Pallacanestro Cantù, aria di cambiamento: Sacchetti per Sodini?

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[ethereumads]

L’infausta finale contro Scafati rischia di costare cara a Marco Sodini. Per la sua sostituzione Pallacanestro Cantù tentata da Meo Sacchetti.

Con la sconfitta rimediata martedì scorso contro la Givova sono tramontati definitivamente i sogni di un immediato ritorno nella massima categoria per l’Acqua San Bernardo. Ma quello che più ha turbato la mente di tifosi e a questo punto anche dei dirigenti brianzoli, è stata la modalità del ko. O meglio, dei ko. Si perché sia nelle prime due gare campane che in quella risolutiva sempre al PalaMangano, Cantù non ha mai minimamente accarezzato la possibilità di un blitz esterno.

Dando spesso l’idea di essere una formazione scollata e senza carattere, l’esatto opposto di ciò che i sostenitori canturini sono abituati a vedere dai giocatori che indossano la loro gloriosa canotta. E in controtendenza a quello mostrato durante il resto dell’annata: molti accusano il coach viareggino di non aver trasmesso un gioco decente alla squadra, tuttavia al termine della stagione regolare il miglior attacco della Legadue è stato quello biancoverde. Senza dimenticare la volontà d’animo messa in mostra nel post Covid in Coppa Italia, oppure il successo dopo quattro over-time con soli sette uomini ruotati contro Piacenza.

Eppure, e giustamente aggiungeremmo noi, tutto ciò non può bastare. Perché chiamandoti Pallacanestro Cantù, per storia e ambizione la serie A è imprescindibile. Evidentemente qualcosa si è rotto: aldilà dei lampanti meriti avversari, troppo brutta la squadra di Sodini per essere vera. E in tutto ciò parrebbe essere proprio l’ex allenatore di Capo d’Orlando a farne le spese.

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I canturini si sono sciolti sul più bello (foto Pall. Cantù)

Proseguirebbero così le similitudini tra la prima discesa dei brianzoli negli inferi dell’A2 di metà anni novanta con quella attuale. Ai tempi non riuscì la pronta salita al primo tentativo di Cantù, battuta all’atto conclusivo da Arese sempre 3-2. E allora come oggi, naufragò anticipatamente la conduzione tecnica basata su un piano biennale.

Dopo cinque incontri del campionato successivo, infatti, saltò Giancarlo Sacco. Che pagò a caro prezzo tre sconfitte consecutive ma anche il non armonico rapporto con Eros Buratti. E se anche l’innesto nonché la gestione di Luca Vitali avesse prodotto malumori? Al posto dell’allenatore pesare nel 1995/96 arrivò il compianto Gianfranco “Dado” Lombardi.

Al posto del coach viareggino potrebbe arrivare Meo Sacchetti, decisamente in vantaggio su Pino Sacripanti. Due subentranti accomunati da una florida carriera in maglia azzurra da cestisti. Un’altra coincidenza nell’attesa di quella più importante: il ritorno della Pallacanestro Cantù nel palcoscenico nazionale più importante al secondo tentativo.

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Marco Ballerini
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