Nick Plastino in versione Eddie Felson nello “Spaccone”

nick plastino

Nick Plastino con due colpi porta i leventinesi sullo 0-3, Hofer mette il sigillo sulla vittoria nel derby.  Solo Hofmann suona la carica ma è troppo tardi, per un Lugano troppo brutto da vedere e non è la prima volta.

Lugano – Quarto derby stagionale, un Lugano reduce da una vittoria importante ma sofferta per eccesso di leggerezza, si presenta senza Walker, Chorney e Merzlikins , ma con un  Klasen in più; i leventinesi senza Dotti e D’Agostini, al suo posto Lerg, spettatore a Zugo. Incontro importate per la classifica, una vittoria bianconera significherebbe mettersi in una posizione di relativa tranquillità, in caso contrario il margine tra le due compagini si amplierebbe notevolmente.

Nick Plastino
Merzlikins indisponibile questa sera, al suo posto Sfefan Muller

Subito da un pasticcio di Riva nasce la prima rete dell’Ambrì con Zwerger dopo solo un primo di gioco, inaspettata. Subito in salita la gara per i bianconeri,  Lauper spreca fallendo il raddoppio, Nick Plastino invece no al 10′ approfittando del traffico nello slot davanti a Muller, e poi ancora lui al 13′ dalla blu permette a Rohrbach di deviare quel che basta per metter fuori causa Muller per lo 0-3. Lugano mai entrato in partita,  mai pericoloso,  la rete subita a freddo ha tagliato fin da subito le gambe agli uomini di Ireland, mai un tiro verso Conz. Da una penalità contro Zwerger nasce la prima rete al 19′, con Luca Fazzini che da posizione angolatissima infila l’1-3, risultato sul quale si chiude il primo periodo con un Ambrì meritatamente in vantaggio.

Nick Plastino
Nick Plastino con due tiri dalla blu porta l’Ambrì sul 0-3 nel primo periodo

L’approccio al secondo periodo dei bianconeri è sicuramente migliore del primo (non ci voleva molto,  ndr). Il solito Hofmann vicinissimo alla seconda marcatura, una superiorità numerica non sfruttata al 10′, momento cruciale per girare l’inerzia dell’incontro,  è quanto il Lugano riesce a fare nei secondi venti minuti, ma almeno il box play regge successivamente, per un secondo parziale a reti inviolate che fa gioco agli ospiti.

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Non c’e’ la testa giusta in casa bianconera,  già in box play per una leggerezza di Loeffel e l’Ambrì ne approfitta con Hofer al 43′ deviando un tiro dalla blu di Guerra. Il traffico nello slot bianconeri fa gioco ai leventinesi, questo è l’hockey, il Lugano approccia male come spesso accade in trasferta, ma qui è un’aggravante perché gioca in casa, segnali di una stagione iniziata con aspettative ben diverse, pure Wellinger infortunatosi durante il primo periodo. La qualifica tra le prime otto non è scontata e i demeriti degli uomini di Ireland superano e di molti i meriti degli avversari, solo Hoffman ci crede al 55′ sigla il secondo è poi il terzo in superiorità numerica, ma non basta,  l’Ambrì si aggiudica il derby  con merito soprattutto nel primo periodo grazie ai colpi di Nick Plastino, nel Lugano solo Lajunen e Hofmann ci hanno creduto, davvero un peccato.

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Stefan Muller, poco reattivo in occasione dello 0-1, ma anche poco aiutato dai sui compagni

Hc Lugano – Hc Ambrì  Piotta: 3-4 (1-3, 0-0, 2-1)

Reti: 1’18’’ Zwerger 0-1; 10’43’’ Nick Plastino 0-2; 13’33’’ Rohrbach (Plastino, Bianchi) 0-3; 19’20’’ Fazzini 1-3; 43’02’’ Hofer (Guerra) 1-4; 55’09’’ Hofmann (Sannitz, Haapala) 2-4; 56’11’’ Hofmann (Sannitz) 3-4.

Lugano: Müller; Vauclair, Loeffel; Wellinger, Ronchetti; Riva, Chiesa; Jecker; Hofmann, Sannitz, Haapala; Jörg, Lapierre, Fazzini; Klasen, Lajunen, Bürgler; Romanenghi, Morini, Bertaggia; Reuille.

Ambrì: Conz; Ngoy, Nick Plastino; Guerra, Fischer; Jelovac, Fora; Moor; Lerg, Novotny, Hofer; Kubalik, Müller, Zwerger; Bianchi, Kostner, Rohrbach; Mazzolini, Goi, Lauper; Kneubuehler.

Penalità: HCL 3×2’ HCAP 5×2’
Note: Cornér Arena 7200 spettatori. Arbitri: Hebeisen, Wiegand, Castelli, Kaderli.

 

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Marco Capelli
Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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