Ike Udanoh e Pallacanestro Cantù, vicenda da separati in casa

ike udanoh

Frattura sempre più insanabile quella tra la società brianzola e Ike Udanoh. Il capitano dell’Acqua San Bernardo continua a restare negli States, con gli allenamenti già ripresi martedì.

Archiviato positivamente il capitolo riguardante la cessione del club, è tempo di ricominciare a guardare anche ciò che succede sul parquet per la Pallacanestro Cantù. Dopo oltre una settimana di riposo, la formazione biancoblu ha ricominciato ad allenarsi due giorni fa sotto la guida di Nicola Brienza. Però con alcune defezioni. Tra tutte spicca quella di Ike Udanoh il quale, oltre a essere capitano, è stato sicuramente il giocatore dall’impatto più determinante di questi quasi due terzi di stagione. I numeri, già di per se estremamente indicativi (12.5 punti, 9 rimbalzi, 4.3 assist e 20.9 di valutazione in quasi 35 minuti) raccontano molto ma non tutto di questo atleta, capace di incidere notevolmente anche nella metà campo difensiva su avversari di diversa taglia e ruolo.

Nicola Brienza, head-coach di Cantù

Un vero e proprio pivot moderno, insomma. Le sue qualità non sono certamente passate inosservate ma anzi, hanno attirato l’interesse di diverse squadre specialmente del nostro campionato. Un rapporto che sembra essersi logorato in queste ultime settimane, soprattutto dopo che l’atleta statunitense di origini nigeriane era stato promesso come sposo alla Sidigas Avellino nei giorni postcedenti alla vittoriosa sfida contro Reggio Emilia. Così, Ike Udanoh era pronto a vestire la canotta biancoverde già in occasione della Final Eight di Firenze, facendo ritorno immediato sul suolo italiano, ma l’intervento dell’allora patron Gerasimenko e i termini scaduti per il tesseramento già a partire da quella manifestazione, ne bloccarono il passaggio. Almeno temporaneamente. perchè le opportunità degli irpini sembrerebbero tutt’ora elevate (ma anche la Virtus Bologna sembrerebbe fortemente interessata).

Una goccia (questa però non conta..) che avrebbe fatto traboccare il vaso, in un rapporto che forse aveva già iniziato a vacillare dal momento della partenza di coach Pashutin, con Udanoh che aveva preso le difese dell’allenatore russo, fuggito in maniera alquanto insolita (per usare un eufemismo) in direzione Saratov, puntando in un certo senso indirettamente il dito contro la gestione societaria (che però, va detto, ora è cambiata). D’altro canto il club tutto vorrebbe fuorché trattenere un giocatore scontento. Una presa di posizione che si può permettere, vista la posizione in classifica piuttosto tranquilla a un semplice passo dalla salvezza quando ancora mancano ben undici giornate.

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Per non parlare di un eventuale discorso buy-out, che potrebbe sicuramente fare comodo di questi tempi alle casse societarie canturine, nonostante l’operazione Pianella effettuata da Davide Marson abbia potuto regalare del preziosissimo ossigeno, coprendo in gran parte il fabbisogno da qui a giugno. Archiviata la pratica Com.Te.c, non resta chiudere i lodi esecutivi pendenti in questi giorni. Anche se per ora non ci sarebbe grandissima urgenza, vista la mancanza esigenza di nuovi tesseramenti se non quello riguardante il nuovo vice-allenatore, ovvero Ugo Ducarello. E chissà mai che proprio allora si possa risolvere la questione Udanoh, con il caso di un capitano a lasciar la Brianza a stagione in corso più unico che raro…

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Davide Marson appone la firma per l’acquisto del Pianella: Cantù respira
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Marco Ballerini
Marco Ballerini
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