Niklas Schlegel non basta per un Lugano troppo impreciso

Niklas Schlegel

Niklas Schlegel ancora il migliore contro un cinico Langnau. Tante le occasioni sprecate dai bianconeri troppo precipitosi e sfortunati.

Lugano  – La prima sconfitta sarebbe prima o poi arrivata ma diciamocelo senza peli sulla lingua, nessuno se la sarebbe aspettata già alla seconda giornata in casa e contro il Langnau. Una brutta e meritata sconfitta che mette in risalto un aspetto che nessuno avrebbe certo messo in discussione: ossia una certa sterilità offensiva, ovviamente per quanto riguarda il campionato. A onor del vero anche la vittoria risicata di mercoledì contro il Rapperswil non aveva certo entusiasmato.

niklas schlegel
Olofsson in doppia cifra

Ovviamente non è il caso di trarre conclusioni affrettate ma qualche problema appare evidente e deve certamente esser risolto. Il Lugano ha iniziato alla sua maniera, ritmi già elevati e grande pressione sotto porta, un Punnenovs nel centro del mirino ma abile e fortunato a non farsi infilare. A soccorso del portiere dei Tigers ci hanno pensato pali e traverse e la grave imprecisione sotto porta degli  attaccanti bianconeri. Morini Fazzini, Arcobello, Bertaggia e Herburger ci hanno provato a più riprese ma non c’è stato nulla da fare, solo nel primo periodo ben diciassette tiri verso la gabbia ospite.

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Prima sconfitta del Lugano in National League

Quando si sbaglia troppo, arriva il conto da pagare e anche salato, un Niklas Schelgel in perenne stato di grazia non può fare sempre i miracoli e dopo un big save su Schmutz ha dovuto capitolare per mano di Salzgeber. Occorre però sottolineare che il Lugano non è capitolato per disattenzioni particolari, anzi nella normale dinamica del gioco I Tigers hanno avuto l’abilità di concretizzare al massimo ogni azione più per merito proprio  che per demerito dei padroni di casa.

Però al tempo stesso la manovra dei bianconeri non è apparsa molto fluida in modo particolare nel secondo periodo quando in doppia superiorità numerica sono rimasti al palo. Questa rimane una grossa lacuna, al momento, è chiaro che i meccanismi devono essere ben oliati e rodati ma sotto le volte della Corner Arena qualche spiacevole sorpresa che possa alimentare discussioni non la si fa certo mai mancare.

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Tim Traber abile a deviare un tiro di Muller

Gli uomini di Jason O’leary hanno concretizzato al massimo la posta in palio senza demeritare, Olofsson in doppia cifra e Pesonen hanno reso più rotonda la sconfitta dei bianconeri che devono solo recitare un mea culpa. Non si può dare nulla di scontato o lasciare le cose al caso, ma quando le cose non girano i problemi si ingigantiscono a dismisura. Serve solo lavorare e mettere a fuoco il prossimo incontro di martedì 14 settembre con l’Ajoie.

Overtime: processi e sterili polemiche vanno evitati altrimenti significa rinverdire tragedie di un recente passato. Gli attaccanti hanno le polveri bagnante, Carr anche questa sera era indisponibile ma non deve diventare una scusante. Le occasioni ci sono state e anche clamorose, una su tutte quella di Fazzini. Degli sniper, quello che dimostra la cosiddetta ‘”cazzimma ” è Thurkauf anche se questa sera non ha messo alcun sigillo. Chi appare ancora spaesato è Boedker, che gira ancora a vuoto, e  nel 1-3 degli ospiti ha grosse responsabilità. Deve trovare la condizione e i ritmi giusti, perché il suo valore è più che acclarato. A livello difensivo Mirco Muller ancora una spanna sopra tutti, nell’unica rete di Traber dell’incontro c’è il suo zampino. L’imprecisione di Niklas Schlegel nel quarto punto dei Tigers non inficia sul giudizio positivo della sua prestazione.

Hc Lugano – Scl Tigers: 1-4 (0-1; 0-1; 1-2)

Reti: 17’01” Salzgeber (Grossniklaus, Diem) 0-1; 21’20” Olofsson (Grenier) 0-2;  45’12” Pesonen (Saarela) 0-3; 47’29” Traber (Müller, Loeffel) 1-3; 51’20” Olofsonn (Schilt) 1-4.

Hc Lugano: Niklas Schlegel; Müller, Loeffel; Riva, Alatalo; Guerra, Chiesa; Wolf, Nodari; Boedker, Arcobello, Fazzini; Josephs, Thürkauf, Bertaggia; Herburger, Morini, Walker; Stoffel, Tschumi, Traber.

Penalità: Lugano 2×2’; Langnau 3×2’.

Note: Cornèr Arena, 4’761 spettatori. Arbitri: Hürlimann, Stolc; Cattaneo, Duarte.

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Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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