Gerry Blakes, forte verso il futuro con il passato nel cuore

gerry blakes

Abbiamo intervistato Gerry Blakes, guardia della Pallacanestro Cantù con una storia molto particolare alle spalle. Racconti, pensieri e curiosità per noi.

Ognuno ha la sua storia. Ognuno nel corso della vita si trova a dover fronteggiare i momenti difficili che la sorte gli riserva. I giocatori di pallacanestro naturalmente non ne sono esenti. Anzi, molto spesso, gli atleti provenienti da oltreoceano hanno le storie più incredibili alle spalle. Storie di povertà, di strada, di problemi e di riscatti, ottenuti nella maggior parte dei casi attraverso la pallacanestro. Gerry Blakes, per gli amici semplicemente G Blakes, non fa eccezione. L’eccezione, semmai, sta nel modo di rapportarsi a quel destino che si è trovato di fronte.

Sono bastati pochi mesi a cambiare la sua vita, a lasciare un segno indelebile dentro di lui. È il 2015, Blakes ha coronato da poco il sogno di andare al college e veste la maglia di Arizona State University, segnando oltre 11 punti a partita. La gioia per l’istruzione e i successi sportivi viene però frenata da un doppio lutto. Gerry perde prima la sorella Dawn a giugno e poi, tre mesi dopo, il 16 settembre, la mamma Bobetta. Entrambe portate via dal lupus, una malattia cronica che può attaccare diversi organi e tessuti del corpo.

Al contrario di molti però, il numero 4 della Red October non è uno che si piange addosso. Lo disse alla stampa pochi giorni dopo la morte della mamma: “Non voglio che qualcuno si dispiaccia per me. Mia mamma non vorrebbe vedermi cadere”. E non cambiano le cose a tre anni di distanza. La forza è sempre la stessa così come la voglia di non deludere i suoi cari.

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“Questa è la mia vita, questo è quello che sono, però sono cose che nella vita possono capitare. A me forse è successo troppo presto. Avrei voluto che mia madre mi vedesse crescere, avrei voluto veder mia sorella diventare grande, ma è andata così, tutti hanno una storia particolare, questa è la mia”.

Nei suoi occhi c’è ovviamente ancora il dolore. Si prende il tempo necessario per parlarne e per raccontare, mostrando il suo lato più fragile e umano, ma ancora una volta anche tutta la sua forza.

Gerry Blakes
Gerry Blakes ad Arizona State

La vita come una pianta che cresce

La vita continua e dalle difficoltà si impara sempre qualcosa. Gerry Blakes sembra averne fatto un mantra. È ripartito costruendo la sua vita, arrivando ad essere oggi un ragazzo saggio e profondo. Alcune testimonianze di quello che è oggi si trovano su Instagram.

Una prima curiosità riguarda la religione. La guardia biancoblu, nelle sue stories, riporta spesso versetti della Bibbia, a testimonianza della sua grande fede.

“Credo molto in Dio e sono anche praticante. Quando pubblico versi della Bibbia voglio dare un messaggio, prima di tutto a me stesso ma anche agli altri, per trasmettere al di fuori energia positiva.”

Energia positiva. Sì, perché le avversità non sono mai riuscite a spegnere il suo sorriso  e quel fuoco dentro di lui capaci di contagiare tutti. Già durante la preparazione atletica, come ci ha raccontato il preparatore atletico Oscar Pedretti in un’intervista, Blakes si era dimostrato uomo squadra, sempre pronto a incitare i compagni a non mollare e a trascinare il gruppo.

Tornando ai social, il suo tratto distintivo, la firma che lascia ad ogni post, sono però 4 emoji raffiguranti un germoglio, che lui chiama la pianta che cresce. Il significato non è assolutamente scontato.

“È una metafora della vita. Il seme per crescere e diventare albero ha bisogno di cure e di attenzioni e allo stesso modo nella vita, un passo per volta, bisogna creare le condizioni per crescere di giorno in giorno. Trovandosi all’esterno poi le piantine devono resistere alle intemperie, a piogge, grandine, tempeste e mi piace pensare che allo stesso modo noi dobbiamo essere forti per affrontare gli inconvenienti della vita.”

Gerry Blakes
Le emoji di Blakes

E sulla stagione in Italia…

Oltre ai soliti apprezzamenti sul livello del campionato italiano, sia per quanto riguarda i singoli giocatori sia per le squadre, Gerry Blakes ci ha parlato del suo ruolo all’interno della squadra.

“Non è un problema partire dalla panchina. Sono felice della mia avventura qui, di far parte di questo progetto e il mio compito è quello di aiutare la squadra a vincere”.

Anche giocando da playmaker, un ruolo che non è propriamente il suo, ma che sembra piacergli.

“È stimolante perchè devi usare molto la testa e avere quoziente intellettivo, così come è bello avere molto la palla in mano per impostare l’azione.”

Ora arriva Bologna:

“Stiamo cercando di crescere un passo per volta, partita dopo partita, a livello di squadra. Con Brindisi abbiamo fatto diversi errori e il nostro obiettivo sarà quello di non ripeterli”.

Ne siamo certi. Crescerà la squadra e crescerà Gerry Blakes. Dopotutto ha promesso di non cadere, e qualora cadesse, sa benissimo come rialzarsi.

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Simone Dalla Francesca
Simone Dalla Francesca
Studente di Linguaggi dei media all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e giocatore di basket presso l'Antoniana Como. Fin da bambino ho sempre avuto due grandissime passioni. La prima è la pallacanestro, la seconda è scrivere. Scrivere di pallacanestro è dunque il mix perfetto!

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