Piero Bucchi in, Pancotto out: per Cantù la carta cambio coach

piero bucchi

Congedato Cesare Pancotto dopo un anno e mezzo, l’Acqua San Bernardo si affida a un’altra guida esperta quale Piero Bucchi per salvarsi.

Tempo di cambiamenti in casa Pallacanestro Cantù. Il pesante passo falso accusato domenica scorsa alla Vitifrigo Arena contro la Carpegna Prosciutto Pesaro, ha indotto la dirigenza canturina alla sostituzione del proprio allenatore. Cesare Pancotto, giunto in Brianza nell’estate del 2019, è stato sollevato ieri sera dal proprio incarico. A pesare in tale decisione è stata ovviamente la precaria situazione di classifica, che vede i biancoblu arenati al penultimo posto con soli 8 punti in questo 2020/21. Una stagione in cui la mano del 65enne si è vista molto meno rispetto a quella precedente.

Non è bastato perciò al tecnico di Porto San Giorgio avvalersi dei due nuovi recenti innesti per salvare la propria panchina. Reduce da quattro sconfitte consecutive, a sua difesa bisogna ammettere che il recente calendario non era certo benevolo, con sfide a squadre importanti come Sassari e Virtus Bologna dove a onor del vero qualcosa di buono si era intravisto. Ma in un campionato equilibrato come questo, dove i risultati a sorpresa sono all’ordine del giorno da parte di più club, ciò non poteva essere considerato sufficiente.

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Finisce in anticipo l’esperienza brianzola di Cesare Pancotto

Anche perché come già ampiamente espresso dai vertici brianzoli, la salvezza da ottenere quest’anno è fondamentale anche per poter concretizzare l’intero progetto riguardante il nuovo palasport. Motivo per cui l’Acqua San Bernardo non ha voluto perdere ulteriore tempo, cercando di evitare anche il pur minimo rischio. Dunque, niente ultima chance per Pancotto contro Varese domenica prossima. Una scelta severa ma probabilmente giusta: un derby che dovrà essere necessariamente vinto. Se non è da dentro o fuori poco ci manca, la permanenza in A passa molto da qui.

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Che non fosse un’annata particolarmente fortunata per lui lo si era dedotto anche in occasione dell’altra rovinosa debacle contro Cremona, quando festeggiò la sua presenza n° 1000 da capo allenatore.  Un sinistro presagio. Ora il compito di dimostrare che questa Cantù vale più del penultimo posto spetterà a un altro volto noto del basket italiano: Piero Bucchi. Nato a Bologna il 5 marzo del 1958, ha alle spalle un’esperienza quasi venticinquennale da head-coach.

Iniziata nel Basket Rimini nel 1996, dove vi rimarrà per tre stagioni, con il quale centra la promozione nella massima serie. Un traguardo raggiunto anche con Brindisi nella parentesi durata dal 2011 al 2016 e con la Virtus Roma, allenata dal 2018 fino a pochi mesi fa prima del ritiro della società capitolina, oltre che nella prima delle due avventure in terra partenopea. Con Treviso invece conquistò una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana, sedendosi sulla panchina veneta dal 1999 al 2001.

Ma Piero Bucchi viene ricordato soprattutto per il trionfo ottenuto nel 2006 con Napoli, club dove allenò per quattro annate, sollevando nel 2016 una fantastica Coppa Italia grazie anche al meraviglioso contributo di un giocatore del calibro di Lynn Greer. Meno fortunati i campionati con Pesaro e Caserta dal 2016 al 2017, mentre era forse lecito attendersi qualcosa di più dal quadriennio meneghino con l’Armani (2008-2011) dove in ogni caso sono state raggiunte due finali scudetto.

Come detto in precedenza,Bucchi risultava svincolato da inizio dicembre dopo il triste epilogo della Virtus Roma. L’allenatore bolognese guiderà la sua nuova formazione già nell’allenamento pomeridiano odierno e domani sarà presentato alla stampa. Si lega al sodalizio brianzolo con un contratto 1+1.

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