Gianni Petrucci senza dubbi: si al basket professionistico

gianni petrucci

Per il presidente della Federazione Italiana Pallacanestro, Gianni Petrucci, la massima serie di basket deve mantenere il professionismo.

L’emergenza sanitaria legata al Coronavirus ha costretto il mondo della palla a spicchi a fermarsi, ad accantonare il 2019/20 e a programmare la prossima stagione. A ripensare al format delle competizioni e perché no, magari a “riscrivere” le regole del gioco. Di questi tempi sta inoltre prendendo piede un’altra discussione: quella se sia giusto mantenere lo status del professionismo per quanto riguarda la serie A, o se sia più giusto fare un passo indietro e ritornare al dilettantismo. Che porterebbe a delle agevolazioni fiscali.

Dal 1994 i giocatori di pallacanestro maschile che partecipano a tale campionato sono considerati a tutti gli effetti professionisti. E per il presidente della Fip, Gianni Petrucci, è giusto che lo siano anche in futuro. Il suo pensiero lo ha esposto durante una trasmissione online su DeaCommunication Web Tv. “Dovessi decidere io, sarei per il professionismo. E’ un aspetto caratteristico per l’importanza di uno sport. Guardiamo agli imprenditori che sono nel basket: il signor Armani sarebbe contento di tornare dilettante? Luigi Brugnaro e Massimo Zanetti sarebbero contenti? Penso di no”.

Specificando però che la decisione si prenderà nelle sedi opportune. “Chi ragiona in piccolo, diventa piccolo – prosegue Petrucci – Noi siccome vogliamo ragionare in grande, come dovrebbero fare tutti quelli sulla terra, vorremmo restare professionisti. Inoltre, richieste differenti al momento non sono arrivate. Sarei comunque disponibile a ogni soluzione, perché chi investe è giusto che decida. Una decisione che spetterà a un’assemblea o a un consiglio federale“.

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Esprimendosi inoltre sulla possibilità di aspettare, pur di giocare a porte aperte. “Non penso abbia senso attendere. Perché, si dovrebbe giocare a porte chiuse a vita? Non credo. Non sappiamo poi quando ci potrà essere un vaccino che permetterebbe di giocare con il pubblico. La mia idea è quella di ripartire a ottobre senza spettatori con un’idea interessante, quello che proporrà la Lega andrà bene. Sperando poi a fine anno si possa riaprire, altrimenti sarà grama”.

Tornando al discorso professionismo o non, diversamente si era invece espresso Carlo Recalcati. La bandiera canturina, infatti, non ha mai capito il perché si è dovuta scegliere la strada del calcio e non quella della pallavolo, uno sport a suo dire più simile alla pallacanestro. Aggiungendo però che oramai quell’errore è stato fatto e sarebbe meglio studiare soluzioni alla portata.

Carlo “Charlie” Recalcati

 

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