C girone A, il “day after”: le reazioni alla decisione Figc

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Diversi i dirigenti della serie C girone A, dove figura il Como, che si sono esposti sui vari organi di stampa sulla ripresa dei tornei. Tanti i contrari.

Si è svolto ieri il Consiglio Federale della Figc, nel quale si è stabilito un po’ a sorpresa che anche i giocatori della Lega Pro potrebbero riallacciarsi le scarpe per portare a termine la stagione 2019/20, interrotta tra febbraio e marzo a causa dell’emergenza sanitaria. Il condizionale è d’obbligo, perché innanzitutto prima bisognerà attendere l’incontro calcio-Governo del 28 maggio, indispensabile per poter dare finalmente il via libera. Inutile sottolineare che, in virtù dell’esito dell’Assemblea datata 7 maggio, la decisione adottata ieri scontenta diversi club di serie C girone A (colpiti più da vicino dal Covid-19) ma anche quelli degli altri raggruppamenti. “Bisogna constatare che i presupposti che ci hanno fatto propendere per la sospensione a oggi non sono cambiati o sono cambiati solo relativamente in termini di emergenza sanitaria, di attuazione dei protocolli e di sostenibilità economica”, le parole di Carlalberto Ludi, Ds del Como. Andiamo di seguito a vedere anche le reazioni da parte dei rivali degli azzurri.

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Carlalberto Ludi, Ds del Como

Pergolettese, Pro Vercelli e Arezzo: reazioni dure

La presa di posizione più forte arriva da parte di Massimiliano Marinelli, presidente della Pergolettese, il quale dichiara che per una questione di etica morale e di rispetto dei morti di Crema e dei lutti che hanno colpito la sua società, non scenderanno più in campo. Per Massimo Varini invece, Ds della Pro Vercelli, è impossibile riprendere a causa del protocollo ma anche per un discorso economico: per coerenza Francesco Ghirelli dovrebbe dimettersi dalla carica. Molto duro anche Giorgio La Cava, n°1 dell’Arezzo, che si afferma allibito e si augura una decisione più saggia da parte del Governo fra una settimana.

Renate, Albinoleffe, Pistoiese e Alessandria scettiche

Un po’ più morbide ma fondamentalmente contrarie anche altre società. Il Ds del Renate, Oscar Magoni, focalizza al centro di tutto la questione sicurezza: senza la massima tutela della salute non si muoverà, aggiungendo che allo stato attuale una squadra fuori regione non viene tranquillamente a giocare il Lombardia. Molto dubbioso il proprietario dell’Albinoleffe Gianfranco Andreoletti, che si domanda chi mai potrebbe venire a giocare a Bergamo con ancora tanti contagiati. Il Dg della Pistoiese invece, Marco Ferrari, ritiene tuttora improbabile e dannosa l’ipotesi di tornare a giocare. Alessandro Marino, presidente dell’Olbia, si interroga sul perché il Consiglio Federale della Figc non abbia fatto come in altri paesi, di alterare il format del prossimo campionato attraverso il blocco delle retrocessioni viste le enormi difficoltà alle quali sono andati incontro. Infine l’Alessandria, che ha diffuso il proprio pensiero attraverso un comunicato stampa, dove afferma che la società sta esplorando attraverso i propri medici sociali tutte le procedure e i passaggi utili al controllo delle condizioni di tutti i tesserati coinvolti in un’eventuale ripresa, comunque giudicata non auspicabile.

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Lecco, Novara, Robur Siena e Pro Patria attendiste

Il Lecco, per voce del vicepresidente Gino Di Nunno, attende l’ufficialità e si adeguerà a quello che verrà detto di fare, sia per un possibile ritorno in campo, sia per la conclusione della stagione. Identica la posizione della Robur Siena tramite il proprio presidente Anna Durio, così come quella della Pro Patria del Ds Sandro Turotti che però sottolinea come i costi saranno enormi e i contributi praticamente zero. Il Novara del Ds Orlando Urbano prova invece a farsi trovare pronto a un’eventuale ripartenza, con i calciatori rimasti in città che hanno già cominciato a svolgere i test.

Carrarese: l’unico plauso alla scelta

Tra tutte le voci ce n’è però anche una fuori dal coro. E’ quella del presidente della Carrarese, Fabio Oppicelli, attuale seconda in classifica in serie C girone A, definendo le indicazioni della Figc come quelle sempre da loro caldeggiate. I gialloblu, inoltre, durante l’Assemblea di Lega votarono per la disputa dei play-off, mentre si erano astenuti sulla sospensione della stagione e sulla promozione diretta delle prime, nonché sullo stop a retrocessioni e ripescaggi.

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