Como 1907 andrà tutto bene alla fine. Se non va bene non è la fine

como 1907
[ethereumads]

Centrando la A, venerdì diverrebbe un giorno storico per il Como 1907. Ma la strada è tracciata anche se dovesse malauguratamente andar male.

Ore 17:06 di domenica 5 maggio, in archivio il match dell’Alberto Braglia di Modena. La compagine azzurra si ferma sullo 0-0 contro i padroni di casa, mentre contemporaneamente sul filo di lana il Venezia regola la Feralpisalò, annullando così il primo match-point per il piano di sopra ai comaschi. Apriti cielo. Sui social si scatenano le critiche: c’è chi ce l’ha con la guida tecnica, rea di aver sbagliato modulo di gioco, pedine o semplicemente sostituzioni.

Ma c’è anche chi se la prende con i giocatori, a loro dire poco grintosi. Con alcuni di quest’ultimi visibilmente affranti, quasi disperati, al triplice fischio del signor Zufferli di Udine. Scene sorprendenti, perché certo non si avrà vinto la battaglia, ma si è ancora al comando di una guerra oramai prossima a finire.

Insomma, di fronte a un quadro del genere, ci si domanda legittimamente se non si sia vicini a un psicodramma in salsa lariana. Ebbene, con il chiaro rischio di essere smentiti, la nostra risposta è no. E’ fondamentale ricordarsi che questa squadra, prima dell’impegno emiliano, era reduce da sei vittoria in sette incontri. In un campionato equilibratissimo e incertissimo come la B, è fisiologico non vincere sempre.

Mettiamoci pure le caratteristiche dell’avversaria, ma soprattutto della filosofia del suo mister (che ha portato i canarini a subire una sola rete, per giunta su rigore, in quattro partite), e il gioco è fatto. Il possesso palla del 74% non è bastato al Como 1907, ma fortunatamente venerdì per l’ultimo atto si ritroverà dinnanzi una rivale differente.

Apparentemente già paga vista la posizione ben definita di metà classifica. La cosa fondamentale però, logica suggerisce, è che non verrà di certo a giocare in riva al Lario arroccata. E con gli spazi necessari, conosciamo tutti il potenziale tecnico del gruppo guidato da Roberts e Fàbregas.

Tutto ciò è garanzia del bottino pieno e pertanto di quella matematica necessaria per coronare il grande sogno della A? Ovviamente no. Però quantomeno è un valido motivo per tenere lontani isterismi collettivi (per una parte di tifoseria) e ingombranti preoccupazioni (magari per alcuni giocatori) che potrebbero nuocere gravemente al risultato finale.

Anche perché, come saggiamente rinfrescato da Osian Roberts nella conferenza stampa pre Modena, la promozione sarebbe soltanto uno step nel percorso di crescita del Como 1907. Perché solidità e potenzialità di una società non si pesano esclusivamente da ciò che è stato ottenuto sul rettangolo verde (a proposito, per ritrovare più di tre anni consecutivi fra i cadetti bisogna risalire agli  inizi anni ’70) , ma toccano anche altri aspetti. Fra questi merita un capitolo senz’altro importante l’organizzazione della stessa e sappiamo come nelle ultime settimane il club lariano stia provvedendo ad arricchirsi con delle nuove figure in grado di alzare la professionalità in ogni ramo.

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Osian Roberts, insieme a Cesc Fabregas e staff il compito di lavorare sulle teste dei giocatori 

E’ risaputo però, fin dal primo giorno di insediamento dell’attuale proprietà, che quello veramente fondamentale riguarda le strutture. In via di ultimazione il centro sportivo di Mozzate (con la sostituzione in queste settimane del manto sintetico con uno naturale), ci si sta guardando attorno per trovare nuovi spazi per il proprio settore giovanile.

Con il nodo cruciale che resta ovviamente quello della ristrutturazione del Sinigaglia, argomento da sempre tabù in città. Tuttavia questa volta, in attesa della presentazione del progetto da parte del club, gli spiragli di ottimismo sembrano decisamente maggiori rispetto al passato. E’ qui che si giocherà la partita più delicata del Como 1907. Perché per quanto riguarda il lato sportivo non vi sono dubbi, con queste capacità economiche il passaggio nell’elité del calcio italiano nella peggiore delle ipotesi sarebbe soltanto rimandato.

Insomma, un futuro ancora più radioso è dietro l’angolo ed è soltanto questione di tempo. Dietro a qualche piccola nube transitata in questi giorni, c’è un sole che attende soltanto di risplendere. Probabilmente già da venerdì, pronto ad accogliere una nuova promozione a distanza di tre anni da quella precedente. Allora risuonò nel cielo comasco “Let It Be”, questa volta non sappiamo cosa riserverà la celebrazione. Ma, dovesse rivelarsi una serata sfortunata, potremmo restare in ambito Beatles e ricordare attraverso le parole di John Lennon che “Everything will be okay in the end. If it’s not okay, it’s not the end”.

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Marco Ballerini
Un calcio al pallone, due tiri a canestro, una corsa nei boschi, una pedalata tra salite e discese, una nuotata nel mare, una sciata nel bianco, una pagaiata sul lago.. Sacrifici, sudore, fatica, passione, socialità, emozioni, obiettivi, traguardi.. Lo sport è sempre un ottimo pretesto per VIVERE e per sentirsi VIVI !!

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