Hcap, momento delicato. Anche gli infortuni non aiutano di certo.

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[ethereumads]

Hcap ancora sconfitto, ancora un weekend questa volta da zero punti con Ajoie e Ginevra, l’infortunio di Heim lascia il segno.

Bollettino Ambrì – Altro weekend all’insegna della sconfitta per i ragazzi di Cereda. Venerdì sera allla Gottardo Arena i biancoblu sono stati superati dall’Ajoie mentre ieri sera la trasferta contro la capolista Ginevra non ha per nulla sorriso ai leventinesi, ma in fondo una sconfitta poteva essere messa anche in preventivo. Onestamente contro i giurassiani nessuno si aspettava che i biancoblù rimanessero al palo, anche perché i buoni propositi di un inizio brillante si sono subito palesati con la rete di apertura di Kneubuheler dopo nemmeno un minuto di gioco.

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Chlapik a segno con l’Ajoie per il 2-3

Forse la troppa consapevolezza nei propri mezzi,  il fatto che comunque i giurassiani arrivassero da una serie negativa di ben nove sconfitte negli ultimi dieci incontri ha fatto sì che la tensione calasse, permettendo agli ospiti di sfruttare le occasioni e ottenendo quel break che ha permesso loro di gestire l’incontro. I leventinesi si sono messi nella condizione di dover sempre rincorrere, creandosi il classico “momentum” sul finire di secondo periodo quando Chlapik ha accorciato le distanze. Ma poi qualche disattenzione di troppo pagate a caro prezzo ha fatto sì che l’Ajoie si involasse verso una vittoria anche meritata perché in fondo chi segna una rete più dell’avversario ha fondamentalmente sempre ragione.

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Michale Spacek per il 2-1 con il Ginevra

I demeriti dei leventinesi ci stanno ma allo stesso tempo è già capitato in passato di uscire sconfitti o al supplementare o ai rigori, comunque sia lottando e limitando i danni al massimo con un punticino. Con l’Ajoie così non è stato perché comunque i biancoblu di occasioni da rete ne hanno create ma sprecandole in malo modo. Inutile puntare il dito su questo o su quello, sono momenti particolari. C’è stata una fase iniziale di campionato dove tutto girava alla perfezione, ora c’è questa fase dove purtroppo pur giocando con una certa intensità i risultati non arrivano.

Sicuramente l’Hcap non è una squadra di vertice, ma tanto meno in grado di inanellare un certo numero di sconfitte consecutive. Questa è la settima sconfitta nelle ultime otto partite al di là di rigori e overtime. Tuttavia se avesse giocato con la stessa intensità con il quale ha giocato almeno 50 buoni minuti con i ginevrini sicuramente parleremo di un’altra storia.

Perché a Ginevra abbiamo visto un Hcap che comunque sia ha tenuto testa ai padroni di casa per quanto siano in uno stato di grazia favorevole supportato da un organico di altissima qualità. Le individualità hanno fatto ancora una volta la differenza, esaltate anche da un sistema di gioco molto rapido in fase di interdizione, pungente e concretissimo sottorete.

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Andre’ Heim assente per infortunio per almeno due mesi

Le penalità soprattutto a inizio match sono costate molto caro, tant’è che le reti del 2-0 sono state ottenute  con l’uomo è più sul ghiaccio, la prima con ben due uomini. Con il trascorrere dei minuti Cereda e’ riuscito a trovare i giusti accorgimenti, con Spacek ad accorciare le distanze e da qui in poi l’Hcap ha avuto il merito di mettere alle corde Descloux, ma si sa quando si sbagliano le occasioni inevitabilmente arriva la punizione.

Praplan e Hartikainen dopo Filppula e Karren, hanno fissato il punteggio sul definitivo 4-1. Per cui non si può fare altro che prendere atto di una situazione alquanto delicata, che accompagnerà la squadra al prossimo incontro in quel di Lugano. Un derby molto delicato, più per i bianconeri addirittura ultimi in classifica, che per l’Hcap.

Non solo leggerezza e disattenzioni,  a condizionare il  rendimento dell’Hcap anche l’infortunio di Heim che lo terrà fuori per almeno due mesi e soprattutto anche la commozione cerebrale di Rocco Pezzullo, il tutto rimediato contro i giurassiani. Insomma un periodo dove piove sul bagnato per i biancoblu, occorre sicuramente prendere atto dello stato della squadra, soprattutto a livello difensivo, di un certo scollamento dove gli avversari sono diventati abili a sfruttare in ogni minimo dettaglio, ogni spazio concesso. Il campionato è ancora lungo, ci sono ancora tante partite da giocare per cui si troverà sicuramente una soluzione per riprendere il cammino.

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Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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