Sandro Zurkirchen rientro con il botto: big save e shutout

Sandro Zurkirchen primo shutout stagionale al rientro. Un Lugano di misura sul Rapperswil per tre punti fondamentali.

Lugano  – Occorreva vincere e così è stato per il Lugano che a una sola settimana di distanza dalla sconfitta in trasferta al Lido, questa volta ha avuto la meglio sul Rapperswil. Non è stata una grande prestazione quella dei bianconeri, ma di questi tempi dopo una seria negativa di ben quattro sconfitte consecutive, bisognava badare alla sostanza, con tre punti fondamentali che hanno mosso la classifica. Per l’occasione Pelletier ha richiamato Zangger e Haussener dai Ticino Rockets spedendo in tribuna Walker e Traber, ma soprattutto a difesa della gabbia ha fatto il suo rientro Sandro Zurkirchen e lo ha fatto alla grande.

Sandro Zurkirchen

Si perché oltre al meritato shutout, il portiere si è fatto trovare sempre pronto quando chiamato in causa. Su Moses, Cervenka e Lehmann si è superato permettendo ai bianconeri di rimanere in partita. Per il Lugano è stato il quinto shutout stagionale, per il buon Sandro Zurkirchen il primo: il recupero del portiere, un valore aggiunto oltre alla possibilità per Schlegel di tirare il fiato. Ma è stato anche il debutto di Timo Haussener e di Sandro Zangger, segno che le parole in settimana di Hnat Domenichelli hanno avuto il loro peso. A farne le spese Traber e Walker e non è affatto detto che in previsione futura non ci siano altrettante sorprese di formazione.

Sandro Zurkirchen

Mentre la presenza di Zangger è passata quasi inosservata, quella di Haussener l’esatto contrario: molto vivo nel gioco e propositivo dalle parti di Nyffeler. Come altrettanto lo è stato anche Lajunen autore dell’unica rete dell’incontro, molto abile a farsi trovare libero nello slot concretizzando l’assist di un propositivo Bertaggia. Per il centro finlandese una piacevole conferma,  perché da quando ha fatto il suo rientro nella squadra dopo l’esilio a Biasca con Zangger e Haussener,  da vero professionista si è fatto trovare sempre pronto. Reti e gran lavoro sporco sotto porta non sono mai mancati, come nelle stagioni passate. Non è certo un fuoriclasse ma oltre a esser un buon giocatore si è dimostrato molto professionale.

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il circolone

Per quanto riguarda l’incontro ha visto un Lugano convalescente, timoroso e poco propenso alla pressione sull’uomo: lo zero nel tabellino dei minuti di superiorità numerica lo sta a dimostrare. Tuttavia ha retto molto bene il box play,  segno di una ritrovata fiducia e confidenza nei propri mezzi. La fase difensiva ha retto e dove è mancata ci ha pensato Sandro Zurkirchen, anche perché la prima linea sangallese ha fatto come sempre la sua sporca figura.

Sandro Zurkirchen

Altrettanto non si può dire degli attaccanti bianconeri: Arcobello in almeno due occasioni ha messo nella condizione Boedker di segnare ma anche questa volta il danese ha mancato l’appuntamento con la rete. Lajunen e Bertaggia hanno dato quel qualcosa in più così come Haussener. Per il Lugano una boccata d’ossigeno fondamentale soprattutto dal punto di vista mentale, perché la migliore medicina è la vittoria che non deve però rimanere episodio isolato, anzi occorre dare continuità già da martedì sera alla Corner Arena per la prima sfida con il Berna.

Sandro Zurkirchen: migliore rientro non poteva esserci per l’ex Losanna. Shutout e grandi interventi, una garanzia di affidabilità e valida alternativa a Niklas Schlegel.

Jani Lajunen: un vero professionista, sua l’unica rete dell’incontro che regala vittoria e tre punti al Lugano. Dal reintegro nella rosa, il “suo” l’ha sempre fatto, un esempio da seguire.

Hc Lugano – SCRJ Lakers: 1-0 (0-0; 1-0; 0-0)

Rete: 40′ Lajunen (Bertaggia) 1-0.

LUGANO: Sandro Zurkirchen; Wellinger, Heed; Chiesa, Loeffel; Antonietti, Nodari; Sannitz, Villa; Fazzini, Arcobello, Boedker; Bertaggia, Lajunen, Bürgler; Suri, Morini, Lammer; Haussener, Herburger, Zangger.

Penalità: 8×2′ + 1×10′ Lugano; 1×2′ Rapperswil.

Note: Cornèr Arena, 0 spettatori. Arbitri: Lemelin, Urban; Gnemmi, Huguet.

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Marco Capelli
Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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