Bologna-Cantù: le pagelle di una sconfitta che ci sta

Bologna-Cantù

I voti ai giocatori di Bologna-Cantù. Super Kravic, ma bene i comprimari. Per Cantù si salvano in tre. Pashutin comunque sufficiente.

Bologna-Cantù ha sancito la prima vittoria casalinga delle Vnere e la seconda sconfitta in fila dei brianzoli. A caldo, dopo aver visto la partita, c’è sicuramente amarezza per aver buttato via un inizio perfetto e un po’ di preoccupazione per la qualità del gioco e le rotazioni corte. Tuttavia, a mente fredda, si è trattata di una sconfitta preventivata. Il roster, oggettivamente, ha il potenziale per una salvezza tranquilla e magari una corsa per l’ottavo posto disponibile ai playoff. L’errore forse è stato quello di pretendere troppo dopo le tre vittorie nelle prime 4 gare. Brindisi e Bologna sono da sempre campi difficili e due sconfitte ci possono stare. Alla luce di questo, cerchiamo di dare i nostri voti alle prestazioni di ieri.

Red October Cantù

Gaines 5,5: Sul campo da basket fa soprattutto una cosa, ovvero segnare. Nel momento in cui invece di fare canestro sembra aver messo su un’impresa edile, tanti sono i mattoni scagliati verso il canestro, diventa più dannoso che utile. Salva la faccia con qualche buona entrata, ma lo 0/5 da 3 pesa parecchio.

Mitchell 6,5: Per 35 minuti è l’unico a trovare il canestro da fuori. Offensivamente sforna una prova di spessore, degna di uno dei migliori Mitchell. In difesa non si sbatte più di tanto, e il 5/10 ai liberi è un brutto neo sul curriculum.

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Blakes 5,5: A tratti è disastroso, perde diversi palloni e non segnerebbe neanche in una vasca da bagno. Positivi però i 9 rimbalzi catturati. La sensazione è che ci provi, ma che da questo tunnel negativo delle ultime partite non riesca ad uscire.

Udanoh 7: Forse a causa della sconfitta la sua prova non dà l’impressione di essere così buona, ma i numeri gli danno ragione. Ancora una volta il capitano lavora per la squadra facendo un po’ di tutto. Doppia doppia da 16 punti e 13 rimbalzi, condita da 5 assist e 3 recuperi. Spreca poco anche al tiro. Unico neo le 4 palle perse, ma in 39 minuti giocati un po’ di lucidità si può perdere.

Davis 5: 7 minuti di nulla assoluto. Poco spazio, è vero, ma uno con i suoi mezzi atletici può almeno farsi sentire a rimbalzo. Sul suo tabellino però c’è solo un tiro sbagliato e un fallo commesso dopo essere stato messo a sedere dall’avversario.

Tassone 5: Si muove anche bene, ma non ha probabilmente i mezzi e la fiducia per concludere contro la difesa aggressiva di Bologna. Come Davis, negli 8 minuti giocati, sporca il tabellino solo per un fallo e una persa.

La Torre SV: 2 minuti e un fallo subito nel suo breve esordio.

Jefferson 7: I primi minuti di Bologna-Cantù sono tutti suoi, poichè manda a referto i primi 9 punti della gara. La Virtus trova poi qualche contromisura e i falli lo costringono ad essere un po’ troppo morbido in difesa. Tuttavia la sua prova resta di spessore, con 22 punti, 11 rimbalzi e 4 assist.

Tavernari 5,5: Salva la prova con una tripla all’ultimo secondo, per il resto nulla da segnalare.

Pashutin 6-: Stavolta la sensazione è che non sia colpa sua. Perchè perdere a Bologna ci sta, perchè i limiti della squadra sono evidenti, perchè per almeno tre quarti la partita è stata in equilibrio e Cantù presente. Unico rimprovero forse sulla gestione del vantaggio. Dopo il +10 iniziale l’atteggiamento difensivo della squadra è sembrato di sufficienza e in quel caso probabilmente era necessario tenere i suoi sul pezzo con una strigliata in più.

Bologna-Cantù
Udanoh, 29 di valutazione

Virtus Segafredo Bologna

Punter 5,5: Bologna-Cantù non è stata la sua partita. Inizia male, spende rapidamente due falli e si accomoda in panchina. La squadra gira senza di lui e allora resta a guardare per gran parte del tempo. Rientra arrabbiato, segna un paio di canestri, ma lascia la scena agli altri.

Pajola 6: Tre giorni fa ha compiuto 19 anni. Nella scarsità di giovani talenti italiani nella massima serie è certamente uno dei più interessanti. Gioca 15 minuti senza incidere, ma tiene il campo molto bene.

Taylor 7: Prova a mettersi in ritmo con il tiro da fuori senza successo, allora sceglie bene di innescare i propri compagni. Pesca Kravic con continuità sfiorando la doppia cifra di assist già nel primo tempo. Alla fine saranno 12, a cui aggiunge 11 punti per una meritata doppia doppia. Fosforo.

Baldi Rossi 6: In 10 minuti non entra mai in partita a livello offensivo, tuttavia cattura 5 rimbalzi.

Cappelletti 6: Altro giovane, che di anni ne ha 23 ma che di esperienza a questo livello non ne ha molta. L’impressione però è che possa rimanerci, poichè non sfigura affatto. Porta a casa anche 2 punti.

Kravic 8: MVP della partita. Esce dalla panchina in un momento complicato e cambia la gara con i suoi canestri. Carica di falli gli avversari, segna con costanza dalla lunetta nonostante una meccanica discutibile, dà spettacolo con una serie di alley oop. 26 punti, 8 rimbalzi, 31 di valutazione in 24 minuti.

Aradori 7,5: Nei primi minuti è l’unico a tenere in piedi la squadra, nel secondo tempo uno di quelli che segna i canestri più pesanti. 26 punti con 6/10 da 2 e 3/4 da 3, conditi con 5 rimbalzi. Se Kravic ha ucciso la partita, Aradori l’ha quantomeno ferita gravemente.

Mbaye 7: Al di là dei 14 punti, dei 7 rimbalzi, delle 3 stoppate, c’è soprattutto un canestro che taglia le gambe a Cantù. Il gioco da 4 punti che apre l’ultimo quarto e fa scappare Bologna a +10.

Cournooh 6: 19 minuti senza particolari squilli, ma con lui in campo la squadra ha il miglior equilibrio.

Qvale 5,5: Ha ancora i postumi dell’infortunio. Jefferson se lo mangia in avvio, lui segna un paio di canestri ma poco altro.

Sacripanti 7,5: Se i timeout arrivano sempre al momento giusto e la squadra risponde sempre in modo positivo non è certamente un caso. Bravo ad adattarsi alla partita, a cambiare assetto rinunciando a Qvale e Punter per cavalcare il quintetto più efficace. Tanta fiducia anche ai suoi giovani, nota di merito. Gestione impeccabile.

Pino Sacripanti, canturino. Bologna-Cantù era una partita speciale.
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Simone Dalla Francesca
Simone Dalla Francesca
Studente di Linguaggi dei media all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e giocatore di basket presso l'Antoniana Como. Fin da bambino ho sempre avuto due grandissime passioni. La prima è la pallacanestro, la seconda è scrivere. Scrivere di pallacanestro è dunque il mix perfetto!

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