Domenica a mezzogiorno al PalaDesio c’è molto più di una partita. Cantù sfida l’Oriora Pistoia per salutare l’ultimo posto e rialzare la testa.
È una partita che vale tutto, o quasi, quella che attende la Pallacanestro Cantù in questi ultimi giorni di 2018. Il calendario complicato, nel momento peggiore, ha dato origine a 8 sconfitte consecutive, a malumori tra i tifosi, a screzi negli spogliatoi, che hanno spinto i brianzoli in un tunnel di cui non si vede la fine. La sfida di domenica (ore 12) contro l’Oriora Pistoia può dare un calcio a tutto questo, chiudere un annus horribilis e aprire quello nuovo con speranza. È la sfida giusta. Si gioca a Desio contro una squadra a pari punti, da battere e lasciare indietro.
Pistoia ha iniziato la stagione con 6 sconfitte consecutive, quasi tutte con margine. Poi un’improvvisa rinascita, con tre vittorie consecutive (tutte di misura) contro Sassari, Reggio Emilia e Brescia, salvo poi riprendere a perdere nelle successive tre.
Come Cantù è ultima in classifica e come Cantù ha due grossi difetti: la difesa e le palle perse. I biancorossi sono la seconda peggior difesa del campionato con 89,3 punti concessi contro gli 88,8 dell’Acqua San Bernardo, ed è quarta nella classifica delle palle perse (19,3), dove è la squadra di Pashutin a detenere l’indesiderato primato. La partita potrebbe dunque decidersi qui. Avrà la meglio chi riuscirà a limitare maggiormente i propri problemi.
Il roster dell’Oriora Pistoia
Sebbene non abbia a disposizione molti giocatori di talento, coach Ramagli fa ruotare costantemente 10 uomini, rendendo l’Oriora Pistoia più lunga di quanto si possa immaginare. Ampia la scelta in regia, dove lo statunitense Kerron Johnson (14,1 punti, 3,4 rimbalzi, 4,2 assist, 40% da 3), può essere sostituito dai giovani Riccardo Bolpin e Gianluca Della Rosa. Molto spazio soprattutto per il primo, che gioca oltre 17 minuti con 5,6 punti a partita.
Pacchetto guardie composto dall’ex Varese e Venezia Dominique Johnson e da Matteo Martini. Johnson viaggia a 14,3 punti, 2,5 rimbalzi e 2,6 assist confermandosi uno dei giocatori più pericolosi dei toscani, mentre Martini porta alla causa 3 punti ad allacciata di scarpe.

Il 22enne LJ Peak occupa lo spot di ala piccola. Prime partite in Italia non entusiasmanti, poi l’esplosione con i 35 punti a Sassari ed ora costantemente intorno ai 14 punti a match, dopo aver trovato fiducia nel tiro da fuori. Nel ruolo di ala forte si alternano invece l’ex Avellino Patrik Auda (11,8 punti e 5,1 rimbalzi) e il classe 1996 Luca Severini, che nei 12 minuti di utilizzo medio realizza 2,6 punti segnando anche dall’arco.
Coppia di centri formata da Ousman Krubally e Mickell Gladness. Krubally è un lungo tutto atletismo: nonostante arrivi a stento ai 2 metri cattura 11 rimbalzi a partita, tenendo una doppia doppia di media grazie anche ai 12 punti realizzati. La mano però non è delle più educate e tira dalla lunetta con il 53%. Gladness ha giocato le ultime 5 partite, facendo vedere cose interessanti soprattutto nelle ultime 2. Con Trento nell’ultima giornata 14 punti, 7 rimbalzi e 3 stoppate.

Qui Cantù
Anche per il match salvezza contro l’Oriora Pistoia coach Pashutin dovrà fare a meno di Salvatore Parrillo, il quale quasi sicuramente rientrerà per la trasferta di Torino della settimana seguente.
In questi giorni è prevista inoltre l’offerta di Gabriele Marchesani per l’acquisto della società. Tra campo ed extracampo, il 2018 ha il suo finale thrilling.
Le formazioni
ACQUA SAN BERNARDO CANTÙ
0 Frank Gaines
1 Tony Mitchell
4 Gerry Blakes
5 Ike Udanoh
7 Biram Baparapè
9 Shaheed Davis
10 Maurizio Tassone
11 Andrea La Torre
17 Luca Pappalardo
23 Francesco Quaglia
41 Davon Jefferson
Allenatore Evgeny Pashutin
ORIORA PISTOIA
0 Riccardo Bolpin
2 Gianluca Della Rosa
3 Kerron Johnson
4 LJ Peak
5 Ousman Krubally
9 Patrik Auda
11 Marco Di Pizzo
13 Matteo Martini
14 Lorenzo Querci
16 Luca Severini
23 Dominique Johnson
32 Mickell Gladness
Allenatore Alessandro Ramagli
Arbitri Sabetta, Sardella, Pepponi

