Hcap dal 2-0 allo 0-2, tra risse, shutout e rimpianti per soli tre punti

Hcap da un’ottima prestazione contro il Ginevra con shutout di Ciaccio, a quella anonima contro il Davos: tre punti che san di consolazione.

Bollettino Ambrì  – La settimana dell’Hcap si è conclusa con una sconfitta che ha lasciato l’amaro in bocca anche perché inaspettata. Ma questo è lo stato dei leventinesi di questa stagione fatta di alti e bassi, dove danno il meglio di sé con le squadre blasonate come Lions e Ginevra, salvo poi precipitare o naufragare con Rapperswil e Davos. Non c’è da meravigliarsi, la squadra è molto giovane e questi repentini cambi di prestazione possono esser comprensibili ma non comunque giustificabili.

Dopo la batosta al Lido, i leventinesi se la sono vista con il Servette reduce dalla due giorni proficua con il Lugano e nonostante un incontro non certo spumeggiante ha visto alla fine vittoriosi i padroni di casa. Incontro molto intenso condizionato fin dalle prime battute da una carica scorretta ai danni di Noele Trisconi che è costata una penalità disciplinare di partita sul conto di Tommernes.  Il gioco fisico ha avuto la meglio, e le penalità sul conto di entrambe le squadre non sono certo mancate, ma in tutte le occasioni i box play hanno avuto la meglio su gli special teams. E con un tatticismo così esasperato, solo con un guizzo vincente o con una deviazione fortuita si sarebbe potuto andare a segno.

E proprio in questo modo su tiro di Zwerger molto defilato sulla destra,  Vollmin ha deviato involontariamente alla spalle  di Descloux. La fortuna aiuta gli audaci e il raddoppio è arrivato alla stesso modo, questa volta è stato Kneubuehler a deviare quel tanto che basta per il raddoppio. Purtroppo al 60′ a giochi ormai fatti si è scatenata una maxi rissa dopo una carica alla testa sul conto di Flynn. E tra tutto questo trambusto,  è passato praticamente inosservato lo shutout di Damiano Ciaccio.

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Con i grigionesi è stato un incontro sulla stessa falsa riga di quello con il Ginevra, con ben due periodi a reti inviolate. Tuttavaia il Davos era pienamente alla portata dei ragazzi di Cereda, ma i grigionesi hanno saputo imbrigliare i biancoblu: due periodi praticamente a reti inviolate. E anche in questo caso il risultato si è sbloccato per un episodio: su un tiro di Simon Knak, Ciaccio si è fatto sorprendere dando il là alla vittoria degli ospiti. Il raddoppio di Herzog a porta vuota è stata una pura formalità. Tuttavia il limite palesato dall’Hcap è stato quello di non concretizzare le superiorità numeriche sopratutto nel primo periodo.

Non ci sono state grosse occasioni su entrambi i versanti, le difese hanno fatto un ottimo lavoro in fase di copertura, sia Cereda che Wohlwend si sono praticamente annullati a vicenda. Alla fine per l’Hcap solo dei rimpianti per un’occasione perduta, con un po’ di coraggio si sarebbe potuto chiudere la settimana con punteggio pieno. Il Davos è stato abile a sfruttare il momento per poi chiudere tutte le linee di tiro ai padroni di casa. Questa volta è stato Aeschlimann a festeggiare meritatamente lo shutout, in una serata dove gli attaccanti biancoblu sono sembrati privi di mordente e troppo slegati dal contesto del gioco e di squadra.

Hcap – Hc Ginevra servette: 2-0 (0-0; 1-0; 1-0)

Reti: 24’25” Zwerger 1-0; 50’19” Kneubuehler (Hächler, Neuenschwander) 2-0.

Hcap: Ciaccio; Isacco Dotti, Fora; Fischer, Fohrler; Zaccheo Dotti, Hächler; Pezzullo, Ngoy; Zwerger, Müller, Nättinen; Kneubuehler, Flynn, Dal Pian; Neuenschwander, Novotny, Goi; Grassi, Kostner, Trisconi.

Penalità: 7×2’ Ambrì; 7×2’ + 1×5’ Ginevra.

Note: Valascia, zero spettatori. Arbitri: Wiegand, Salonen, Altmann, Stalder

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Marco Capelli
Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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