Hc Lugano torna, soffre e vince: 7″ per Tim Heed in OT

Hc Lugano espugna la Tissot Arena con merito, Burgler, Bertaggia e Heed sotto la regia di Arcobello. Buona la prova del collettivo.

Bienne – Finalmente il Lugano é tornato sul ghiaccio dopo un riposo forzato di venti giorni. E lo ha fatto nel migliore dei modi con una vittoria in overtime. Proprio su quella pista che diede inizio ad un week-end nefasto per i colori bianconeri culminando il giorno successivo nella pesante sconfitta casalinga con i Zsc Lions.  L’importante era vincere,  per dare morale ad un gruppo le cui convinzioni erano state minate in occasione delle due sconfitte.

hc lugano

Un Hc Lugano che privo del ritmo partita, ha affrontato l’incontro con qualche novità tra le linee: Arcobello in terza e Kurashev in prima con Bertaggia e Boedker.  E l’inizio é stato molto incoraggiante,  già in vantaggio di due reti con Burgler e Bertaggia, a dimostrazione che gli uomini di Pelletier volevano dimostrare a tutto l’ambiente che la voglia e la convinzione di fare bene sono sempre state prerogative mai messe in discussione.  É stato anche un incontro dove i bianconeri per ovvi motivi non hanno potuto tenere un ritmo costante, ma allo stesso modo il Bienne che solo tre giorni or sono aveva strapazzato l’Ambrì con sette reti,  ha faticato e non poco nell’impensierire Schlegel.

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I Seelander hanno trovato le reti prima con Konstantin Komarek in superiorità numerica e poi con Rajala dopo solo 14″ dall’ingresso di secondo periodo.  E proprio sul 2-2 i padroni  di casa hanno cercato di approfittarne,  ma non c’è stata mai possibilità alcuna di infilare l’estremo difensore ospite. Da questo momento in poi, quando chiamato in causa, il box play bianconero ha retto molto bene, così come anche lo stesso Schlegel che dopo Bienne e Lions,  con minor colpe, era finito sotto osservazione della critica.

Uno degli aspetti positivi della serata é stata la capacità dei bianconeri di saper gestire i padroni di casa soprattutto nel secondo periodo. Fortuna? Può anche darsi che gli attaccanti del Bienne non siano stati in grado di capitalizzare le occasioni create, ma anche i bianconeri hanno gestito al meglio le forze disponibili dimostrando quella disciplina tattica difensiva che per una buona parte di inizio stagione ne era diventata una peculiarità.

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Si è visto anche un Boedker attivo sotto porta,  per ben due volte il danese ha avuto la possibilità di staccare il biglietto vincente, ma è mancata ancora una volta la stoccata giusta.  Positivo il fatto che il danese lotti su ogni disco,  in fondo questo lavoro lo ha sempre fatto,  ma le sue reti mancano,  tuttavia anche lui pecca di continuità.  Sebbene le aspettative siano alte,  occorre aspettare con pazienza,  consapevoli del fatto i numeri sono sempre stati dalla sua parte,  il ruolino di marcia della sua carriera lo stanno a dimostrare.

L’Hc Lugano ha vinto con merito,  nulla da  eccepire, in vantaggio di due reti ha subito il ritorno del Bienne, ma nel momento di maggior difficoltà ha gestito senza disunirsi. Ora appuntamento a lunedì 21 dicembre con  lo Zugo alla Bossard Arena.

Mark Arcobello: due assist vincenti,  è lui la vera anima di questa squadra. Manca l’appuntamento con il gol ma poco importa: lui c’è sempre

Dario Burgler: apre le marcature con un diagonale vincente, e con il buon Arcobello si trova che è una meraviglia. Il ritorno al gol giova non solo al suo morale ma anche a tutta la squadra.

Tim Heed: ha il merito di siglare la rete della vittoria in OT. Imbeccato da Arcobello, non sbaglia la deviazione vincente che vale la vittoria, anche questo è un merito.

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Ehc Bienne – Hc Lugano: 2-3 d.s. (1-2, 1-0, 0-0, 0-1)

Reti: 01’03” Bürgler (Fazzini) 0-1; 08’03” Bertaggia 0-2; 13’31” Komarek (Künzle, Hügli, 5c4) 1-2; 20’15” Rajala (Pouliot) 2-2; 60’07” Heed (Arcobello) 2-3.

Hc Lugano: Schlegel; Riva, Heed; Wellinger, Chiesa; Wolf, Nodari; Ugazzi. Bertaggia, Kurashev, Boedker; Morini, Lajunen, Walker; Fazzini, Arcobello, Bürgler; Lammer, Herburger, Traber; Romanenghi.

Penalità: 4×2’ Bienne; 3×2’ + 1×10’ (Lajunen) Lugano.

Note: Tissot Arena, 0 spettatori. Arbitri: Lemelin, Fluri; Huguet, Wermeille.

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Marco Capelli
Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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