Hcap momento di riflessioni, la pausa cade al momento giusto

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[ethereumads]

Hcap, un altro weekend da zero punti ma la sconfitta con il Rapperswil  pesa  anche troppo, critiche inutili e fuori luogo.

Bollettino Ambrì  – La situazione in casa leventinese non è delle più facili specialmente in questo momento. I ragazzi di Cereda sono stati protagonisti dell’ennesimo weekend con zero punti all’attivo, infilando l’ottava sconfitta consecutiva. Per risalire all’ultima vittoria dei biancoblù occorre fare mente locale a quella con il Losanna in terra vodese in data 18 ottobre. Da lì in poi è stata un lenta e incontrollata caduta, sfociata nella sconfitta molto pesante in quel di Rapperswil di ieri sera.

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Chlapik, incoprensioni tattiche con Cereda

Qualche malumore negli spogliatoi (Chlapik, ndr),  un sistema difensivo che ha cominciato a non essere più ermetico, a differenza di una fase offensiva che è rimasta sui suoi livelli nonostante qualche occasione di troppo sprecata in alcuni momenti chiave. Contro i campioni in carica dello Zugo, i leventinesi fino al quarantesimo hanno anche retto per poi precipitare nel terzo periodo. Per quanto i campioni in carica non stiano attraversando un ottimo momento di condizione, in ogni caso il bagaglio tecnico a disposizione di Tangnes è di altissimo spessore, e con l’Hcap lo si è visto.

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Michael Spacek sempre top scorer e a segno con lo Zugo

Quando hanno deciso di far loro l’incontro non ci hanno pensato due volte,  con il Rapperswil invece purtroppo la squadra praticamente non è mai scesa sul ghiaccio anche se le ultime due reti dei padroni di casa sono arrivate con Juvonen  out. Un Hcap purtroppo tenuto in partita dal suo estremo difensore, autore dell’ennesima prova più che convincente. Ma purtroppo i suoi compagni di squadra non sono mai scesi sul ghiaccio, è brutto dirlo ma è così.

Sicuramente non è la squadra tanto ammirata di inizio campionato, probabilmente viaggiava oltre le proprie possibilità ma in ogni caso era abile a sfruttare ogni incertezza degli avversari mostrando una certa fluidità di gioco che ormai non si vede più. Le maglie difensive si sono un po’ troppo allargate permettendo agli attaccanti avversari di fare il bello e il cattivo tempo.

Un calo ci può anche stare e in ogni caso è già capitato in passato che una squadra potesse cadere in una fila di sconfitte consecutive per poi riprendersi. Sicuramente sarà così anche per l’Hcap perché non potrà sempre piovere sul bagnato. In ogni caso però occorre fermarsi, rivedere i  propri errori e mancanze, fare “quadrato”.

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Juvonen ha tenuto in gara i biancoblu al Lido di Rapperswil

Dal mio punto punto di vista è una squadra che avrebbe anche i numeri per potersi qualificare o lottare per entrare nelle prime sei, in fondo lo è anche stata per una buona parte di inizio stagione, non vedo per quale motivo non lo possa rifare. E’ chiaro anche che le altre squadre in un campionato molto livellato verso l’alto, dopo aver superato anche le difficoltà iniziali si stanno ricollocando.

Sicuramente sarà una lotta alla quale l’Hcap parteciperà, ma dovrà farlo con un piglio diverso. E’ facile salire sul carro dei vincitori quando le cose vanno bene come altrettanto facile criticare e muovere accuse anche all’allenatore che in fondo anche l’anno scorso era stato messo in discussione dalla piazza. Che sta diventando sempre più esigente in virtù anche di una campagna acquisti che quest’anno è andata oltre ogni più rosea aspettativa .

La politica di Cereda e il suo modo di allenare lo conoscono tutti, per cui è alquanto fuori luogo che vengano mosse delle critiche nei suoi confronti circa il metodo di gioco applicato. Alla fine a fare la differenza sono sempre i giocatori i quali sono i primi responsabili. Più che muovere critiche occorre supportare la squadra e aiutarla in questo momento di difficoltà. Il pubblico e l’affetto non sono mai mancati però bisogna essere consapevole anche delle proprie forze e disponibilità. Una pausa che a questo punto della stagione arriva nel momento migliore e più opportuno per poter rivedere dove si è sbagliato e rimediare per riprendere con un nuovo passo.

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Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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