Borislav Stankovic addio, guidò Cantù al suo primo Scudetto

Si è spento quest’oggi a Belgrado Borislav Stankovic, che legò il suo nome al club brianzolo nella seconda parte degli anni sessanta.

Se ne è andata un’altra figura che contribuì a rendere grande la Pallacanestro Cantù. Nemmeno un anno dopo la scomparsa di quello che fu suo assistente, ovvero Arnaldo Taurisano, è arrivato il momento di salutare anche Borislav Stankovic. Nato a Bihać il 9 luglio del 1925, è stato allenatore dei canturini dal 1966 al 1969, dopo essere stato segretario generale della Federazione Yugoslava e coach dell’Okk Belgrado (vincendo tre campionati e una coppa nazionale).

L’idea di portarlo in Brianza fu di Gianni Corsolini e Aldo Allievi, che volettero affidarsi a un uomo di comprovata capacità a livello internazionale per permettere alla società di fare il decisivo salto di qualità. Una scelta che si rivelò azzeccatissima. L’accordo venne raggiunto con largo anticipo rispetto all’inizio della stagione 1966-67, esattamente nel mese di febbraio.

Stankovic fu in grado, come già detto, di trasmettere un alto livello di professionismo. La prima annata risultò utile per mettere le basi del suo ottimo lavoro, ideando il famoso “Muro di Cantù” con il trio formato da Burgess, Merlati e De Simone. Iniziò a intravvedere il grande potenziale di Carlo Recalcati e andando a svecchiare il rooster, lanciando anche Fabrizio Della Fiori.

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borislav stankovic
Carlo “Charlie” Recalcati, iniziò a esplodere con Stankovic

Nel 1967-68 Cantù, condotta da Borislav Stankovic, non solo riuscì per la prima volta nella propria storia a ottenere la vetta solitaria della classifica grazie a uno strepitoso avvio, ma conquistò anche il tricolore. Uno Scudetto culminato con il successo nell’ultima giornata contro la Simmenthal Milano al Parini 71-58.

Così, l’anno seguente i brianzoli fecero il debutto nella Coppa Campioni. Grazie a una sua intuizione, condivisa anche da Allievi, Corsolini e Taurisano, nacque la famosa foresteria canturina. Al termine della stagione 1968-69 salutò la Brianza per dedicarsi a incarichi Fiba, lasciando l’eredità della panchina nelle mani di Arnaldo Taurisano. E’ stato inoltre anche dirigente del Cio (Comitato Internazionale Olimpico). E’ stato inserito in ben tre Hall of Fame: Fiba, Naismith Memorial Basketball e Women’s Basketball.

 

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