Hc Lugano, vale il detto “una rondine non fa primavera”

[ethereumads]

Hc Lugano quarta sconfitta consecutiva, 21 reti incassate negli ultimi quattro incontri, shutout per il grigionese Aeschlimann.

Lugano – Una rondine non fa primavera, miglior detto non poteva esserci per descrivere lo stato dell’Hc Lugano. Dopo la imprevista ma anche convincente prova di venerdì sera a Les Vernets con il Ginevra. Un caso del tutto fortuito e isolato alla luce di quanto visto oggi. Le aspettative di una squadra che avesse finalmente girato l’inerzia del campionato e anche quella del proprio destino e di un Arcobello ritornato alla rete addirittura con una tripletta, si sono infrante tragicamente contro il Davos questo pomeriggio alla Corner Arena.

Hc Lugano
Fazzini unico e prevediibile riferimento nei powerplay

Perché in fin della fiera si è rivisto lo stesso Hc Lugano con i ginevrini fino al ventesimo minuto. Pasticcione, inconcludente, debole in difesa e abulico in attacco. Alla fine tutti questi limiti si sono palesati nell’arco dei 60’. C’è da dire che questa squadra fa una fatica tremenda a segnare. E con troppa facilità ad incassare, ben 21 le reti negli ultimi quattro incontri. Davvero troppe. L’inizio di gara e’ stato quantomeno incoraggiante dove tutto sommato l’Hc Lugano qualcosa di buono ha fatto intravedere dopo aver subito la rete di Stransky in inferiorità numerica.

Hc Lugano
Per Arcobello rete annullata per eccesso di zelo degli arbitri

Ma i dubbi di un fuorigioco (chiesto un coach challenge da Gianinazzi, ndr) erano più che concreti, tuttavia gli arbitri hanno preferito sorvolare. Il palo di Carr si e’ dimostrato quasi una beffa quando pochi secondi dopo Ambühl ha centrato il raddoppio proprio sullo scadere di primo periodo. Tuttavia di reazione si è visto ben poco, un Hc Lugano troppo confusionario, troppo leggero. Anche le poche occasioni di superiorità numerica hanno palesato una manovra lenta e sempre destinata a trovare come unico finalizzatore Fazzini.

Uno schema talmente prevedibile al quale poi i grigionesi hanno preso le misure. Per il resto l’incontro è scivolato via ancora con la rete di Stransky, abile sì ma fin troppo facile per lui battere ancora una volta Koskinen. Completamente libero nello slot difensivo bianconero e poi con la quarta rete di Enzo Corvi. Il tutto per lo shutout di Aeschlimann  il quale è stato anche graziato dagli arbitri. Perché Arcobello ha pure segnato, ma un attimo prima e in modo ingiustificato gli arbitri hanno fischiato vanificando di conseguenza almeno la rete della consolazione.

Nessuna continuità di risultati, nessuna reazione alle situazioni avverse non costituiscono ormai una novità. L’apporto del nuovo straniero Klok, ndr) in difesa al momento non ha dato nessun beneficio, ma non si può pretendere niente da lui perché deve comunque entrare ancora nei meccanismi di questa squadra. Come a Ginevra ha fatto una prestazione normale, senza infamia, senza lode. Da qui alla fine del campionato ci saranno altre occasioni per valutarne potenzialità e capacità.

Hc Lugano
Koskinen ha dovuto solo incassare

Per l’Hc Lugano invece c’è poco da aggiungere, ma venerdì andrà in scena la sfida con lo Zurigo che si ripeterà il giorno successivo alla Swiss Life Arena. E’ inutile nutrire aspettative che qualcosa possa cambiare. Magari potrebbe capitare quanto visto in quel di Ginevra, ma i presupposti non lasciano intravedere nulla di buono. E’ una squadra con troppe problematiche da risolvere, con un allenatore che comunque sia giovane e per quanto ci possa mettre la buona volontà, non ha esperienza. In ogni caso i giocatori non lo stanno aiutando perché se da un certo punto di vista non esiste almeno uno schema difensivo quantomeno l’esperienza di alcuni uomini nei ruoli chiave in difesa dovrebbe in determinate situazioni sopperire a questa lacuna.

Un collettivo completamente scollegato, dove praticamente ognuno gioca per sé stesso. E lo si è visto in occasione dello 0-3  dove in modo goffo due giocatori bianconeri in fase di ripiego si sono scontrati l’un con l’altro. Cercando di trovare una posizione della quale nessuno dei due avesse un’idea ben chiara. Koskinen ha dovuto incassare quattro reti ed in fondo non si può neanche dire che ha fatto dei miracoli perché  il Davos ha fatto il compitino senza esercitare una gran pressione sui bianconeri.

E’ stato tutto fin troppo facile portare a casa questi tre punti per i grigionesi. Come altrettanto diventerà alquanto troppo difficile per questo Hc Lugano cercare di raddrizzare una stagione che si sta lentamente ma inesorabilmente incanalando verso una disfatta più che certa. Anche i pre-playoff potranno diventare problematici qualora non riuscisse a tenere a debita distanza il Losanna e anche l’Ajoie.

Hc Lugano – Hc Davos: 0-4 (0-2, 0-1, 0-1)

Reti: 8’31” Stransky (Corvi) 0-1; 19’04” Ambühl (Corvi) 0-2; 25’56” Stransky (Corvi, Ambühl) 0-3; 44’37” Corvi (Paschoud, Stransky) 0-4.
Lugano: Koskinen; Müller, Alatalo; Riva, Klok; Guerra, Andersson; Wolf; Carr, Müller, Zanetti; Morini, Arcobello, Connolly; Bennett, Thürkauf, Fazzini; Bedolla Herburger, Gerber; Stoffel.

Penalità: 2×2′ Hc Luagno; 3×2′ Davos.

Note: Cornèr Arena, 5’805 spettatori.

Arbitri: Stricker, Borga; Gurtner, Kehrli

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Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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