Gianni Corsolini addio. Pagine importanti di basket e non solo.

gianni corsolini

Scomparso ieri a 87 anni, Gianni Corsolini è stata una leggenda della pallacanestro brianzola e italiana. Ma anche grande uomo di cultura.

Per una triste ironia della sorte, il “Duca di Carimate” ha deciso di salutare il mondo terreno proprio nel giorno del secondo anniversario della rinascita canturina. La Pallacanestro Cantù “festeggiava” proprio ieri la ricorrenza del passaggio di proprietà avvenuto il 18 febbraio 2019 tra la Dmitry Gerasimenko e la Tic. Un ambiente, quello ruotante intorno al club di basket fondato nel lontano 1936, che lui conosceva benissimo pur avendo origini emiliane.

gianni corsolini
Un’immagine recente di Gianni Corsolini

Nato infatti a Bologna il 5 ottobre del 1933, Gianni Corsolini arrivò giovanissimo in Brianza. Aveva soltanto 25 anni quando l’allora presidente della Virtus Bologna segnalò il suo nome a Ettore Casella, proprietario ai tempi della società canturina. E lui accettò l’incarico di allenare la prima squadra, pur mettendo bene in chiaro di avere ancora l’Università come priorità, attraverso un contratto annuale.

Iniziò così la sua avventura in una terra del tutto nuova, ma che ben presto gli diverrà familiare. Era il 1958-59, stagione nella quale si guadagnò ulteriormente le stime del patron Casella e di Allievi. I due gli proposero un rinnovo pluriennale, lui però accettò soltanto a patto di poter lavorare anche nell’azienda di bevande del suo presidente. Affare fatto. La trattativa si concluse felicemente.

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Gianni Corsolini però non amò particolarmente la carriera da allenatore. Decise così in seguito di passare a quella da dirigente, nella quale si distinse per aver portato sotto il campanile di San Paolo un ragazzino milanese dalle grandi qualità: Carlo Recalcati. “Charlie” proveniva dal Centro Giovanile Pavoniano e lo conobbe meglio quando guidò la rappresentativa lombarda nel torneo nazionale dell’epoca. Sempre da qui pescò anche Arnaldo Taurisano, a cui gli affidò poi la guida della prima squadra canturina nel 1965-66.

Merito suo l’aver portato a Cantù un personaggio di grande caratura internazionale come Boris Stankovic, ma anche la nascita di una nuova Lega è partita dalle sue idee per poi essere sostenuta dai principali presidenti di A. Nel 1969 decide di accettare l’offerta del Cavaliere Rino Snaidero, trasferendosi così a Udine per un doppio incarico, sia nelle vesti di dirigente sportivo, sia come dipendente dell’imprenditore friulano.

Dal 1977 al 1979 diventa il n°1 della Legabasket, mentre nell’agosto del 1986 tornò nuovamente a Cantù, convinto da Aldo Allievi. La sua seconda esperienza dirigenziale in Brianza durò un decennio, fino alla conclusione della breve gestione Polti. Inserito nella lista degli allenatori benemeriti d’Eccellenza, è stato anche insignito dalla Fip della massima onoreficienza, entrando nel 2009 nella Hall of Fame del basket italiano. Fu anche presidente dell’USAPP (l’Unione Sindacale degli Allenatori Professionisti) dal 1998 al 2005.

Tuttavia, narrare esclusivamente delle sue gesta in ambito sportivo sarebbe alquanto riduttivo. Perché Gianni Corsolini era pure un grande uomo di cultura. Rinomata la sua passione nello scrivere, autore di alcuni libri come ad esempio “Vado a Vanvera”,  “Quasi sessant’anni della mia vita con gente di basket” e “Torta di riso e stuzzichini vari”.

gianni corsolini
La copertina di uno dei suoi libri

Un vero personaggio, con valori d’altri tempi e concetti sempre condivisibili, che cercava di trasmettere ai suoi uditori. Racconti a volte interminabili ma pieni di grandi verità, abbinati a ricordi del passato rinfrescati grazie a una formidabile e lucida memoria, che lo ha accompagnato fino a poche ore fa. Domani nella Chiesa Parrocchiale di San Maurizio a Vedano Olona, alle ore 14:45, l’ultimo saluto. Mancherà a tanti Gianni Corsolini. Manca già.

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Marco Ballerini
Marco Ballerini
Un calcio al pallone, due tiri a canestro, una corsa nei boschi, una pedalata tra salite e discese, una nuotata nel mare, una sciata nel bianco, una pagaiata sul lago.. Sacrifici, sudore, fatica, passione, socialità, emozioni, obiettivi, traguardi.. Lo sport è sempre un ottimo pretesto per VIVERE e per sentirsi VIVI !!

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