Alex Brunner non dimentica: il doppio salto e l’amico Spinelli

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[ethereumads]

Ospite di Como Tv, il friulano sviscera tra i ricordi legati agli anni lariani. Ma Alex Brunner riconosce pure i meriti del suo sostituto, Gianluca Spinelli.

Tanti se lo ricorderanno soprattutto per la doppia promozione, dalla C alla A, conquistata in tre anni. Alcuni se lo ricorderanno per la classica piroetta prima dei rinvii. Altri ancora invece se lo ricorderanno per il clamoroso fallo subito contro il Brescia, però incredibilmente ribaltato dall’errato giudizio arbitrale in un calcio di rigore a sfavore. Sta di fatto che Alex Brunner, dopo aver appeso le scarpe al chiodo, ha intrapreso la brillante carriera di allenatore dei portieri, che lo vede impegnato nella massima serie da oramai sette anni con i colori dell’Udinese.

Una società, quest’ultima, dalla quale provengono un paio dei giocatori attuali del Como 1907. Come il suo concittadino Gabriele De Nuzzo, che ebbe modo di conoscere Brunner presso uno stage al San Luigi. O come Edoardo Bovolon, che grazie ai gettoni collezionati nella primavera bianconera, è rimasto decisamente più impresso nella memoria dell’ex estremo difensore che attualmente è rilegato in casa, come tanti, per via dell’emergenza sanitaria. “Sappiamo che da un momento all’altro potrebbe arrivare l’ok del Governo per ripartire. Quindi siamo pronti”. Riferendosi anche a Musso, Nicolas e Perisan, ovvero i suoi tre “allievi”.

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Gabriele De Nuzzo, esterno del Como 1907

Con il Como sono legato dal destino. La mia carriera da calciatore, pur arrivando dalla serie A, è sbocciata qui. Come quella d’allenatore – racconta Alex Brunner – Una città bellissima, in cui sia io che mia moglie siamo stati benissimo. Perché ho fatto questa scelta? Potevo restare a Bologna come secondo, ma volevo capire un po’ di più le qualità che avevo e mi interessava giocare”.

Protagonisti nei suoi ricordi anche Oliveira e Taldo, recentemente ospiti della neonata piattaforma OTT. “Vincemmo tante partite in quella stagione di B. Tanti avversari ci misero sotto a livello di gioco e occasioni, ma dietro sapevamo che se tenevamo botta, poi davanti avevamo una qualità pazzesca”. Rivelando però come la precedente promozione, quella dalla C alla B, sia stata decisamente più impegnativa. “E’ stata dieci volte più complicata ma la forza del gruppo era clamorosa, nonostante quella stagione sia successo di tutto, sia sul piano umano, sia sul campo”.

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L’ex coppia gol Oliveira-Taldo

Per poi rendere omaggio a quello che è tuttora un suo grande amico, Gianluca Spinelli. Che per via di una squalifica, giocò al suo posto nell’ultima giornata contro l’Empoli, partita che decretò la vittoria del campionato da parte degli azzurri. “Sicuramente c’è del rammarico, dopo un anno di lavoro, per non aver potuto giocare quella sfida. Però dico che quella soddisfazione per lui, la più importante della sua carriera, è stata meritatissima e quindi il dispiacere diminuisce. Il mio primo anno in C fu difficile, un inizio non positivo con degli errori, ma lui mi è stato vicino e mi ha aiutato. E’ stato anche fondamentale per il gruppo. Ora ci sentiamo almeno una volta alla settimana”.

Ma come non dimenticare il clamoroso torto subito in Brescia-Como, quando Alex Brunner in un contrasto aereo con Bachini ebbe la peggio, venendo accusato di aver fatto un fallo da rigore? “Fu una cosa clamorosa. L’arbitro Rosetti mi arbitrò successivamente tre volte e ho avuto modo di ricontrarlo ancora, tutte le volte mi chiede scusa e mi abbraccia. Un errore grosso ma che ci sta, ne ho fatti anche io. Succede. Oggi con il Var sarebbe stata subita capovolta sul campo quella decisione”.

E sul perché della piroetta prima del rinvio, il triestino si esprime così. “All’inizio lo feci su insegnamento di un mio vecchio allenatore, che mi suggeriva quando avevo la palla in mano di stare attento, perché dietro di me ci sarebbero potuti essere giocatori furbi. Poi con Marco Nappi in squadra, ho rafforzato questa idea poiché in partitina era uno che approfittava di queste situazioni. Successivamente è diventata più una superstizione che un aspetto funzionale al gioco”. In conclusione una speranza. “Mi auguro di tornare al Sinigaglia da avversario, con io all’Udinese e il Como in serie A“.

 

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Redazione
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