Hc Lugano: il paziente è morto ma nulla di serio, tutto sotto controllo

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Hc Lugano, un’altra figuraccia interna dopo il Losanna, ma va tutto bene. Ireland ha le sue colpe,  i giocatori di più con eccezione di Hofmann e Merzlikins.

Lugano – Il destino non vuole abbandonare l’Hc Lugano, e lo sì e’ visto a Zugo sabato scorso, dove i bianconeri non hanno mai mollato, sempre sotto di una rete hanno ribattuto colpo su colpo per poi andare a vincere meritatamente; tuttavia per quanto la classifica li vede ancora sotto la fatidica linea, da questa sera fino a sabato, i bianconeri giocheranno tre partite consecutive casalinghe, la prima questa sera con il Langnau.  Con sicuramente il pubblico a fare come sempre la sua parte, il sesto uomo proverà a spingere gli uomini di Ireland verso la vittoria, perchè a Lugano c’e’ voglia di hockey e fame di vittoria, sebbene la consapevolezza dei propri mezzi durante l’intera regular season sia stata latitante. La voglia di dimostrare la propria forza e di mettere a tacere la critica, in questo momento è predominante in tutti i giocatori, purtroppo questa sera tra le file bianconere da segnalare l’assenza di Loeffel che fa da contraltare al rientro di Cunti, Haapala, Reuille e Wellinger out.

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Romain Loeffel assente questa sera dopo la carica alla testa di Roe Garrett sabato a Zugo

Nemmeno il tempo di scaldare il ghiaccio che il Langnau passa al 2′ con Randegger, approfittando della classica leggerezza questa volta per mano di Ulmer. Ebbene l’Hc Lugano non si è ancora reso conto che in questa stagione ogni leggerezza o errore viene pagato a caro prezzo, di conseguenza sarebbe opportuno in certi casi di buttare il disco. Troppi passaggi sbagliati,  poca intensità, completano un primo tempo dove un Langnau mai pericoloso concretizza al massimo un episodio fortuito.

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Flurin Randegger approfitta della solita leggerezza difensiva per lo 0-1 del Langnau

Stesso approccio nel secondo periodo,  francamente è imbarazzate vedere come si possa dilapidare l’ennesima possibilità che la sorte ti offre,  specialmente contro un avversario che nemmeno si sforza di impensierire Merzlikins, nonostante ben tre superiorità buttate alle ortiche. La Cornèr Arena inizia a rumoreggiare anche giustamente,  perché l’atteggiamento così superficiale non è tollerabile, atteggiamento poco professionale. 40′ senza segnare una rete, meglio non aggiungere altro,  perché l’Hc Lugano sta mettendo a dura prova la pazienza dei suoi tifosi.

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Box play bianconero che soccombe al 43′ con Pascal Berger, Klasen sulla panca per ostruzione e la frittata è fatta. Ovviamente chi segna ha sempre ragione anche quando fai di tutto per non vincere,  ma Hc Lugano è peggio ancora. Solo tre minuti dopo Chiesa accorcia le distanze con un polsino, ma è un’iniziativa personale perché di azioni manovrate non se ne vedono. Tuttavia non si vede una reazione,  ma la terza rete dei Tigers di Dostoinov al 50′ rappresenta l’emblema della serata bianconera, una successiva doppia penalità contro gli ospiti mette a nudo tutti i limiti dell’Hc Lugano. Chorney al 56′ trova la seconda rete, che poco serve in quanto l’ennesima fesseria in fase d’impostazione di Burgler con Merzlikins out costa la quarta rete ospite di Gagnon. Spiace dirlo, ma il Lugano non merita di giocare i play-off poichè fa di tutto perché ciò avvenga, e la situazione sarebbe ancora più drammatica se non ci fosse stato Hoffman. Prossimo appuntamento venerdì 1 febbraio sempre alla Cornèr Arena con il Davos.

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L’effetto Zugo si dissolve ancora prima di entrare sul ghiaccio per il Lugano

Hc Lugano – Scl Tigers: 2-4 (0-1, 0-0, 2-3)

Reti: 2’45’’ Randegger (Berger) 0-1; 43’26’’ Berger (Neukom, Glauser) 0-2; 46’02’’ Chiesa (Bürgler) 1-2; 50’41’’ Dostoinov (Elo, Gagnon) 1-3; 56’42’’ Chorney 2-3; 59’22’’ Gagnon (Diem) 2-4.

Lugano: Merzlikins; Chorney, Ronchetti; Vauclair, Ulmer; Riva, Chiesa; Hofmann, Lajunen, Bürgler; Klasen, Sannitz, Lapierre; Jörg, Morini, Bertaggia; Romanenghi, Cunti, Fazzini; Walker.

Penalità: HCL 3×2’ SCL 4×2’

Note: Cornér Arena 5’939 spettatori. Arbitri: Lemelin, Urban, Kovacs, Fuchs

 

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Marco Capelli
Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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