UnipolSai Cantù macchina da punti, Porto Torres ko in gara1

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Come nelle ultime due sfide, niente trippa per gatti per la Key Estate Porto Torres contro la UnipolSai Cantù. Nella prima metà di gara1 di semifinale, brianzoli scatenati con 55 punti. Finirà 87-56.

Bella, potente, affidabile. Sembrerebbe stessimo parlando di un autovettura, in realtà ci andiamo vicini. Una macchina perfetta ma pur sempre una squadra di basket in carrozzina. Per il via dei play-off scudetto, il club di Alfredo Marson non poteva certamente scegliere match-sponsor migliore, abbinandosi alla Clerici Auto. Quaranta minuti dominanti per i canturini, che non lasciano scampo agli avversari proprio come in occasione delle ultime due sfide dirette e si portano sul 1-0. Sabato prossimo in Sardegna la possibilità di raggiungere già la finalissima.

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La palla a due tra Geninazzi e Mosler

I brianzoli partono subito forte, sull’appoggio di Papi che vale il 6-0 coach Sene chiama time-out al 2’43”. I sardi escono bene dal minuto di sospensione, trovando la penetrazione vincente da parte di Filipski e iscrivendosi finalmente al match. La Briantea però piazza un break di 10-0 giusto per indirizzare già nel primo quarto l’esito finale di gara1, andando sul 18-4 con il tiro dall’altezza della lunetta da parte di Geninazzi. Bandura prova a rimettere in carreggiata i suoi con un gioco da quattro punti, per un fallo commesso da Carossino, ma il finale di periodo vede un ulteriore allungo da parte dei padroni di casa. Un De Maggi in palla con quattro punti e Adolfo Berdun con un contropiede e un canestro allo scadere, consentono alla UnipolSai Cantù di chiudere i primi dieci minuti sul punteggio di 28-12 a proprio favore.

A inizio secondo show di tiri pesanti grazie a due di Berdun intervallati da uno di marca ospite con Filipski (34-15). Quattro punti consecutivi di Mosler nel pitturato provano a ridare slancio ai sardi (38-24), ma i canturini non sbagliano un colpo in attacco assestando un altro parziale di 11-0 per il momentaneo 51-26. Coach Sene ci parla su a 1’38” dal riposo, Falchi realizza dalla media ma sono di un ottimo De Maggi gli ultimi due canestri della prima metà di gara, che si chiude sul rassicurante +27 a favore dei ragazzi di Marco Bergna (55-28).

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In avvio di ripresa gli ospiti provano a rosicchiare qualche punticino, accorciando le distanze sul -22 in occasione di un 2+1 di Mosler (con continuità dubbia) per fallo di Raourahi. Palla recuperata di Raourahi in difesa e contropiede completato da Berdun, prima del canestro della media a opera di De Maggi (69-41).  Cantù già in bonus con ancora 3’15” da giocare nel terzo quarto, punteggio e ritmi si abbassano in questo periodo rispetto ai primi venti minuti ma il gap tra le due formazioni rimane invariato al termine di esso. Il tabellone recita 73-46 a favore della Briantea.

Gli ultimi dieci giri di lancette diventano così una pura formalità, utile soltanto alle statistiche. Cantù trova il massimo vantaggio di serata (+33) con un rimbalzo offensivo e canestro di capitan Sagar, mentre Mosler ci prova a mettere un po’ di orgoglio facendosi sentire in area con quattro punti consecutivi (81-52). Negli ultimissimi minuti Raourahi si mette ulteriormente in luce rimpinguando il proprio tabellino personale in tutte le salse: con un taglio, in contropiede e tramutando un rimbalzo in attacco. L’ultima parola di serata spetta a Canu su assist di Bandura, finisce 87-56 per i campioni d’Italia in carica.

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La squadra canturina a fine gara

Dando un’occhiata ai tabellini personali. la UnipolSai Cantù si ritrova con cinque uomini in doppia cifra: Berdun con 20 (10 assist), Carossino 19, Papi e De Maggi 12, Raourahi 10. Per Porto Torres si salva soltanto Mosler, i suoi 19 punti rappresentano un terzo del fatturato della sua squadra. Nell’altra semifinale successo risicato di Santo Stefano su Giulianova con il punteggio di 59-56.

UNIPOLSAI BRIANTEA 84 CANTù – KEY ESTATE PORTO TORRES (28-12, 27-16, 18-18, 14-10)

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Marco Ballerini
Marco Ballerini
Un calcio al pallone, due tiri a canestro, una corsa nei boschi, una pedalata tra salite e discese, una nuotata nel mare, una sciata nel bianco, una pagaiata sul lago.. Sacrifici, sudore, fatica, passione, socialità, emozioni, obiettivi, traguardi.. Lo sport è sempre un ottimo pretesto per VIVERE e per sentirsi VIVI !!

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