Hcap pecca di cinismo e concretezza nei Grigioni

[ethereumads]

Hcap ancora sconfitto questa volta con il Davos, un incontro a portata di mano sfuggito agli uomini di Cereda negli ultimi minuti di gioco.

Davos – La trasferta nei Grigioni non ha sorriso agli uomini di Cereda, incappati nella quarta sconfitta delle ultime cinque partite. I leventinesi hanno molto da rammaricarsi questa sera, perché comunque sia hanno  giocato a viso aperto con i padroni di casa avendo a più riprese la possibilità di girare l’incontro a proprio favore. Anche con due uomini di movimento sul ghiaccio ad inizio di terzo periodo ma come spesso è accaduto negli ultimi recenti incontri, ai biancoblu è mancato del sano cinismo, quella concretezza sotto porta che in determinate circostanze può fare veramente la differenza.

Hcap
Juvonen in serata neutralizza un rigore a Corvi

E’ stata sicuramente una partita molto tirata dove i portieri, specialmente quello biancoblu, sono stati abbastanza sollecitati ma che hanno dato prova delle loro buone qualità tecniche. In modo particolare Jovonen che si è confermato ancora un goolie di ottimo livello neutralizzando anche un rigore di Corvi. Purtroppo non è bastato perché i grigionesi sono stati in grado di concretizzare le occasioni che hanno avuto, girando l’incontro praticamente sul finale di terzo periodo ancora con Corvi. Poi  Sransky a porta vuota ha fissato il punteggio sul 3-1 dopo il vantaggio di Wieser al 5’, annullato con la rete di un Pestoni anche questa sera sul tabellino dei marcatori.

Hcap
Pestoni per l’1-1

Ma il n.88 che fin qui ha totalizzato ben 15 punti divisi tra 7 reti e 8 assist, alla stregua di Heim, Chlapik e Spacek a più riprese ha mancato il colpo che avrebbe potuto indirizzare l’incontro sulla strada leventinese, mancando quel guizzo vincente come gia’ riscontrato piu’ che altro con Gotteron e Lions. Una sconfitta che rilega l’Hcap al settimo posto in classifica ma che sicuramente non intacca la fiducia nei ragazzi di Cereda. Che dopo un inizio molto promettente in campionato dove la squadra e’ sembrata un rullo compressore, negli ultime settimane sta un po’ cedendo il passo.

Non tanto dal punto di vista prestazionale perché comunque a parte il passaggio vuoto con il Bienne, che sta attraversando un ottimo momento di forma, i leventinesi hanno sempre lottato, giocato i loro incontri mettendo sempre l’avversario nella condizione di dover fare quel qualcosa in più per avere la meglio. Dimostrando caparbietà, voglia di giocare supportata da una bagaglio tecnico di ottimo livello da parte dei suoi interpreti. Alla fine di tutto si può riassumere che manca un po’ di cinismo ai biancoblu, una situazione che può essere dettata anche dal momento, in fondo non si può sempre mantenere un ritmo costante per tutto l’arco del campionato.

E allo stesso tempo mai come quest’anno in National League regna una certo equilibrio nel senso che bene o male tutte le dodici protagoniste sono in grado in ogni momento di mettere in difficoltà qualsiasi avversario. Un livellamento diciamo verso l’alto pur tenendo contro dei vari rapporti di forza. In queste quattro sconfitte comunque sia l’Hcap non ha palesato dei limiti strutturali, e’ una squadra che è stata costruita per qualificarsi senza affanno ai playoff play specialmente nelle prime sei.

Hcap
Stransky per il 3-1 finale

E ha tutti i numeri per farlo, allo stesso tempo non si può dire che questo andamento negativo lasci presupporre un declino della squadra stessa, sono dei momenti che possono capitare nei quali occorre ottimizzare il possibile per rimediare a determinate mancanze. Già venerdì sera alla Gottardo Arena con l’Ajoie vedremo se l’Hcap sarà in grado come già accaduto di riprendere il suo cammino.

Hc Davos  – Hc Ambrì Piotta: 3-1 (1-0; 0-1; 2-0)

Reti: 5’27” Wieser (Jung) 1-0; 33’34” Pestoni (Zwerger, Shore) 1-1; 58’50” Corvi (Nordström) 2-1; 59’35” Stransky (Dahlbeck) 3-1.

Hcap: Juvonen; Isacco Dotti, Heed; Burren, Virtanen; Fischer, Fohrler; Wüthrich; Chlapik, Spacek, Hofer; Kneubuehler, Heim, Bürgler; Zwerger, Shore, Pestoni; Trisconi, Kostner, Grassi; Marchand.

Penalità: 3×2′ Hc Davos/Hcap

Note: Eisstadion Davos, 3’503 spettatori.

Arbitri: Piechaczek,^Wiegand; Kehrli, Stalder.

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Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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