Simone Giofrè fa il punto sul nascente progetto biancoblù: dalla crescita della società al mercato, passando per Arena, ultimo americano e PGC
La Pallacanestro Cantù guarda al futuro con idee chiare e un progetto che va ben oltre il campo. A pochi giorni dall’apertura del Pavilion in occasione del ritrovo dell’Acqua San Bernardo (17 agosto il primo allenamento, nda) e con la Cantù Arena che si avvicina sempre di più, il general manager Simone Giofrè racconta a WinCantù la visione del club biancoblù. Una società che vuole crescere sotto ogni aspetto, consolidando la propria struttura organizzativa e preparandosi a vivere una nuova era. Dalla chiusura del mercato alla costruzione della società, fino al settore giovanile, il dirigente traccia la rotta di una Cantù che punta a tornare stabilmente protagonista.
SIMONE GIOFRÈ: “VOGLIAMO COSTRUIRE UNA SOCIETÀ DI ALTO LIVELLO”
La stagione 2026/27 rappresenta un momento storico per la società canturina ed anche le parole di Simone Giofrè lo confermano. L’annata alle porte coincide infatti con il novantesimo anniversario del club e con l’imminente trasferimento nella nuova casa biancoblù (“verso febbraio”), destinata a cambiare il volto della Pallacanestro Cantù. “È un anno fondamentale – racconta il GM brianzolo – e l’obiettivo è quello di contribuire e riuscire a trasmettere la tradizione del basket canturino alle nuove generazioni, ma con una chiave moderna. Vogliamo costruire una società che sappia guardare avanti, facendo tesoro dell’esperienza maturata negli ultimi anni”.
Un cambiamento che, sottolinea Giofrè, era già stato avviato prima del suo ritorno, ma che negli ultimi mesi (anche su suo impulso) ha subito una forte accelerazione: “Da fuori magari non si percepisce, ma internamente stiamo lavorando tantissimo. Vogliamo consolidare la struttura societaria, investire sulle competenze e sulla formazione delle persone che lavorano nel club. Abbiamo tanti ragazzi giovani con entusiasmo e vogliamo dare loro la possibilità di crescere, anche attraverso gli errori, perché è così che si costruiscono le competenze”.
L’obiettivo, però, non riguarda esclusivamente il parquet. “Quando parlo di alzare l’asticella non mi riferisco ai risultati sportivi. Quelli arriveranno come conseguenza. Il primo passo è costruire una società di livello, capace di sostenere un progetto importante nel lungo periodo”.
GIOFRE’ CONFERMA: “CERCHIAMO UN’ALA FORTE DI RUOLO”
Sul fronte della squadra il lavoro è ormai agli ultimi dettagli. Alla domanda sul nome di Kruize Pinkins, accostato negli ultimi giorni a Cantù, Giofrè mantiene la linea adottata fin dal suo arrivo. “Non confermo e non smentisco mai i nomi che escono. I giornalisti devono essere liberi di fare il loro lavoro e io non voglio entrare in questo gioco. Finché non mi viene creato un problema all’interno di una trattativa, non alzo neanche il telefono”.
Il GM, però, conferma che il roster è ormai vicino al completamento: “Ci manca un solo giocatore ed è logico intuire che profilo sarà. Stiamo cercando un’ala forte di ruolo, un numero quattro pieno. Non un’ala adattata né un centro che possa giocare in quella posizione. Deve essere un quattro capace eventualmente di ricoprire anche altri ruoli, ma la sua natura deve essere quella”.
La ricerca, spiega, è tutt’altro che semplice. “Il quattro moderno è probabilmente uno dei ruoli più difficili da trovare. Oggi tutti cercano giocatori intelligenti, in grado di leggere il gioco e diventare quasi un playmaker aggiunto. Cantù nella sua storia ne ha avuti diversi, penso a Stonerook o Leunen. Trovare un profilo di quel livello non è semplice“.

TRA MERCATO NBA E CONCORRENZA INTERNA
La fase di selezione, conferma Giofrè, è ancora in pieno svolgimento, anche perchè “il mercato cambia con il passare dei giorni”. “Fino all’inizio di luglio c’è un determinato mercato, mentre dopo la metà di luglio il mercato cambia un po’. Dopo la Summer League – spiega – arrivano nuove disponibilità di giocatori americani che magari non ottengono un contratto in NBA. Bisogna quindi rifare una lista dei giocatori disponibili, oltre a quelli che magari già piacevano”.
Come sottolineato anche durante la conferenza di presentazione di Vitucci, c’è sempre da considerare anche la concorrenza interna alla LBA. “Ci sono realtà come Maxima Roma e SPQR Roma che possono contare su disponibilità economiche molto importanti e sulla vetrina dell’EuroCup. Se ci troviamo sullo stesso giocatore, è evidente che partiamo dietro, sia economicamente sia come appeal. Ma non è una lamentela: è semplicemente la realtà. Noi continuiamo a lavorare con pazienza. Oggi ci manca un solo giocatore, quindi possiamo permetterci di aspettare la scelta giusta”.
IL RUOLO DEL PGC E LA CHIUSURA DEL REPARTO ITALIANI
Infine, il focus si sposta sul vivaio, tema da sempre centrale nella storia di Pallacanestro Cantù. L’idea della società si conferma sul completamento del roster con due ragazzi provenienti dal PGC, proseguendo un percorso che riporti il settore giovanile al centro del progetto tecnico. “Vorremmo che l’undicesimo e il dodicesimo giocatore fossero due giovani del nostro vivaio. Fa parte della storia di Cantù e vogliamo tornare a valorizzarla”, spiega il GM. Simone Ventura e Thomas Acunzo, protagonista nell’argento degli azzurrini all’Europeo under-18, restano i favoritissimi per fare il salto in prima squadra.
Giofrè, però, non si sbilancia sui nomi ed evidenzia invece una criticità che riguarda tutto il basket italiano: la crescente attrattiva del college americano. “Oggi un ragazzo di diciassette anni guarda già agli Stati Uniti. È un’opportunità importante, sia dal punto di vista tecnico che economico, ma mette in difficoltà tutte le società che investono nei settori giovanili. Per questo credo che la Federazione debba trovare strumenti per tutelare il lavoro dei club”. Un tema che il dirigente ritiene fondamentale per il futuro della pallacanestro italiana: “Bisognerà trovare un equilibrio. Altrimenti il rischio è quello di perdere il patrimonio costruito nei vivai, vedendo partire i giovani senza alcun ritorno per le società che li hanno formati”.

