Acqua S.Bernardo Cantù al lavoro: le dichiarazioni del raduno

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[ethereumads]

Giorno 1 per la nuova Acqua S.Bernardo Cantù, ritrovatasi al Caimi agli ordini di coach Sacchetti. Dopo le parole odierne serviranno i fatti.

Raduno bagnato, campionato fortunato? E ciò che tutti si augurano nella Brianza dei canestri, diversamente da quello che è successo nelle ultime due stagioni, che ne ha inevitabilmente influenzato i relativi risultati finali. A tal proposito Ugo Ducarello, uno degli assistenti di Meo Sacchetti, precauzionalmente si è portato dietro dalla sua Trapani un po’ di sale. Gli amanti della commedia all’italiana ben avranno impresse le immagini dello storico film “L’allenatore nel pallone”. La speranza è che a fine 2022/23 si possa ridere in egual misura ma non per una salvezza ottenuta, bensì per una promozione centrata.

Analogia a parte, staff e giocatori dell’Acqua S.Bernardo Cantù paiono avere le idee chiare già dal primo giorno. Quello di oggi, al quale si sono presentati tutti gli atleti ad eccezione di Roko Rogic (impegnato con la nazionale croata) e Dario Hunt, quest’ultimo atteso nel week-end. A loro, per questa fase di preparazione, sono stati nel frattempo aggregati quattro elementi del Pgc: Guglielmo Borsani, Davide Brambilla, Stefano Elli e Tommaso Moscatelli. Ma prima di iniziare a sudare sotto le direttive anche del nuovo preparatore Luciano D’Ancicco, atleti e allenatori si sono messi a disposizione della stampa per alcune dichiarazioni.

Meo Sacchetti: “Non sarà facile gestire dieci atleti con aspettative di minutaggio”

Chi non vede l’ora di mettere in pratica i propri dettami tattici, è il neo coach della Pallacanestro Cantù. “Avrei voluto partire facendo già qualcosa ma D’Ancicco mi ha fermato – esordisce scherzando un po’ Romeo Sacchetti -. Ora sarà importante per me conoscere i giocatori, sebbene qualcuno in parte mi è già noto. Spero che abbiano quella molla di volersi migliorare, per mia esperienza ciò lo si può fare fino a una certa età. Sono loro più che altro che fanno diventare bravi gli allenatori, nella mia carriera non ho mai visto nessuno vincere con una rosa scarsa. Quando arriveranno i due stranieri avremo un roster con dieci elementi che nutriranno aspettative di giocare: non sarà facile, dovrò far capire che la priorità sarà la squadra, trasmettendogli il fatto che anche soli cinque minuti giocati potrebbero essere decisivi al fine del risultato. Come giocheremo? Mi piacerebbe correre molto in campo aperto, abbiamo bisogno di rimbalzi e palle recuperate, creando situazioni importanti per i nostri tiratori“.

Ex ct della nazionale che comunque si è dichiarato soddisfatto dalla rosa a sua disposizione. “Pensavamo che Bayehe rimanesse e quindi di dover trovare un americano nel ruolo di quattro, ma così non è stato e quindi abbiamo cercato un centro molto fisico come Hunt. L’innesto di Rogic è importante, inoltre uno come lui non sarebbe mai sceso in A2 se non avesse compreso la storia di Cantù. E ciò lo reputo fondamentale per un giocatore, concetti che andranno trasmessi anche ai più giovani.  Con la sua assenza iniziale si apriranno maggiori possibilità per capire le potenzialità degli altri. Come Berdini, un ragazzo con molta garra e tignoso. Le favorite? Nel nostro gruppo oltre a noi metterei Treviglio e Cremona, nell’altro Udine. Poi possono sempre saltar fuori delle sorprese”.

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Meo Sacchetti (a sx) con il figlio Tommaso (a dx), analista video

Le “vecchie” conoscenze dell’Acqua S.Bernardo Cantù

Sono in tutto cinque gli atleti pronti a vivere un’altra annata in Brianza dopo quella precedente. A partire da Matteo Da Ros, presumibilmente ancora nelle vesti di capitano sebbene lui stesso non voglia mettere le mani avanti. “Credo che si dovrà decidere tutti insieme, ci metteremo d’accordo all’interno dello spogliatoio tenendo ben in considerazione le valutazioni del coach – puntualizza il n° 20 -. L’anno scorso il finale di stagione non è stato quello desiderato ma credo ciò debba rappresentare per noi un punto di partenza. Rispetto ad allora saremo avvantaggiati dal fatto di avere fin da subito un’identità, oltre al fatto di giocare davanti a un palazzetto importante. Speriamo che non subisca limitazioni dovute a nuove restrizioni”.

