Davon Jefferson e il cuore non bastano. Milano vince ampiamente

Davon Jefferson
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L’Acqua San Bernardo Cantù resta in partita per 32 minuti grazie ad un super Davon Jefferson, poi crolla sotto i colpi di una Milano troppo forte.

 

Cantù è viva. Al di là del punteggio finale (un po’ troppo severo), al di là del derby perso. È viva prima di tutto perchè è in campo, con tanto di nuovo sponsor e nuove maglie. Acqua (San Bernardo) e ossigeno puro, di questi tempi. È viva nei 5571 spettatori presenti al PalaDesio, che hanno risposto presente, dimostrando di essere il cuore pulsante di questa città. È viva nell’atteggiamento della squadra, differente rispetto alle ultime uscite, come testimoniano i 21 rimbalzi offensivi.

L’emblema è forse Davon Jefferson, il primo a calare notevolmente dopo la bancarotta della Red October e invece, dopo essere stato dato per partente, è in campo e gioca pure bene chiudendo con 20 punti e 12 rimbalzi. Bene anche Udanoh, a sua volta in doppia doppia.

Il divario tra le squadre, sulla carta, era ampio, gli obiettivi sono ben differenti. Nessun dramma. Serve guardare avanti, con la testa a settimana prossima, quando a Brescia si dovranno conquistare due punti importanti per ripartire e allontanare la zona retrocessione.

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La partita

PalaDesio gremito per il derby numero 166 tra Acqua San Bernardo Cantù e Armani Exchange Milano. Cantù in campo con Gaines, Parrillo, Mitchell, Udanoh e Jefferson. Milano, prima in classifica ma senza Nedovic e con Tarczewski escluso per scelta tecnica, schiera James, Jerrells, Fontecchio, Brooks e Gudaitis. I primi 3 punti portano la firma di Frank Gaines, ma Mike James replica subito con un gioco da 4. L’Olimpia trova un paio di canestri con Gudaitis, l’Acqua San Bernardo però è continua in attacco e dopo 5 minuti conduce 12-8. La prima girandola di cambi abbassa inevitabilmente il livello del quintetto brianzolo, mentre Burns e Micov garantiscono continuità a quello meneghino. Il risultato è quello più prevedibile: parziale biancorosso e Cantù a -4. I canestri di Blakes e Udanoh permettono comunque ai padroni di casa di chiudere la prima frazione in parità a quota 18.

Alla ripresa dei giochi Davon Jefferson firma il sorpasso, ma le triple di Micov e Kuzminskas spingono Milano sul 22-30. L’Acqua San Bernardo resta a contatto con altri punti di Jefferson, autore di tutti i primi 8 punti brianzoli del quarto. Seguono tuttavia una serie di perse pesanti e l’Olimpia fugge a +15. I neo biancoverdi, spinti dal proprio pubblico, reagiscono con capitan Ike Udanoh e Frank Gaines andando a riposo sotto 36-44.

Davon Jefferson
La palla a due del derby

Udanoh segna il -6 in avvio di ripresa, l’Armani Exchange regge l’urto con Gudaitis. Davon Jefferson e Gerry Blakes accorciano ulteriormente il divario a 4 lunghezze, ma una tripla di Jerrells e un canestro (con fallo) di Brooks rispediscono indietro i brianzoli. Gli uomini di coach Pianigiani ritrovano fiducia e provano ad ammazzare la partita con Jerrells e Kuzminskas (48-61). Pashutin chiama timeout e i suoi limitano i danni affacciandosi agli ultimi 10 minuti con 12 punti da recuperare.

Mitchell e Udanoh provano a tenere aperta la partita, ma le scarpette rosse tornano a +15 con Gudaitis e Cinciarini. Cantù va ufficialmente al tappeto e gioca gli ultimi 8 minuti senza possibilità di rientrare. Via allora alle sfide balistiche e alla corsa alle statistiche e spazio anche per i giovani. Finisce 74-101 per l’Olimpia che resta imbattuta.

Davon Jefferson
Davon Jefferson in lunetta

Tabellini

CANTÙ: Gaines 16, Mitchell 8, Blakes 13, Udanoh 14, Baparapè NE, Parrillo 3, Davis, Tassone, La Torre, Pappalardo NE, Quaglia NE, Jefferson 20.

MILANO: Della Valle 8, James 7, Micov 5, Barbieri, Gudaitis 19, Bertans 3, Fontecchio 2, Kuzminskas 20, Cinciarini 7, Burns 15, Brooks 4, Jerrells 11.

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Simone Dalla Francesca
Simone Dalla Francesca
Studente di Linguaggi dei media all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e giocatore di basket presso l'Antoniana Como. Fin da bambino ho sempre avuto due grandissime passioni. La prima è la pallacanestro, la seconda è scrivere. Scrivere di pallacanestro è dunque il mix perfetto!

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