indifferenti a un’evoluzione societaria in pratica in atto da alcune settimane, ma sulla carta già da diversi mesi. Troppo diversi Massimo Nicastro e Roberto Felleca, troppe divergenze emerse già a partire dalla prima stagione. Inevitabile quindi che la proprietà del Como 1907 cambi alla sua seconda, anzi, ancor prima di quella che sembrava la più naturale delle scadenze, ovvero a fine campionato.

Una gestione che, nonostante uno sforzo economico non da primissimo piano, ha ottenuto risultati (quasi) eccellenti sul rettangolo di gioco. Nel 2017/18, una squadra costruita in fretta e furia dopo il fallimento targato Essien, capace uscire alla distanza producendo 2,13 punti a partita ma con il grandissimo rammarico di una promozione gettata all’ultima giornata con la Caratese. Una macchia però difficilmente “sgrassabile”, soprattutto con un ripescaggio in serie C possibile ma vanificato da una fideiussione non conforme al regolamento. Per poi ripartire per un nuovo torneo nella scorsa estate in mezzo a tanto scetticismo da parte della tifoseria, con una formazione costruita dal direttore Ninni Corda in grado di fatturare a oggi la media capogiro di 2,55 punti a partita. Ma che per ora non sta bastando, bisognerà recuperarne uno al Mantova nei prossimi incontri.

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Ninni Corda, rimarrà comunque in sella fino a giugno

Ma chi saranno i nuovi proprietari del Como 1907? Bisognerà aspettare soltanto qualche ora per scoprirlo. A meno di imprevisti, il passaggio di consegne dovrebbe avvenire in mattinata. Tutti gli indizi però portano a un fondo americano, dietro il quale dovrebbero esserci delle figure imprenditoriali indonesiane. Le quali tuttavia non dovrebbero aver legami, come si vociferava, con la dirigenza dell’Inter. O almeno, non con quella attuale, va speficato. Perchè uno dei dirigenti potrebbe essere Michael Gandler, ex Chief Revenue Officer della società meneghina. Sempre restando in ambito nerazzurro ma potenzialmente d’interesse sul versante comasco, sembra sia invece da escludere l’ipotesi avanzata negli ultimi giorni secondo la quale la formazione femminile dell’Inter, fresca neopromossa in serie A, possa disputare le proprie partite casalinghe allo stadio Giuseppe Sinigaglia.

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Tornando all’aspetto prettamente sportivo, domenica prossima lariani attesi sul campo di un Caravaggio collocato in tutta tranquillità a metà classifica. Non saranno sicuramente della sfida capitan Federico Gentile (lesione muscolare a un polpaccio) ed Enrico Celeghin (appiedato per squalifica). La speranza sarà quella di raccogliere altri tre punti e di avere notizie positive da Rezzato, dove giocherà il Mantova. Accaparrarsi la promozione diretta sarebbe quantomai importante, perché la sensazione che le diatribe tra le varie leghe, nella prossima estate, potrebbero nuovamente ripetersi. Con tutte le incognite del caso. Senza dimenticarsi la roulette dei play-off..

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Marco Ballerini
Marco Ballerini
Un calcio al pallone, due tiri a canestro, una corsa nei boschi, una pedalata tra salite e discese, una nuotata nel mare, una sciata nel bianco, una pagaiata sul lago.. Sacrifici, sudore, fatica, passione, socialità, emozioni, obiettivi, traguardi.. Lo sport è sempre un ottimo pretesto per VIVERE e per sentirsi VIVI !!

3 thoughts on “Como 1907, è il giorno della cessione. Finisce l’era Nicastro-Felleca.

  1. Speriamo in bene.Un giorno forse ci spiegheranno cosa ci ha trovato di interessante un fondo americano in una società di serie D,come resterà sempre un mistero l’unione Nicastro-Felleca a cui va dato comunque atto di aver costruito 2 buone squadre.Si chiude una porta e si spalanca l’ennesimo portone sperando che sia su orizzonti sereni.

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