Bruno Arrigoni: “Gaines e Jefferson eccellenti. Brienza da confermare”

Bruno Arrigoni

Ai microfoni di Wincantu.it, Bruno Arrigoni fa un bilancio sulla stagione appena conclusa, esprimendo sogni e auguri sul futuro.

Bruno Arrigoni è stato per anni l’occhio in grado di scovare i migliori talenti da portare nel campionato italiano. Da qualche mese è tornato a Cantù, di cui ha fatto le fortune in passato, per affiancare Brienza con i suoi preziosi consigli. Chi meglio di lui può dare un parere sulla stagione appena conclusa?

Buongiorno e grazie per aver accettato di rispondere a qualche domanda. Partiamo da un bilancio della stagione appena conclusa.

È stata una stagione più che accettabile sotto il profilo tecnico. Finire con il 50% di vittorie significa aver fatto una stagione vincente. In altri momenti si sarebbe andati sicuramente ai playoff, purtroppo quest’anno non sono state sufficienti. Sotto il profilo extrasportivo le problematiche sono state tante, ma a Cantù sono stati bravissimi a rimboccarsi le maniche per salvare la stagione e la squadra. Laddove tante società, a livelli diversi, hanno dovuto arrendersi ai colpi del destino, Cantù è rimasta in piedi.

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Qual è il suo giudizio sui giocatori visti a Cantù?

Dmitri Gerasimenko è sempre riuscito negli anni a portare stranieri sempre di buonissimo livello. Quest’anno non si è smentito.  Abbiamo avuto il miglior realizzatore del campionato, il migliore per valutazione e il miglior giovane. Anche Udanoh era una grande presa. Poi nella stagione travagliata la sua partenza è stata una grave perdita, ma non si poteva fare diversamente. Anche chi l’ha sostituito, ovvero Tyler Stone, si è dato da fare. Gerry Blakes è stato una grandissima sorpresa: giocatore estremamente duttile, che si è calato in tutti i ruoli e ha accettato anche di partire dalla panchina. Non è facile per americani provenienti da campionati minori, in cui sono piccole stelle, accettare questo ruolo. Invece lui ha sempre dato un contributo eccellente. Gli italiani erano giocatori di complemento. Andrea La Torre si è ritagliato uno spazio importante a fine stagione e bisogna dire che è stato determinante in diverse situazioni nelle ultime partite.

Bruno Arrigoni
Blakes, a detta di molti sesto uomo dell’anno.

C’è qualcuno che vorrebbe tenere?

Per quanto mi riguarda Frank Gaines e Davon Jefferson. Gaines ha dimostrato grande carattere e doti di leadership, nonostante alla prima esperienza in Italia avesse picchiato la faccia malamente. Jefferson si è rivelato un centro in grado di dominare il campo sotto il profilo tecnico. Poi le dinamiche degli agenti andranno monitorate. Tutti sono stati felici di giocare a Cantù e si è instaurato un bel legame con il pubblico, come si è visto anche nella festa finale. Ora la società si metterà all’opera e vedrà cosa fare.

Quanto a Brienza?

L’ho visto crescere, da quando era ancora giocatore. Dopo l’infortunio al ginocchio ha intrapreso la carriera da allenatore, affiancando grandi coach come Sacripanti, Dalmonte, Trinchieri, Bazarevich, Pashutin, tutti personaggi di altissimo livello tecnico. La cosa migliore per imparare non è seguire corsi ma rubare quanto possibile ad allenatori di grande valore e lui è stato molto bravo in questo. È giovane e ha una bella carriera davanti. Anche in una situazione complicata ha avuto il merito di salvare la squadra dalla retrocessione e andare anche oltre. Mi auguro che Cantù lo riconfermi.

Il ritorno della canturinità l’ha riavvicinata alla società, anche se un po’ dietro le quinte. Qual è il suo ruolo e cosa farà per aiutare Cantù nella prossima stagione?

Tutti i dirigenti erano occupati al 100% nella ricerca delle risorse. Mi è stato chiesto per quanto potevo di stare vicino a Brienza e alla squadra e ho accettato ben volentieri. Ora la società dovrà fare delle scelte. Io sono contento di aiutare, ma ho 74 anni, c’è bisogno di forze fresche. Sono disponibile, poi vedremo in che veste.

Bruno Arrigoni
Bruno Arrigoni al Pianella

Aiuterà anche per gli acquisti?

Io posso dare consigli anche sulla cucina, sul cucito ma soprattutto sulle serie tv. Però sono fuori dal giro da due anni e mezzo. Ho seguito le partite ma non ho fatto quel lavoro certosino di scouting che facevo prima. Poi un po’ di esperienza ce l’ho e posso consigliare, ma per questo lavoro servono energie che io non ho più.

Ad oggi come valuta la situazione societaria e il progetto in corso?

Davide Marson è un uomo di un’energia straripante, Andrea Mauri è stato un abile tessitore che si è sbattuto per ricucire con il territorio e ritrovare soci, Paparelli, Passeri, Allievi e tutti gli altri hanno contribuito. Senza dimenticare il nostro “Acqua San Bernardo“, Antonio Biella, primo dei tifosi e una gioia da vedere per come sostiene la squadra a bordocampo. Spero e credo possano organizzarsi per garantire un futuro quantomeno tranquillo ad una società che merita tutto il bene possibile.

 

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Simone Dalla Francesca
Simone Dalla Francesca
Studente di Linguaggi dei media all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e giocatore di basket presso l'Antoniana Como. Fin da bambino ho sempre avuto due grandissime passioni. La prima è la pallacanestro, la seconda è scrivere. Scrivere di pallacanestro è dunque il mix perfetto!

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