Hcap si infrange contro il muro del Davos

Hcap a secco di reti incassa uno 0-3 fin troppo pesante, uno Järventie sottotono e un Davos cinico hanno fatto il resto

Quinto – I facili e giustificati entusiasmi dovuti a seguito della vittoria nel derby di sabato sera alla Corner Arena si sono infranti contro la cruda realtà di un Davos che sta dando segni di rinascita e di vitalità. L’Hcap ha fatto si la sua partita, ma la scarsa vena degli attaccanti sotto rete con uno Järventie un po’ sottotono ha alla lunga determinato il risultato un po’ troppo pesante e allo stesso tempo impietoso: uno 0-3. Dove il portiere degli avversari Aeschlimann, sollecitato in modo particolare dal vantaggio del Davos in poi, ne è uscito con un meritato shutout. Dopo i primi venti minuti fondamentalmente a reti inviolate dove un certo equilibrio è prevalso, nel secondo periodo Kessler ha dato il là alla vittoria dei grigionesi.

Dal canto loro i padroni di casa hanno alzato il ritmo ottenendo anche il pari con Joly. Rete poi annullata per una deviazione di pattino dopo presa visione delle immagini. Nonostante tutto Aeschlimann è stato si sollecitato facendosi sempre e comunque trovare preparato. Steiner al 56′ ha messo poi l’ipoteca sui tre punti suggellati da Nussbaumer a porta vuota. Vittoria fondamentalmente anche meritata. I grigioniesi hanno fatto la loro parte. Forse chi è che è mancato è stato proprio l’Hcap che avrà l’occasione di riscattarsi già giovedì sera contro il Gotteron alla BCF arena.

Focus on: tutti si aspettavano una ulteriore conferma dopo la bella convincente vittoria nel primo derby stagionale. Ed invece l’Hcap ha cozzato contro il muro dei grigioniesi. Squadra partita molto male in campionato ma uscita vincente nell’ultima sfida con il Losanna. Ha affrontato e preparato la trasferta in Ticino con un piglio diverso. Lo si è capito fin da subito, concedendo pochi spazi. Squadra altrettanto cinica a sfruttare le occasioni che si sono presentate. I padroni hanno evidenziato una manovra meno fluida rispetto alle precedenti uscite, merito anche di Holden che ha disposto molto bene i suoi uomini sul ghiaccio.

Gli stessi attaccanti leventinesi sono apparsi un po’ sottotono. Venuta a mancare la vena realizzativi di Järventie, è stato De Luca a farsi carico dell’attacco biancoblu in compagnia del solito Joly. In fondo lo stesso canadese ci era riuscito ma una deviazione di pattino è stata più che fatale. Tuttavia l’Hcap ha continuato nel suo gioco apparso più macchinoso del solito, cadendo così nella trappola dei grigionesi. Avrebbero anche potuto fare proprio l’incontro se avessero avuto quel briciolo di fortuna nei momenti chiave.

Si e’ avuta come la netta sensazione, dopo i primi venti minuti a reti inviolate, che gli uomini di Tapola fossero nel pieno controllo dell’incontro e nel gestire il Davos a proprio piacimento. Data forse da una eccessiva sicurezza nei propri mezzi. E che ogni momento sarebbe stato più che consono per colpire. Invece da una leggerezza di Zaccheo Dotti è poi scaturita la rete del vantaggio di Klessler. Situazione imprevista che ha spinto i leventinesi ad alzare il ritmo ma senza quella freschezza e lucidità necessaria. Forcing che c’è stato, gestito anche in modo ordinato senza nemmeno esporsi più di quel tanto alle ripartenze grigionesi.

Hcap
Tommaso De Luca con Joly nel provarci a infilare Aeschlimann

Ora due sfide alla portata con Langnau e Gotteron che ci diranno qualcosa in più sullo stato dei ragazzi di Tapola. Resta il rammarico per lo shutout di Aeschlimann, ma l’hockey è anche questo. La squadra più pragmatica e consapevole di un periodo per nulla soddisfacente ha fatto di necessità virtù. Comunque non c’è nulla da drammatizzare. Occorre soltanto guardare avanti e mettersi alle spalle un passaggio a vuoto, magari imprevisto ma che può capitare, considerando comunque il valore tecnico dell’avversario in questione.

Hc Ambrì Piotta – Hc Davos : 0-3 (0-0, 0-1, 0-2)

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Marco Capelli
"Metà del gioco è una questione mentale, l'altra metà consiste nell'essere mentalmente presenti"

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