Sandro Zurkirchen il migliore, il Lugano il peggiore..e non ci vuole molto

sandro zurkirchen

Sandro Zurkirchen best player, limita il passivo. Il Lugano volta le spalle alla dea bendata. Difesa fragile, attacco abulico, sesta sconfitta consecutiva.

Davos – Momento assai delicato per i bianconeri che questa sera se la vedono con il Davos, una della squadre più in forma del campionato. La nota positiva di questi giorni è stata la presa di posizione pubblica del Presidente Vicky Mantegazza, che riconosciuto il momento delicato della squadra con le sue dichiarazioni ha fatto da scudo a polemiche di ogni tipo. Per l’incontro di questa sera Kapanenen non cambia formazione tutti confermati i reduci della sconfitta casalinga interna di sabati sera con il Langnau.

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Vicky Mantegazza fa scudo sulla squadra in questo momento difficile

È subito Lugano a creare i primi pericoli, ottima iniziativa di Burgler che entrato nello slot dei grigionesi serve Riva a rimorchio, il difensore non centra le porta ma comunque un’iniziativa che crea scompiglio. Sull’altro versante è  Ambhul a impegnare due volte Sandro Zurkirchen. I bianconeri iniziano bene ma occorre chiudere gli spazi nei quali Marc Wieser abilmente si infila, ma altrettanto abili a gestire in box play una inferiorità numerica con Riva out per sgambetto dove ancora Sandro Zurkirchen non si fa sorprendere da Baumgartner. È semrpe Marc Wieser a infilarsi tra Loeffel e Vauclair, ma questa sera l’estremo difensore bianconero dice ancora no, nota positiva del momento per il Lugano già sotto pressione e incapace di uscite dal proprio terzo. Finalmente c’è lavoro anche per Van Pottelberghe che salva su una doppia iniziativa di Suri. Un primo periodo che si chiude a reti inviolate, con un Davos più vivo e dinamico e un Zurkirchen molto attento.

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Alessio Bertaggia apre le marcature

Ancora  Davos, ancora Zurkirchen abile a opporsi questa volta Herzog.  Troppi anche gli errori in fase di disimpegno, manca freschezza mentale oltre  quella fisica. Tuttavia il box play regge ancora con Sannitz sulla panca per sgambetto. Poi contro l’inerzia della partita il Lugano nello spazio di 7″ Bertaggia con un diagonale, e Lammer abile nel traffico davanti alla porta grigionese infilano un uno-due micidiale. Le due reti trasformano il Lugano, più intraprendente e sciolto si presenta con disinvoltura dalle parti di Van Pottelberghe. Una Davos frastornato e incredulo accusa un po’ il colpo fino al 33′ quando Du Bois con un fendente accorcia le distanze. Per la prima volta, i bianconeri hanno la possibilità di metter alla prova lo special team, ma si rendono pericolosi soli con Loeffel dalla distanza. Davvero un secondo periodo con un Lugano finalmente protagonista che chiude in vantaggio, un toccasana per il morale e l’autostima.

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Davos subito a cercare il pari e lo trova al 41′ con Rantakari, tutto da rifare per i bianconeri colpiti a freddo.  L’effetto del doppio vantaggio è già praticamente finito, un attimo di tregua e poi con Wellinger punito arriva il 3-2 di Corvi (prima rete in questa stagione) al 48′. Il vantaggio ci sta, inutile girarci intorno, un doppio vantaggio gettato al vento come l’occasione capitata a Klasen che con Van Pottelberghe battuto dilapida l’occasione del pari. Nemmeno con il sesto uomo di movimento i bianconeri riescono ottenere il pareggio. Sesta sconfitta consecutiva, una serata dove per una casualità il Lugano si trova sullo 0-2. Non si vedono miglioramenti, una squadra slegata, lenta e fragile sopratutto mentalmente. Sandro Zurkirchen su tutti con un Lammer che fino a questo momento non ha deluso tra i nuovi arrivati. Prossimo appuntamento venerdì 22 alla Corner Arena con il Rapperswil.

Sandro Zurkirchen: se il Lugano esce dalla Vaillant Arena con solo tre reti sul groppone il merito è solo suo.  Mai protetto dai compagni nulla può sulle reti dei grigionesi, insieme a Lammer a distinguersi in positivo tra nuovi acquisti.

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Dominic Lammer con Zurkirchen, gli unici a distinguersi in positivo tra i nuovi arrivati

Hc Davos – Hc Lugano: 3-2 (0-0, 1-2, 2-0)
Reti: 29’21’’ Bertaggia (Sannitz) 0-1; 29’38’’ Lammer (Suri, Haussener) 0-2; 33’12’’ Dubois (Stoop) 1-2; 41’05’’ Rantakari (Lindgren, Paschoud) 2-2; 48’33’’ Corvi (Rantakari) 3-2.
LUGANO: Zurkirchen; Chorney, Postma; Riva, Chiesa; Vauclair, Loeffel; Wellinger, Jecker; Klasen, Lajunen, Fazzini; Bertaggia, Sannitz, Bürgler; Suri, Romanenghi, Lammer; Jörg, Haussener, Zangger.
Penalità: Davos 1×2’, Lugano 3×2’.
Note: Vaillant Arena 3’419 spettatori. Arbitri: Lemelin, Wiegand, Obwegeser, Duarte.

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Marco Capelli
Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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