Antonio Biella: “Ridiamo al territorio ciò che la natura ci regala”

antonio biella

Intervista esclusiva di WinCanTu.it ad Antonio Biella, Direttore Generale di Acqua San Bernardo, che grazie alle sue sponsorizzazioni sostiene Pallacanestro Cantù, Pool Libertas Cantù e Como 1907.

E’ sicuramente l’uomo del momento in terra brianzola. Non stiamo parlando di un presidente, di un allenatore e nemmeno di un giocatore. Ma di un imprenditore che, con la sua azienda, è diventato title-sponsor della Pallacanestro Cantù. Grazie ad Antonio Biella, la storica società canturina può navigare almeno nel breve periodo in acque decisamente più tranquille. Lui e la sua famiglia detengono la maggioranza del Gruppo Montecristo, il quale nel maggio del 2015 rilevò la proprietà di Acqua San Bernardo dalla multinazionale Nestlè-San Pellegrino, riconsegnando questo marchio nato nel lontano 1926 in mani italiane. Tifoso di lunghissima data della squadra di basket, non potevamo esimerci nel chiedergli come stanno andando i primi giorni in questa nuovissima veste.

Allora ci dica un po’, com’è andato il debutto da sponsor domenica contro Milano? Se lo immaginava così?

“Benissimo, mi sono emozionato molto quando ho visto entrare la squadra che indossava il nostro brand. Sia perchè sono canturino da una vita, sia perchè è il motivo per cui ci alziamo tutte le mattine e che viene soltanto dopo la famiglia. Ovviamente anche per la cornice di pubblico davvero suggestiva, anche se lo conoscevo già avendo fatto tanti anni da abbonato. Inoltre è stata la prima volta che ho assistito ad un incontro a bordo campo, siamo restati in partita per tre quarti e ciò ha contribuito a coinvolgermi direttamente ancor di più”.

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E’ stato l’esordio anche della nuova divisa, che a distanza di vent’anni dall’ultima volta torna a cambiare colori. Allora ci fu Polti che era il presidente, può essere per caso il preludio a un suo impegno ancora maggiore in un prossimo futuro?

“Premetto innanzitutto che ho estremo rispetto dei colori bianco blu canturini. So che è una cosa importante per i tifosi, ma bisogna calcolare anche l’esigenza del brand di un certo ritorno economico. Credo che i club debbano sempre più affidarsi a una gestione professionale che permetta di auto-sostenersi, senza dipendere da un patron che dal momento in cui si dovesse defilare, lascerebbe un vuoto praticamente incolmabile. Siamo già impegnati intensamente nella nostra attività, penso sia più giusto lasciare a chi ha più capacità manageriali nel basket questa possibilità. Tuttavia la nostra volontà è quella di poter collaborare e dare una mano anche nei prossimi anni”.

antonio biella
La Pallacanestro Cantù cambia look grazie ad Acqua San Bernardo

In passato era già entrato in contatto per una sponsorizzazione con la società? Se glielo avessero proposto una o due stagioni fa, avrebbe accettato?

“No, questa è stata la prima volta ed è successo per merito di una chiacchierata con Roberto Allievi. Diciamo che il contesto societario è cambiato. Prima con un proprietario con tutti i pregi e difetti di Dmitry Gerasimenko era più difficile avvicinarsi. Oggi che invece c’è una gestione in cui emerge maggiormente l’aspetto canturino e che sta lavorando molto bene, i valori del club e i nostri si assomigliano parecchio. Ciò ha permesso questo connubio”.

In queste settimane a Cantù si sta ragionando molto sull’idea del consorzio. Come se lo immagina, formato da realtà del nostro territorio o che verranno da fuori?

“Credo innanzitutto che queste decisioni debbano essere prese con l’unica finalità di fare il bene della Pallacanestro Cantù. Domanda difficile, onestamente sogno che siano quelli della zona a prendere in mano il tutto anche perchè sicuramente in loro scorrerà un po’ di sangue canturino. Detto questo, è un momento in cui bisogna essere concreti e prendere in un certo senso quel che c’è. In ogni caso sono convinto che il consorzio sia il modello a cui ispirarsi”.

Ragionando invece in ottica tifoso con un occhio al passato, ci dica il suo preferito/a per quanto concerne le seguenti categorie: giocatore, allenatore e divisa da gioco..

“Come giocatore ovviamente cito Pierluigi Marzorati, autentica leggenda che ha rinunciato a giocare in altri posti anche maggiormente remunerati solo e soltanto per Cantù. Vorrei però anche citare Chicco Ravaglia al quale siamo tutti legati purtroppo per la sua tragica fine e inoltre mi piaceva tanto anche “Rambo” Gianolla. Per l’allenatore dico Sacripanti, lo conobbi quando faceva ancora il vice durante una cassuolata all’oratorio Sant’Antonio e mi colpì subito per la sua umiltà e capacità di stare in mezzo alla gente, portandoci anche fino alla semifinale con la Fortitudo. Come maglia quella della Clear, che seppe conquistare la Korac nel ’91, vista dal vivo e momento in cui divenni un supporter bianco blu”.

In una nostra recente intervista a Fabrizio Biasin, il noto giornalista comasco dichiarò che il nostro sport locale è in crisi perchè i privati hanno iniziato disimpegnarsi. Lei è sicuramente un’eccezione, sponsorizzando oltretutto anche Libertas Cantù e Como. Che messaggio vorrebbe lanciare ai suoi colleghi?

In Italia stiamo attraversando un periodo storico difficile dal punto di vista economico, quindi posso capire chi non vuole investire. Da parte nostra cerchiamo di riconoscere al territorio dove siamo nati e cresciuti qualcosa della nostra fortuna. L’acqua minerale arriva dalla natura intorno a noi, è giusto quindi a nostro avviso ributtare una parte dei nostri proventi nell’ambito sociale, sportivo o culturale della stessa zona. Lo sport aiuta a tenere lontani i ragazzi dalle strade e a infondere in loro dei veri valori”.

Invece qual’è il rapporto diretto di Antonio Biella con lo sport? Praticante? 

“Si, ne pratico moltissimo, con scarsi risultati ma con tanta determinazione e impegno, caratteristiche che mi sono servite anche nel mondo lavorativo. La mia passione principale è lo sci di fondo, faccio diverse gare arrivando sempre fino in fondo pur avendo poco tempo per allenarmi. Quando ero più giovane, mi ero buttato anche nel basket come assistente. Ho avuto la fortuna di imparare tanto da Rusconi che lavorò nel settore giovanile di Cantù. A fine carriera venne a Lomazzo e Cirimido per insegnare minibasket, io feci il vice allenatore di quella squadra e vincemmo il titolo provinciale, ma poi non andai più avanti”.

Domenica scorsa si è giocato Cuneo-Libertas Cantù, due formazioni da voi sponsorizzate. Segue anche la pallavolo dunque?

“Si, l’amore che ho per la pallacanestro è unico, però mi piace molto anche il volley. Mi è piaciuto questo “derby” tra mie squadre sponsorizzate, noi con la nostra acqua leggera proviamo a far guadagnare a loro qualche centimetro a muro..”.

Un momento di gioco tra Cuneo Volley e Pool Libertas Cantù
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Marco Ballerini
Marco Ballerini
Un calcio al pallone, due tiri a canestro, una corsa nei boschi, una pedalata tra salite e discese, una nuotata nel mare, una sciata nel bianco, una pagaiata sul lago.. Sacrifici, sudore, fatica, passione, socialità, emozioni, obiettivi, traguardi.. Lo sport è sempre un ottimo pretesto per VIVERE e per sentirsi VIVI !!

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