Julien Vauclair, il Capitano torna e segna: Lugano in semifinale

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Julien Vauclair torna dopo un lungo infortunio, prende per mano la squadra portandola in semifinale. Decisivo Hofmann con una doppietta, preoccupano le condizioni di Lajunen. Il Friborgo esce con gli onori delle armi dalla Resega.

Lugano – Primo match point per gli uomini di Greg Ireland, dopo il successo in gara quattro alla BCF Arena, un’occasione da non sprecare onde evitare ulteriori problematiche sia fisiche che mentali e preparare al meglio l’eventuale semifinale. Linus Klasen fuori per scelta tecnica dopo la pessima prova di sabato sera, il rientro di Ryan Johnston in prima linea e per la prima volta in questa serie scende sul ghiaccio il Capitano Julien Vauclair dopo il lungo infortunio che non gli ha permesso di essere al fianco dei suoi compagni in queste sfide con l’HC Friborgo Gotteron. Dall’altra parte Mark French conferma tutti consapevole di giocarsi tutta una stagione in sessanta minuti. Già nei primi minuti di gioco le intenzioni dei Draghi della Sarina non sembrano trovare riscontro, la squadra di casa comincia con il piglio giusto, pattinando efficacemente nello slot degli ospiti, un buon forcing spinge Tristan Vauclair ad alzare il bastone, dando il la alla prima superiorità numerica della partita dove manco a dirlo Jani Lajunen, su un batti e ribatti davanti a Barry Brust al 4’40” insacca la prima rete. La convalida passa dall’esame delle immagini per verificare se il disco abbia superato la seconda linea della porta decisione contestata dall’allenatore French che non trova pero’ riscontro positivo dalla terna arbitrale. Sembra il preludio di una serata trionfante, ma a raffreddare gli entusiasmi dei tifosi luganesi presenti alla Resega ci pensa Julien Sprunger su assist di Holos Jonas al 7’48” infilando con un tiro secco e preciso Elvis Merzlikins coperto dal suo compagno di squadra Stefan Ulmer, con conseguente reazione stizzita del portiere bianconero.

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Julien Vouclair al rientr0 dopo l’infortunio

Il Friborgo inizia a prendere coraggio, e come d’incanto il Lugano si spegne, subisce un pressing alto che soffoca ogni velleità offensiva, e senza farsi tanti problemi al 16’35” Michal Birner su assist di Mathieu Maret con una bella deviazione al volo batte per la seconda volta l’estremo difensore bianconero che non riesce a coprire l’angolo di tiro dell’ala sinistra portando in vantaggio meritatamente la sua squadra e sancendo il parziale di questo periodo sul 1-2. Davvero un brutto momento per i bianconeri che sembrano avere accusato il colpo, la sindrome da “Braccino corto” e i fantasmi di gara tre cominciano a farsi vedere, ma Greg Ireland e Julien Vauclair sanno toccare le corde giuste, e in ingresso di secondo periodo la squadra di casa sembra avere superato il momento no,  Ryan Johnston si prende la squadra sulle spalle, entra nel terzo burgundo in solitaria e scarica un tiro che trova la deviazione vincente di Raffaele Sannitz al 24’29” per il pari.

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Michal Birner a segno questa sera
 La partita si vivacizza anche troppo, gli animi si accendono, scontri fisici pesanti fanno si che per eccessiva durezza tre giocatori del Friborgo (Bykov, Mottet, Rossi) e due del Lugano (Bertaggia, Johnston) vanno ad accomodarsi sulla panca puniti, da qui nasce il secondo vantaggio del Lugano grazie al Capitano Julien Vauclair al 30’16”che dalla linea blu infila Barry Brust, ma il Friborgo non ci sta e Stefan Ulmer si fa pizzicare per bastone alto, lo Special Team non perdona e Matthias Rossi deviando un tiro di Roman Cervenka ristabilisce la parita’ al 32’27”. Finale di tempo rocambolesco non privo di colpi di scena, infatti Barry Brust  su check di Matteo Romanenghi accentua la caduta e gli arbitri per comportamento antisportivo lo punisco con due minuti che diventano fatali per gli ospiti, Gregory Hofmann non perdona e con una sassata all’incrocio fredda il malcapitato portiere ospite; un secondo tempo all’insegna degli Special Teams che non hanno lasciato scampo ad entrambi le compagini esaltando qualita’ balistiche e velocita’ d’esecuzione dei Power Play.
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Gregory Hofmann, esecuzione micidiale nel tiro del 4-3

Le emozioni non finiscono, in entrata di terzo Giovanni Morini per trattenuta va a fare compagnia a Julian Walker, i bianconeri si trovano a dover gestire una doppia inferiorità numerica per oltre un minuto ma i burgundi non ne sanno approfittare anche per la stanchezza che inizia a farsi sentire dopo due tempi tiratissimi, Jani Lajunen a sorpresa non appare nel primo blocco causa un colpo di bastone alla mano (una beffa dopo la Mattanza di Davos ndr); ma forse per il confort che la panca puniti sa dare, per Cross-Check ancora l’italiano ritorna ad accomodarsi ma i due minuti scorrono via senza sussulti, il Friborgo ormai è sulle gambe, solo Julien Sprunger prova a cambiare le sorti della sua compagine, ma Elvis Merzlikins non si fa  trovare impreparato, giocando la carta del sesto uomo di movimento nei due minuti finali, gli uomini di Mark French subiscono la quinta rete di Hofmann al 59’12, che sigla il passaggio alle semifinali in attesa di conoscere l’avversario uscente da HC BienneHC Davos. Julien Vauclair al rientro porta al servizio della squadra nel momento cruciale dell’incontro la giusta dose d’esperienza e la tranquillità necessaria.

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Il Lugano sotto La Nord a ricevere l’abbraccio dei tifosi

HC Lugano – HC Friborgo: 5-3 (1-2; 3-1;1-0)

HC Lugano: Merzlikins; Furrer, Johnston; Riva, Sanguinetti; Wellinger, Ulmer; Vauclair; Hofmann, Lajunen, Lapierre; Bertaggia, Cunti, Fazzini; Reuille, Sannitz, Walker; Romanenghi, Morini; Vedova; Zorin

Reti: 4’40″Jani Lajunen 1-0; 7’48” Julien Sprunger (Holos Jonas) 1-1; 16’35” Michal Birner (Mathieu Maret) 1-2; 24’29” Raffaele Sannitz (Ryan Johnston) 2-2; 30’16 Julian Vauclair (Raffaele Sannitz) 3-2; 32’27” Matthias Rossi (Andrey Bykov) 3-3; 37’55” Gregory Hofmann (Maxime Lapierre, Bobby Sanguinetti) 4-3, 59’12” Gregory Hofmann 5-3

Penalità: Lugano 8 x 2’; Friborgo 8 x 2’

Gli Highlights della partita da MySports

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Marco Capelli
Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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