Pallacanestro Cantù, quanti i promossi da confermare?

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[ethereumads]

Diamo i voti alla Pallacanestro Cantù, pensando già al futuro. Sette sufficienze sui dodici “studenti” ai banchi.

E’ passata quasi una settimana dalla brutta Gara5 che ha sancito la promozione della Givova Scafati e condannato la Pallacanestro Cantù a un altro anno nell’inferno dell’A2. L’amarezza è ancora tanta, ma la mente comincia, senz’altro, a essere un po’ più lucida per valutare la stagione trascorsa e proiettarsi verso la prossima. Mentre iniziano a circolare le prime voci sul mercato (in particolare quella su Meo Sacchetti nuovo coach), proviamo a dare un giudizio ai campionati dei singoli giocatori, fornendo anche la nostra opinione su un’eventuale conferma.

Francesco Stefanelli 7: Probabilmente una delle migliori mosse del mercato canturino della scorsa estate. Arrivato tra tanti dubbi legati alla condizione fisica, nella seconda parte di campionato è riuscito a esprimersi al meglio, attirando l’attenzione di tante squadre, anche in A1. Resta il rimpianto della scavigliata prima delle finali. Averlo al meglio nelle prime due gare della serie avrebbe potuto dare qualcosa in più alla squadra, dal punto di vista tattico e mentale. Confermarlo sarebbe importante, ma è certamente uno di quelli con più mercato.

Zack Bryant 4,5: Il voto della regular season sarebbe ben più alto. Arrivato in un periodo complicato, dopo l’addio di Johnson e qualche sconfitta di troppo, ha dato il via, con la sua energia, al filotto di vittorie che ha raddrizzato la stagione. Peccato che, poi, l’entusiasmo si sia spento sul più bello. E le voci di questi giorni su una presunta notte brava prima di Gara5 non possono non incidere pesantemente sulla sua valutazione. 7 per l’impatto, 5 per i playoff, 1, ad andare bene, per la condotta nel momento chiave. Fuori!

Luigi Sergio 6,5: Finché c’è stato ha sempre fatto il suo. Ha messo cuore e grinta in ogni partita, è stato determinante su due metà campo per un paio di successi, si è posto come tramite tra il gruppo squadra e la tifoseria, ancora lontana dalla curva in attesa della fine dell’emergenza sanitaria. Non ha mai abbandonato la nave, nemmeno nel momento in cui non ha più potuto dare il proprio contributo sul parquet. Di Sergio ne vorremmo 10. La sfortuna ci ha privato di un guerriero. Possiamo solo dirgli grazie per ciò che è riuscito a fare.

Luca Vitali 5,5: Un voto, onestamente, molto complicato. Arrivato come rinforzo per i playoff (forse non nel ruolo in cui c’era più bisogno), ha illuminato il PalaDesio nelle prime due partite con Forlì, facendo pregustare un netto miglioramento della fluidità di gioco della squadra. Preziosissimo anche nel finale della delicata Gara3 con Scafati, quando ha riacceso la squadra in balia della rimonta dei campani, tenendo viva la serie. In mezzo tante ombre. Difficile capire dove finissero i problemi fisici e dove iniziassero le scelte tecniche di coach Sodini. Resta il fatto che, nelle partite al PalaMangano, è mancata la leadership che gli era richiesta. A Sacchetti (o chi per lui), capire se ha le motivazioni e la forma per aiutare la Pallacanestro Cantù a tornare in A1.

Luca Vitali
L’aggiunta di Vitali non è bastata a raggiungere la promozione

Stefan Nikolic 7: A inizio anno sembrava c’entrasse poco con tutto il resto. Poi, però, ha dimostrato impegno, energia, capacità di prendersi responsabilità che forse, se tutto fosse andato secondo i piani dello staff tecnico, non avrebbe nemmeno dovuto sobbarcarsi. Per mezzi fisici e atletici, può essere una preziosa risorsa dalla panchina anche il prossimo anno, posto che, nel reparto lunghi, uno spot per un americano cercheremmo di trovarlo. Per quanto dato, però, la porta per Stefan resta aperta.

