Hcap cuore e carattere non bastano nella Capitale

[ethereumads]

Hcap sconfitto dagli orsi dopo un avvio disastroso, Grassi e Fohrler cercano di rimediare ma anche gli arbitri fanno la loro parte.

Berna – Il ritorno al campionato dopo la felice e vittoriosa esperienza della Spengler non è stato dei migliori per i biancoblu, i quali sono usciti sconfitti quantomeno solo nel punteggio dal Berna. Una squadra che non ha potuto comunque schierare alcuni degli elementi migliori a causa di defezioni varie. Ma al di là di questo, dei biancoblu possiamo dire che da un lato hanno pagato pegno degli sforzi profusi nel torneo natalizio di Davos. Ma allo stesso tempo occorre anche evidenziare che è stata l’unica squadra che nella pausa ha comunque mantenuto costante una condizione fisica a un ritmo gara.

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Conz preferito a Juvonen

Si tratta sempre di vedere il bicchiere se mezzo pieno o mezzo vuoto, ognuno poi e libero di trarre le proprie conclusioni. La gara della Postfinance Arena in ogni caso ha messo in risalto una classica peculiarità dell’Hcap: ossia il carattere, la voglia di lottare, la voglia di ritornare in partita dopo un parziale di 3-0. Che in fondo ha condizionato alla fine della fiera tutto l’incontro. Così come anche alcune decisioni degli arbitri (Zwerger, ndr) molto discutibili specialmente ai danni dei biancoblu. Ma questo è un altro capitolo e non è certo una novità specialmente per le squadre ticinesi quando non solo attraverso il Gottardo ma anche quando giocano tra le mura amiche.

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I leventinesi, sorpresi dalla partenza del Berna

In ogni caso un parziale di 3-0 firmato da una doppietta di Untersander e da una rete di Fuss, che ha messo un po’ a nudo anche i difetti dei biancoblu. Che sicuramente non hanno sottovalutato l’avversario, però sarebbe stato quantomeno prevedibile che i padroni di casa avrebbero cercato di mettere pressione fin da subito. Cereda per l’occasione ha schierato Conz lasciando Juvonen a riposo. E in fondo non si può discutere la scelta dell’allenatore perché è giusto riconoscere anche uno spazio all’attuale secondo portiere, al quale non si può certo attribuire la responsabilità della sconfitta.

Perché deve ricadere su tutta la squadra, quello che pesa di più è il fatto che la sconfitta non porta punti a un Hcap che si trova nei bassifondi della classifica. Una situazione dove basta un passo falso per ritrovarsi abbastanza inguaiati e questo discorso non vale solo per i leventinesi ma per tutte le squadre che ruotano intorno alla fatidica linea del tredicesimo posto. Nota positiva come detto il carattere, perché nel secondo periodo più per orgoglio i ragazzi di Cereda hanno cominciato a macinare gioco mettendo a più riprese alle corde la squadra della capitale.

Fohrler e Grassi hanno accorciato e in fondo sarebbe bastato poco o nulla per agganciare il pareggio e giocarsela fino alla fine. La rete (ancora Untersander, Hat-tick, ndr) che ha sancito la vittoria definitiva è arrivata sul finale con il portiere dell’Hcap fuori per cercare di recuperare lo svantaggio. Ora i leventinesi saranno impegnati venerdì nella trasferta di Friborgo, anche lì non sarà sicuramente una passeggiata, sicuramente vedremo un altro approccio con i fumi delle feste ormai dissipati.

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La Spengler ha spazzato via tutte le critiche anche ingiuste ed eccessive su Cerda e Duca

Ai margini di ciò sembra opportuno evidenziare come la vittoria della Spengler Cup oltre che motivo d’orgoglio, e lo avevamo già sottolineato nell’articolo precedente, ha compattato tutta la tifoseria. Le critiche mosse nei confronti di Duca e Cereda si sono dissolte come neve al sole. E’ bastata una vittoria prestigiosa per cancellare tutto. Eccessive e anche pesanti nei confronti degli unici due personaggi che a livello pratico hanno cercato e stanno cercando da almeno 5 anni di dare un’identità a un collettivo, a una società che aveva miseramente smarrito nel corso degli ultimi 10 anni valori e principi.

E’ sempre troppo facile salire sul carro del vincitore quando le cose vanno bene e poi scendere alla prima critica, alla prima sconfitta. Dirigenti allenatori devono prendere delle decisioni nel bene o nel male, non sempre le scelte possono essere azzeccate. A volte si può anche sbagliare perché in fondo è umano, ma scaricare di tutto e di più dopo una serie negativa, dove comunque la squadra ha mostrato un calo fisiologico comunque dettato anche dai limiti di una rosa, è sempre stato quantomeno ingiusto e ingeneroso.

Sc Bern – Hcap: 4-2 (3-0, 0-2, 1-0)

Reti: 3’18” Untersander (Fahrni) 1-0; 7’06” Untersander (Scherwey) 2-0; 12’53” Fuss (Fahrni) 3-0; 30’57” Fohrler (Spacek, Pestoni) 3-1; 34’21” Grassi (Trisconi, Chlapik) 3-2; 59’05” Untersander (Lindberg) 4-2.

Hc Ambrì Piotta: Conz; Burren, Heed; Fischer, Virtanen; Z. Dotti, Fohrler; I. Dotti, Zündel; Eggenberger, Spacek, Chlapik; Kneubuehler, Heim, Bürgler, Zwerger, Trisconi, Pestoni; Formenton, Grassi, McMillan.

Penalità: Berna 1×2′; Hcap 4×2′

Note: PostFinance Arena, 15’292 spettatori.

Arbitri: Wiegand, Urban; Stalder, Meusy.

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Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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