Pallacanestro Cantù, che fatica in casa: peggior avvio degli ultimi 12 anni

pallacanestro cantù

Inizio di torneo difficile tra le mura amiche per la Pallacanestro Cantù, con un bilancio 1-4 tra vinte e perse. Per un avvio così negativo bisogna risalire al 2007/08.

Che non fosse probabilmente una stagione tra le più facili, in molti lo avevano capito. Tante le scommesse, alcune di esse intriganti, in una squadra costruita con un budget alquanto risicato. Eppure, stante la classifica odierna, la Pallacanestro Cantù avrebbe raggiunto il suo obiettivo, ovvero quello della permanenza nella massima serie. Ciò che invece potrebbe sorprendere diverse persone, è che questa alquanto “virtuale” meta verrebbe raggiunta grazie a un ruolino di marcia in trasferta decisamente migliore di quello casalingo. Infatti, lontano dal PalaDesio, la formazione di Pancotto sta viaggiando con un onorevolissimo 50% di vittorie (2 vittorie e 2 sconfitte), mentre sul parquet di casa detiene un misero 20% (1 vittoria e 4 sconfitte).

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Un pensieroso Cesare Pancotto in compagnia dell’addetto stampa Alessandro Palermo

Premesso che in ben due circostanze la sottile ma determinante differenza tra gioia e delusione è da ricollegare esclusivamente a un maledetto ultimo possesso andato male (con esito contrario magari staremmo parlando di una Cantù nella parte sinistra della graduatoria), il dato riguardante le partite interne va assolutamente sistemato per poter raggiungere al più presto la salvezza. Numeri a cui certamente i tifosi canturini non sono abituati, memori soprattutto del caro e vecchio fortino che si chiamava Pianella. Ebbene, per risalire a un avvio così problematico tra le mura amiche, bisogna andare al 2007/08, quando l’allora Tisettanta registrò un medesimo record nelle prime cinque gare.

Ma i ragazzi allenati ai tempi da Luca Dalmonte, riuscirono a compensare meglio il tutto grazie a tre vittorie nelle prime quattro trasferte stagionali, aspetto che gli permisero di attestarsi al provvisorio decimo posto a pari merito con Virtus Bologna e Avellino. Per poi in seguito, con gli innesti di Hervé Touré alla decima e quello di Gerald Fitch alla quattordicesima giornata, essere in grado di invertire il trend casalingo con otto successi nelle restanti dodici gare sul parquet di casa. Un deciso cambio di passo che consentì ai brianzoli di strappare i play-off con il settimo posto finale.

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Nelle prime cinque gare stagionali, peggio delle squadre di Pancotto e di Dalmonte, ci fu quella inizialmente allenata da Franco Ciani nel 2000/01. Ebbene, contro Trieste, Fortitudo, Reggio Calabria, Avellino e Verona arrivano soltanto ko. E proprio quest’ultimo costò, unitamente al successivo derby perso contro Milano al PalaSharp, la panchina al tecnico friulano, con Pino Sacripanti che subentrò e si fece conoscere per la prima volta al grande basket, portando la Poliform a una memorabile salvezza.

Parlando invece di en plein, il più recente riguardante la Pallacanestro Cantù è quello datato 2013/14, abbinata per l’occasione ad Acqua Vitasnella e condotta sempre da Sacripanti. In quell’ammasso emozionante di lamiere vennero piegate nell’ordine Pistoia, Pesaro, Avellino, Siena e Caserta. Pianella che rimase inviolato per tutta la regular-season, fino alla clamorosa e netta estromissione per mano di Roma nei quarti di finale play-off.

E per capire se a fine aprile l’Acqua San Bernardo sarà stata in grado di aver conquistato più che vittorie che sconfitte dinnanzi al proprio pubblico, determinanti saranno i prossimi due impegni contro Varese e Treviso. Il tutto dopo la dir poco proibitiva visita all’attuale capolista Virtus Bologna. Vincerle vorrebbe dire anche prendersi una bella boccata d’ossigeno nella corsa salvezza.

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Marco Ballerini
Marco Ballerini
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