Matteo Da Ros 7-: Per larghi tratti il migliore. Playmaker aggiunto, leader emotivo e carismatico, anche realizzatore in momenti chiave come la serie con Ravenna e la parentesi di Coppa Italia. Il “meno” è dovuto alle tre partite a Scafati, dove dal capitano era lecito aspettarsi qualcosa in più. Per l’A2 è un giocatore di altissima fascia. La sua esperienza farebbe comodo anche l’anno prossimo.

Lorenzo Bucarelli 5,5: Ha dato il meglio di sé nel momento della transizione tra l’era Johnson e l’era Bryant, tra gennaio e febbraio. Ai playoff, però, è stato particolarmente discontinuo. Tra i meno peggio in Gara1 e Gara 5 di finale, ma in mezzo 4 punti in tre gare, con uno 0/9 dal campo pesante. Da valutare.

Marco Cusin 6+: Un jolly, un salvagente a stagione in corso per tamponare un reparto lunghi un po’ corto, a maggior ragione dopo l’infortunio di Sergio arrivato in seguito. Ha fatto quello che doveva e che poteva. Peccato per le scaramucce con gli arbitri che, talvolta, lo hanno costretto a guardare qualche minuto in più dalla panchina.

Jordan Bayehe 6,5: Spesso troppo criticato, reo, forse, di essere l’unico sopravvissuto della negativa stagione dell’anno prima. Dopo i buoni segnali del finale di campionato in A1, ci si aspettava potesse essere un punto fermo al livello inferiore. Non lo è stato in tante occasioni, ma è venuto fuori con cuore e coraggio nel momento più importante. A 22 anni non era scontato. Fiducia in Jordan!

marco cusin
Jordan Bayehe al tiro

Trevon Allen 5: Altra nota dolente. Il voto finale è la media tra il 7 della stagione regolare, dove è stato il miglior realizzatore della squadra, e il 3 che meriterebbe dopo i playoff. Compitino nelle prime due serie, senza particolari acuti, invisibile con Scafati. Alla Pallacanestro Cantù serve qualcuno che segni con costanza anche nei momenti delicati. Poteva essere Johnson, non lo è stato Allen in sua assenza. Per la prossima stagione, serve un giocatore esperto che sappia togliere le castagne dal fuoco.

Giovanni Severini 6,5: E’ stato preso per difendere e lo ha fatto. Sempre, anche quando non era al meglio della propria condizione. Probabilmente, al top lo si è visto solo in piccole parentesi stagionali. Nei nostri occhi, però, restano lo spirito di sacrificio contro le stelle avversarie e i balzi a rimbalzo offensivo in un paio di partite delicate dei playoff. Alla città piacciono giocatori che danno tutto quello che hanno e l’impegno di Severini non è mai venuto meno. Promosso.

Marco Sodini 5: Quando l’obiettivo non viene raggiunto, è normale che la stagione non possa essere sufficiente e che una parte delle responsabilità ricada su chi ha costruito e diretto la squadra. Le attenuanti sono tante: dal fatto che il roster allestito in estate non si è mai visto al completo alla condotta dei singoli giocatori, indipendente dalle scelte tecniche del coach. Tuttavia, è evidente che qualcosa, nella serie finale, non abbia funzionato. Siamo grati a Sodini per quanto ha fatto in due capitoli di storia della Pallacanestro Cantù tutt’altro che rosei, ma quando le scelte non pagano, è inevitabile dover fare valutazioni.

La media dei voti è poco meno di 6, a testimonianza di una stagione in cui si è arrivati a un passo dall’obiettivo, ma è mancato l’ultimo tassello. Sfortuna, scelte, sbagliate, stanchezza, fattore campo a pesare sul risultato che resta, in ogni caso, deludente. Ci sono, però, tante cose da salvare. La base da cui ripartire è solida e, nelle sapienti mani di Sandro Santoro, ci sono tutte le possibilità per migliorare quanto fatto quest’anno e tornare in A1. Perché… succederà, anche se saranno guai.

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Simone Dalla Francesca
Laureato in Linguaggi dei media all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e giocatore di basket per l’Alebbio. Dopo una parentesi a La Gazzetta dello Sport, sono ora un collaboratore de La Provincia di Como.

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