Nuovamente all’ombra del campanile di San Paolo anche i due toscani nel reparto esterni. “Ho voluto sposare questo progetto in cui credo e che mi emoziona – le parole di Francesco Stefanelli -. Mi ritrovo in una fase della mia carriera in cui non sono obbligato a rincorrere la serie A a tutti i costi, ma è più importante sentirsi importanti all’interno di un progetto aldilà di stipendio e categoria. Ho molta voglia di lavorare e sono particolarmente incuriosito su squadra e allenatore. Partiamo molto concentrati ben sapendo che comunque quello che conta è la fine”. Contento della permanenza anche colui che è il più duttile fra i piccoli. “Proveremo a giocare divertendoci e quando lo si fa generalmente le cose tendono ad andare bene – spiega Lorenzo Bucarelli -. Ho lavorato molto in estate ed in primis l’ho fatto per me stesso. Il mio ruolo in campo? Ho parlato con il coach, mi ha detto che a lui non piace mettere etichette standardizzate. Vuole semplicemente veder gente che gioca e si diverte, mettendo in mostra semplicemente ciò che si sa fare. Un punto di vista che sposo particolarmente”.

Ancora nel gruppo due giocatori a cui spetterà di dividersi il minutaggio come ala piccola. “Non vedo l’ora di ritentare la scalata, sebbene vincere non sia mai facile – il pensiero di Giovanni Severini -. Abbiamo però tutte le possibilità per arrivare laddove conterà. Sarà un torneo competitivo, forse più dell’anno scorso con tanti roster allestiti per vincere. Sarà probabilmente la chimica di squadra a fare la differenza. I miei compiti? Sono aspetti che emergeranno allenamento dopo allenamento. Abbiamo però un assetto diverso quest’anno, con un americano fra i lunghi la speranza è di poter essere più aggressivo a livello offensivo“. Un aspetto, quest’ultimo che dovrà provare a mettere in pratica anche il nativo di Belgrado a disposizione di Sacchetti. “Sono contentissimo di giocare qui un altro anno – sottolinea Stefan Nikolic -. Abbiamo alcuni nuovi compagni e un allenatore importante dalla grandissima esperienza. In questa stagione avrò un ruolo più preciso da ricoprire e ciò mi fa piacere, considerando anche gli innesti importanti nel reparto lunghi“.

I volti nuovi dell’Acqua S.Bernardo Cantù

A inaugurare gli interventi degli ultimi arrivati ci ha pensato il terzo cestista più anziano della rosa canturina. “Una società molto ben strutturata e organizzata, messa molto meglio di altre in cui ho militato in A – la considerazione di Filippo Baldi Rossi sul nuovo club -. Torno in Legadue con l’obiettivo di responsabilizzarmi un po’ di più, credo sia una bella opportunità per la mia carriera. La concorrenza deve essere una cosa positiva per alzare maggiormente l’asticella: so cosa vuol dire avere gente forte nel proprio ruolo”.

E’ invece un altro ex Reggio Emilia a provare a spiegare la ricetta per imporsi nella seconda serie nazionale. “Sono contento di far parte di una società così ambiziosa e blasonata – svela Giovanni Pini -. Nell’ultimo mio campionato di A2 vinto il nostro vantaggio era quello di non aver addosso particolare pressione in finale contro Udine. Abbiamo fatto inoltre un passettino indietro guardando più a noi stessi piuttosto che ascoltare le voci da fuori. Magari qui non sarà attuabile, perciò dovremo essere bravi a creare quelle condizioni per vincere tutte le partite. Sono molto contento di essere allenato da Sacchetti, un coach che reputo perfetto per giocatori più esperti, lasciandogli molta libertà “.

Il più giovane di tutti, invece, spiega qual’è stata la sensazione nel conoscere indirettamente l’ambiente canturino lo scorso maggio. “Sono felice di far parte di un club di tale tradizione, per me è motivo di grande orgoglio – le parole di Nicola Berdini -. Speriamo di divertirci, facendolo in una piazza come poche altre che in parte ho già conosciuto da avversario negli scorsi play-off. Ma già nella fase a orologio, quando per l’occasione la curva ritornò dopo mesi di assenza e mi ricordo come si facesse fatica a parlare in spogliatoio. Una bella emozione, mai vissuta prima a causa anche dei due anni precedenti senza pubblico”.

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Marco Ballerini
Un calcio al pallone, due tiri a canestro, una corsa nei boschi, una pedalata tra salite e discese, una nuotata nel mare, una sciata nel bianco, una pagaiata sul lago.. Sacrifici, sudore, fatica, passione, socialità, emozioni, obiettivi, traguardi.. Lo sport è sempre un ottimo pretesto per VIVERE e per sentirsi VIVI !!

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