HC Lugano: lezione di box play, Koskinen monumentale

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[ethereumads]

HC Lugano fa suo il primo derby con una prestazione più che convincente e un Koskinen coadiuvato da un box play perfetto.

Quinto – Annoverare tra le proprie file un gran portiere per forza di cose non deve essere una colpa, anzi un merito e le grandi squadre si distinguono anche per questo. Ridurre la vittoria dell’Hc Lugano solamente alla grande prestazione del suo portiere è ingiusto e poco serio.  Occorre un po’ di onestà intellettuale e professionale. Ci si attendeva una reazione o quantomeno una risposta da parte dei bianconeri al fine di dare una scossa a una situazione per nulla facile dopo due sconfitte consecutive in un inizio di campionato in salita.

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Granlund ancora a segno per lo 0-1

Il derby è stato l’occasione propizia per far sì che l’Hc Lugano ritornasse sui suoi passi  fornendo una prestazione, solida, concreta contro i leventinesi che per quanto reduci dalla sconfitta col Ginevra Servette stanno attraversando un momento di forma e di condizione buona, che ha contraddistinto la squadra di Cereda fino a oggi.

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Koskinen vero e proprio baluardo

I bianconeri sono saliti in leventina con tanti dubbi e poche certezze, ma alla fine la prestazione ha detto che fondamentalmente al momento la squadra non e’ disunita. La prestazione fornita questa sera e’ stata veramente convincente e ha trovato i suoi pilastri in Koskinen, in Granlund e in un box play che che ha resentato la perfezione. Un Hc Lugano abile a chiudere tutti gli spazi, a colpire nelle ripartenze e nonostante i minuti di pressione in cui si è trovato ad inizio di secondo periodo, ha  gestito molto bene il disco.

Protagonista sicuramente Koskinen, ormai non più che una novità perché ha pure mancato di poco il secondo shutout stagionale, ma soprattutto ha tenuto in partita i proprio compagni respingendo le iniziative di Spacek e Chlapik che avrebbero potuto fare rientrare in gioco i  padroni di casa sotto di due reti in quel momento. Le ripartenze sono state l’altra arma della truppa di McSorley, in occasione non solo dell’0-1 di Granlund in shorthand. Per il centro  finlandese la sua terza rete in quattro partite, abile a sfruttare un errore di Shore e involarsi verso Juvonen infilandolo con freddezza tra i gambali.

Anche il powerplay questa sera ha fatto un’ulteriore step, non più lento e macchinoso ma abbastanza efficace: il raddoppio di Thürkauf e’ arrivato proprio con l’uomo in piu’ sul ghiaccio.

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Thürkauf in doppia cifra

Altro punto di forza dell’Hc Lugano è stato il box play. Efficace nel gestire qualsiasi fase di inferiorità numerica, ad imbrigliare la manovra dei padroni di casa i quali non hanno quasi mai trovato spazio per poter infilare Koskinen. Ma soprattutto un box play che ha tenuto sempre larghi i giocatori biancoblù, mai in grado di sfondare per vie centrali o quantomeno di trovare il pertugio necessario per la stoccata vincente.

Tuttavia i bianconeri sono anche stati in grado di sbloccarsi realizzando finalmente ben quattro reti, oltre a Granlund, il raddoppio di Thürkauf , per poi colpire con Andersson e alla fine porta vuota ancora con Thürkauf (doppietta, ndr). La rete di consolazione per l’Hcap  è stata di Dario Bürgler.

Se sarà vera gloria lo dirà il prosieguo del campionato, onestamente questa sera McSorley & C. hanno dato un primo segno di risveglio e quale migliore occasione non poteva essersi se non il derby. C’è ancora molto da lavorare e non occorre illudersi o camminare sugli allori perché la strada fondamentalmente è ancora in salita. Gia’ venerdì sera alla Corner Arena con il Kloten si può dare un seguito alla prestazione odierna.

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Bürgler autore dell’unica rete dei leventinesi

Per quanto riguarda i padroni di casa onestamente non c’è molto da dire nel senso che hanno fatto quello che hanno potuto, commettendo qualche errore di troppo. Soprattutto i ragazzi di Cereda sono rimasti imbrigliati dal box play bianconero, perdendo molti ingaggi e incappando nella seconda sconfitta consecutiva ancora davanti al proprio pubblico.

Che si aspettava sicuramente una prestazione diversa, anche per invertire la tendenza nei derby dove arrivano da una striscia negativa di sconfitte. Ma siamo solo all’inizio del campionato tutto quello che di buono è stato fatto fino a questo momento non deve essere per forza di cose cancellato,  l’Hc Lugano ha voluto la vittoria e l’ha ottenuta, messo alle corde poteva crollare e invece è risalito.

Hc Ambrì Piotta – Hc Lugano: 1-4 (0-1; 0-2; 1-1)

Reti: 14’50” Granlund (Ma. Müller) 0-1; 22’50” Thürkauf (Ma. Müller, Andersson) 0-2; 26’25” Andersson (Fazzini, Connolly) 0-3; 51’17” Bürgler (Pestoni) 1-3; 57’43” Thürkauf (Granlund) 1-4.

Hc Ambrì Piotta: Juvonen; Z. Dotti, Burren; Fischer, Virtanen; Pezzullo, Fohrler; Chlapik, Spacek, Hofer; Kneubuehler, Heim, Bürgler; Zwerger, Shore, Pestoni; McMillan, Kostner, Grassi; Zündel, Marchand.

Hc Lugano: Koskinen; Riva, Alatalo; Guerra, Andersson; Mi. Müller, Wolf; Bennett, Granlund, Ma. Müller; Patry, Thürkauf, Connolly; Josephs, Arcobello, Fazzini; Stoffel, Herburger, Vedova; Villa, Gerber.

Penalità: 6×2′ Ambrì; 8×2′ Lugano.

Note: Gottardo Arena, 6’775 spettatori.

Arbitri: Stolc, Nord; Cattaneo, Wolf.

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Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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