Luca Cereda: giovani, sacrificio e lavoro pagano sempre

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Luca Cereda si affida a giovani di talento ma con un grande spirito di abnegazione al sacrificio. Così si ottengono i risultati anche contro la malasorte.

Ambrì – Anche per i leventinesi è arrivata la pausa per l’impegno della Nazionale rossocrociata nella Deutschland Cup 2019 con Slovacchia, Germania e i Campioni Olimpici in carica della Russia. Questa prima parte di stagione si chiude all’ultimo posto in classifica generale, ma allo stato attuale delle cose deve esser visto sotto un’ottica positiva per molteplici aspetti. I tifosi dell’Ambrì rimembrano ancora quanto di buono fatto nella passata stagione, con la qualificazione ai play-off e l’uscita ai quarti con il Bienne dopo quattro incontri tirati e combattuti.

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Dominic Hrachovina torna in patria con il Liberec, lasciando il posto al rientrante Conz

Dopo anni di magra si è tornati a ricoprire un ruolo da protagonista nell’Hockey nazionale ed è giusto che sia stato così e sempre dovrà esserlo, perché volente o nolente Ambrì ha una sua storia tutta meritata e rappresenta ancora uno spirito pionieristico d’altri tempi. Come già anticipato ultimo posto in classifica, ma occorre precisare che la stessa graduatoria è molto corta, l’ottavo posto dista solo quattro punti e tutte le squadre sono molto vicine. La situazione di classifica è anche dettata da una serie infinita di infortuni che non ha mai lasciato tregua a Cereda fin dall’inizio.

Già dall’estate l’infortunio occorso a Novotny, il cui rientro è previsto per la Spengler Cup di fine dicembre, poi dall’operazione all’anca di Conz per finire a tutta una serie interminabile, inclusi gli ultimi di Pinana, Incir, Ngoy oltre a Sabolic e Kostner. Tuttavia Luca Cereda è stato in grado di gestire alla grande questa situazione, vuoi per la grande capacità di creare un giovane gruppo dal gran spirito di sacrificio, poi grazie anche alla collaborazione di Duca nell’ingaggiare Hrachovina per Conz e in ultima istanza Scottie Upshall con un contratto fino a Natale.

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Jiri Novotny al rientro per la Spengler

Con tutte queste problematiche occorre anche ricordare come positiva l’esperienza in Champions Hockey League, dove per un solo punto ha mancato la qualificazione al turno successivo. Infatti nelle due gare con il Red Bull Monaco, specialmente quella casalinga persa ai rigori, inesperienza e mancanza di malizia, tipico di una giovane squadra ne hanno pregiudicato il cammino. Una serie di fattori che hanno reso alquanto difficoltoso il cammino di Cereda & C. e proprio per questo motivo anche alla luce dei risultati ottenuti occorre guardare al futuro con ottimismo.

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Per Scottie Upshall un contratto fino a Natale

L’allenatore già in sede di presentazione ad agosto era stato molto chiaro, pazienza programmazione e tempo sono gli aspetti messi in evidenza a tutti i tifosi. Dopo anni da anonimato, un settore giovanile azzerato dopo che per molto tempo era stato il fiore all’occhiello della società, Luca Cereda, Paolo Duca e Manuele Celio hanno dettato le linee guida dei prossimi anni. In tutto questo c’è un aspetto da non sottovalutare, rispetto alla scorsa stagione manca Kubalik, il Top Scorer che più di una volta ha tolto le castagne dal fuoco.

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Dominik Kubalik da questa stagione con i Chicago Blackhawks

E anche per questo motivo un campione del genere non è facile da trovare e rimpiazzare. Per cui i leventinesi possono tranquillamente guardare la futuro con la dovuta dose di ottimismo, se guardiamo i risultati dell’ultima settima possiamo dire che l’Ambrì se la può giocare con le cosiddette grandi alla pari.  Vittorie in trasferta nel derby a Lugano, a Bienne e sconfitta a solo 20” dal termine in casa con la capolista Lions dopo essere stati anche in vantaggio. Il lavoro di questa prima parte di stagione è positivo e la squadra di Luca Cereda può tranquillamente diventare l’ago della bilancia o la cosiddetta variabile impazzita della Lega.

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Marco Capelli
Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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