Jazz Johnson dirigerà l’orchestra: roster canturino in chiusura

Jazz Johnson

Sarà Jazz Johnson l’ultimo colpo dei mercato della Pallacanestro Cantù. Un play-guardia con l’istinto da realizzatore, sia in penetrazione sia dall’arco.

La chiusura del mercato della Pallacanestro Cantù sembra ormai questione di giorni. Daniele Della Fiori e Cesare Pancotto hanno individuato in Jazz Johnson l’ultimo tassello del roster 2020/2021 e, secondo i rumors, starebbero per chiudere la trattativa.

Si tratta di una combo guard di 178 centimetri per 82 chilogrammi, alla prima esperienza da professionista dopo aver completato il percorso collegiale a Nevada University. Con la maglia dei Wolf Pack ha chiuso l’ultima annata a 15.9 punti, 3.3 rimbalzi e 2 assist, tirando con il 41% dall’arco dei tre punti. Cifre che lasciano intendere alcune delle sue principali caratteristiche. Corpo da playmaker, ma istinto realizzativo da guardia pura. Abile nel catch and shoot, ma efficace anche in transizione e in penetrazione. Un profilo che ben combacia con quello ricercato dalla società per chiudere il roster, ovvero un cambio del playmaker Jaime Smith, in grado di giocare anche qualche minuto da guardia, facendo rifiatare James Woodard e dando il tempo di crescere al giovane Gabriele Procida.

Jazz Johnson
Jazz Johnson guida l’attacco

Jazz Johnson, con un facile gioco di parole ispirato al suo nome, avrà quindi il compito di cambiare la musica a partita in corso, dando energia dalla panchina, con un gioco veloce e frizzante, che ricorda vagamente quello di Wes Clark, giocatore di cui prenderà idealmente il posto. Come nella seconda parte dello scorso campionato, Cantù potrà contare su una coppia di registi molto interessanti. Da una parte l’esperienza e la leadership “raglandiana” di Smith, dall’altra la rapidità e l’atletismo, più “alla Clark”, di Johnson.

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Dovesse, effettivamente, chiudersi così, il mercato della Pallacanestro Cantù, almeno sulla carta, sarebbe da promuovere a pieni voti. Pur partendo con uno dei budget più bassi del campionato, Della Fiori si è assicurato un pacchetto italiani di tutto rispetto, con l’importante conferma di Andrea Pecchia, seguita da quelle di Andrea La Torre e Gabriele Procida, oltre all’interessantissimo innesto di Jordan Bayehe, tra i giovani lunghi azzurri da tenere maggiormente sott’occhio. Ha puntato forte su tre rookie di ottima prospettiva, come l’ala Donte Thomas, pronta a prendere il posto di Jason Burnell, come Sha’Markus Kennedy, pivot di grande atletismo e, appunto, su Jazz Johnson. Il tutto è stato incorniciato dalla guardia in rampa di lancio James Woodard, soffiato alla Fortitudo Bologna, ma soprattutto dai graditissimi ritorni di Jaime Smith e Maarten Leunen.

Jazz Johnson
Johnson in penetrazione, una delle sue armi migliori

Ora l’attenzione si sposterà dalle linee telefoniche e dalle chiacchiere al campo e al basket giocato. A coach Pancotto e alla sua squadra il compito di continuare a infiammare l’animo dei tifosi, già riscaldato da una Cantù dai tratti, veramente, canturini.

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Redazione
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