Assemblea Lega Pro rovente: società indispettite dall’Aic

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Tanti club sul piede di guerra nell’Assemblea di Lega Pro odierna, minacciando di non iscriversi in assenza di una quadra sulla riduzione degli stipendi.

Non è stata certamente la solita assemblea quella che si è svolta oggi tra le sessanta società di serie C. Rigorosamente in videoconferenza per l’inevitabile protrarsi dell’emergenza Coronavirus, ha lasciato spazio non solo a momenti di commozione per la delicata situazione che il paese Italia sta vivendo, ma anche ad altri caratterizzati da una forte presa di posizione su un tema abbastanza dominante: il pagamento dei giocatori da qui a fine stagione.

Alla base di tutto il comportamento tenuto in questi giorni dall’Aic, l’Associazione Italiana Calciatori, presieduta da Damiano Tommasi. Proprio l’ex bandiera della Roma ha ribadito come sia difficile pensare di intervenire su una riduzione dei contratti al minimo salariale. Quelli da 50.000 Euro lordi annui tanto per intenderci, che però riguardano una buona fetta di atleti di C ed alcuni anche di B. Inoltre, per Tommasi la cassa integrazione guadagni in deroga dovrebbe riguardare soltanto questa fascia di stipendi e non altri.

Damiano Tommasi, presidente Aic

Così nell’Assemblea di Lega Pro vari presidenti hanno minacciato di non iscriversi alla stagione 2020/21, qualora non si estendesse a tutti il discorso della Cigd e se non fosse accettata la proposta di retribuire una sola mensilità su quattro rimanenti in caso di neutralizzazione del torneo, che diverrebbero due se si dovesse ripartire. Le società hanno dato il mandato al presidente della federazione Francesco Ghirelli, il compito di mediare con l’associazione.

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Manifestando inoltre in blocco la perplessità nel proseguire la stagione. Sulla stessa lunghezza d’onda non ci sarebbe però lo stesso Ghirelli e nemmeno il presidente della Figc Gabriele Gravina, che vorrebbero provare a scongiurare fino all’ultimo l’ipotesi della neutralizzazione. Tanto infatti il timore che così il calcio possa finire nei tribunali per la modalità dell’assegnazione di promozioni e retrocessioni, ma tanti anche i quattrini che potrebbero venire a mancare dai contratti televisivi garantiti alle squadre di serie A e di serie B.

Francesco Ghirelli, presidente Lega Pro

Nella remota possibilità che si dovesse riuscire a riprendere, però, Damiano Tommasi ha messo in chiaro alcune cose. Innanzitutto saranno necessari almeno un paio di settimane di allenamenti prima degli impegni ufficiali. Poi si renderanno necessari approfonditi controlli medici, specialmente per chi è stato afflitto da Covid-19, per non avere sorprese dopo. Infine, bisognerà ridiscutere i contratti in scadenza al 30 giugno 2020, che probabilmente verrebbero prolungati alle medesime condizioni attuali.

 

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