Hc Lugano, vittoria del collettivo anche in overtime

Hc Lugano all’ottava vittoria consecutiva, anche in overtime. Heed mette la firma in una serata ad inseguire i burgundi.

Lugano – Il Gotteron è sceso alla Corner Arena per giocarsela e senza fare tanti sconti alla compagine di Pelletier. L’Hc Lugano dal canto suo, forte della serie positiva di sette vittorie consecutive e contro una diretta rivale, ha avuto comunque la meglio sui burgundi. Sempre ad inseguire gli ospiti, i bianconeri hanno dimostrato per l’ennesima volta di avere carattere, senza disunirsi nei momenti chiave oltre anche una buona dose di fortuna che non guasta mai. La fortuna aiuta gli audaci, almeno così si dice, ma la dea bendata non sceglie mai a caso. Un Lugano che ha iniziato con il piglio giusto, subito aggressivo con Bertaggia,  Herburger e Burgler.

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Herburger per l’1-1 su assist di Burgler

Ma a sfoderare il primo intervento prodigioso della serata è stato Schlegel su DiDomenico. Tuttavia la serata del portiere bianconero non è stata delle migliori, specialmente in occasione delle reti degli ospiti. Ma nella fase di over-time ha tenuto in partita i bianconeri. Perché il Gotteron di questa stagione è una squadra di tutto rispetto  con un enorme potenziale e la posizione in classifica lo sta a dimostrare: le pretendenti al titolo dovranno fare i conti anche con gli uomini di Dubè. Abili nelle ripartenze, sono andati a segno nelle stesso identico modo, approfittando anche della serata poco felice di Schelgel.

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Mark Arcobello sempre a segno

Prima con Desharnais e poi con Mottet, sono stati ripresi dai bianconeri con Herburger per l’1-1 e con Arcobello per il 2-2. Entrambe le marcature dei padroni di casa in superiorità numerica. Questa sera gli special teams sono stati molto efficaci, caratterizzati da una manovra molto veloce: da veder il velocissimo fraseggio tra Arcobello, Heed e Boedker che ha portato al secondo pareggio. Stesso discorso per il box play, che anche in precedenza aveva dimostrato di esser molto più efficace. Note liete dell’incontro la presenza in prima linea di Haussener al quale è mancato solo la rete, ma comunque sempre propositivo. Herburger a segno e pericoloso a più riprese,  a dimostrazione della bontà della scelta fatta da Domenichelli in fase di mercato la scorsa estate.

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il circolone

Di Arcobello si possono solo dire parole oramai scontate, sempre sul pezzo e questa sera a rete. Ma a regalare la vittoria in extremis è stato Tima Heed ad un nulla dal fischio della sirena. Una rete alla sua maniera che ha regalato l’ottava vittoria consecutiva,  l’ennesima in over time. Ma un gran merito va riconosciuto a Lajunen. Il finlandese ha ripagato la fiducia dell’allenatore,  con reti assist  e il solito lavoro sporco sotto porta. Come detto per Haussener e Zangger, il reintegro in rosa dopo il parcheggio nei Ticino Rockets, ha fatto molto bene a tutto l’ambiente,  creando quei giusti equilibri e quella amalgama necessaria per creare anche un sano spirito di squadra. E proprio la squadra ha dato prova di carattere, l’ennesima, mai disunita, e pronta a lottare su ogni disco.

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Tim Heed, Mr Overtime

Tutti i giocatori hanno sposato la filosofia di Pelletier, assecondando ogni sua scelta, dando prova di maturità e professionalità. Scelte che hanno galvanizzato l’ambiente, con giocatori pronti a dare tutto, come un Bertaggia mai domo che ha pure colpito un ferro sul quale capovolgimento di fronte il Gotteron ha poi trovato il primo vantaggio. Un Lugano così può porsi ogni traguardo, già domenica 14 febbraio sempre alla Corner Arena con il Rapperswil, andrà alla ricerca della nona vittoria.

Hc Lugano: nel giro di 10 giorni manda al tappeto il Gotteron per ben due volte e sempre a rincorrere il risultato. Cuore grinta e carattere non fanno certo difetto ai bianconeri, ed era tanto che non si vedeva un atteggiamento simile dalle parti della Corner Arena.

Jani Lajunen: non è un Top Player, ma nessuno gli ha mai chiesto di esserlo. Da quando è arrivato in riva al Ceresio, il suo lavoro sporco di centro lo ha sempre fatto come questa sera. I numeri non mentono mai, per formare una squadra  occorrono giocatori come lui.

Tim Heed: il difensore svedese sta giocando davvero bene rasentando la perfezione. Pulito,  ordinato e nessuna sbavatura,  lontano parente di quello visto nella prima parte di stagione. La classe non è acqua.

Mikkel Boedker: oggi non si è ripetuto come nei due precedenti incontri. Tuttavia le occasioni non gli sono mancate,  fornendo una vera prestazione di sostanza. Perfetta l’intesa con Arcobello e Heed, un giocatore la cui presenza non passa certo inosservata.

Hc Lugano – Hc Friborgo: 3-2 d.s. (0-1; 2-1; 0-0; 1-0)

Reti: 19’19” Desharnais (Bykov, Mottet) 0-1; 24’36” Herburger (Bürgler) 1-1; 31’39” Mottet 1-2; 39’10” Arcobello (Heed, Haussener) 2-2; 64’59” Heed (Fazzini) 3-2.

LUGANO: Schlegel; Wellinger, Heed; Chiesa, Loeffel; Wolf, Nodari; Antonietti, Walker; Haussener, Arcobello, Bodker; Bertaggia, Lajunen, Fazzini; Suri, Herburger, Bürgler; Lammer, Sannitz, Zangger.

Penalità: Lugano 3×2’; Friborgo 4×2’.

Note: Cornèr Arena, zero spettatori. Arbitri: Stricker, Borga, Fuchs, Steenstra.

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Marco Capelli
Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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