Hcap ritrova grinta, carattere e identità tranne la fortuna

Hcap sconfitto di misura con Zugo e Bienne, ma non molla mai lottando su ogni disco come vuole Cereda: domenica è derby.

Bollettino Ambrì – La mini serie di tre vittorie consecutive è finita in quel di Zugo, contro la capolista, il tutto in una serata dove emozioni e soprattutto reti non sono certo mancate: ben nove.  Segno di un incontro giocato a viso aperto dai leventinesi senza timore reverenziale.  Si può vincere o perdere ma occorre sempre dare tutto. E così è stato per i ragazzi di Cereda che in ben due circostanze si sono portati in vantaggio con Incir nell’1-2 e poi con Kostner nel 3-4.

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Incir a segno con lo Zugo

E sono stati altrettanto abili a sfruttare anche gli errori in fase difensiva dei padroni di casa prima con lo stesso Incir e poi con Flynn. Lo Zugo ha avuto il merito di venirne a capo con le sue grandi individualità come Martschini, Alatalo, Shore, Simion e Zehnder. La rete di quest’ultimo a un minuto dalla fine ha avuto il sapore della beffa perché onestamente l’Hcap avrebbe meritato anche di vincere. Perché tener testa a questa corazzata non è stato per nulla facile.  E saper approfittare degli  errori difensivi è stato anche un merito,  segno che i locali non hanno affrontato i leventinesi con la giusta tensione e determinazione. Degna d’attenzione la rete di Perlini nella sua esecuzione, un’iniziativa magistrale di un giocatore consapevole della sua forza. Il canadese ormai è una pedina fondamentale nello scacchiere di Cereda.

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Brian Flynn in stato di grazia

Nella serata dove le difese sono state abbastanza ballerine,  i portieri non sono stati molto brillanti ma gravi responsabilità non ne hanno avute. Non certo impeccabili,  un Genoni sotto i suoi standard, e un Ciaccio che non ha sfigurato.  La rete a freddo dopo solo un minuto non ha pregiudicato il suo rendimento nel prosieguo dell’incontro che è stato quantomeno lineare nel suo standard.

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il circolone

Dallo Zugo al Bienne poco è cambiato, solo la Valascia come teatro della contesa ma ancora una sconfitta questa volta in overtime. Tuttavia i leventinesi hanno subito  i Seelander che l’hanno fatta da padroni del ghiaccio con Hofer (ferro colpito), Komarek e Neuenschwander. Ma con Rajala e Hügli gli ospiti si sono portati in vantaggio anche con la complicità di un incerto Ostlund. Tuttavia caparbietà e voglia di fare bene hanno spinto l’Hcap al pareggio con Perlini dopo la rete di un convincente Kostner in short hand. Ebbene, sul più bello è arrivata la rete di Hügli in doppia cifra come Perlini che ha ripreso il Bienne sul 3-3.

Purtroppo le troppe penalità sul conto di Fora e Flynn hanno pregiudicato il finale di partita con i biancoblu a giocare negli ultimi quattro minuti anche con soli tre uomini sul ghiaccio. L’overtime ha sorriso al Bienne già reduce dalla vittoria alla Corner Arena con il Lugano.  A quanto pare dopo una serie di tre sconfitte l’aria del Ticino ha fatto da ricostituente per gli uomini di Lars Leuenberger. Ora per i leventinesi l’appuntamento è per il derby di domenica 7 marzo con il Lugano sempre alla Valascia.

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Perlini in doppia cifra con il Bienne

Il punto del bollettino: L’Hcap ha ritrovato la sua identità,  quel carattere che lo ha sempre contraddistinto, ma con Zugo  e Bienne non ha mai mollato, anzi ha risposto colpo su colpo alle iniziative degli avversari senza mai mollare. E per quanto siano scaturite due sconfitte, i leventinesi non possono recriminarsi nulla. Con lo Zugo al fotofinish,  con il Bienne  in overtime dopo una gara ad inseguire.  Due serate dove le difese sono state ballerine e troppe penalità prese con leggerezza o ingenuità.  E questo è stato uno dei tanti caratteri distintivi dei biancoblù nel corso di questa stagione. Ma la strada giusta è stata intrapresa.

Hc Ambrì Piotta – Ehc Bienne: ds 3-4 (0-0; 2-2; 1-1; 0-1)

Reti: 21’32” Rajala (Forster) 0-1; 26’04” Hügli (Pouliot, Moser) 0-2; 34’51” Kostner (Zwerger) 1-2; 36’33” Perlini (Kneubuehler, Flynn) 2-2; 49’25” Hügli 2-3; 53’56” Perlini (Flynn, Hächler) 3-3; 61’01” Cunti 3-4.

AMBRÌ: Östlund; Zaccheo Dotti, Fora; Fischer, Hächler; Pezzullo, Fohrler; Perlini, Flynn, Kneubuehler; Zwerger, Cajka, Dal Pian; Müller, Novotny, Grassi; Mazzolini, Kostner, Trisconi; Ngoy; Neuenschwander.

Penalità: Ambrì 11×2’ + 1×10’; Bienne 3×2’.

Note: Valascia, zero spettatori. Arbitri: Fluri, Nikolic, Schlegel, Burgy

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Marco Capelli
Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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