Hc Lugano e quell’equilibrio instabile: The Thin Ice

[ethereumads]

Hc Lugano sconfitto in casa dal Kloten, siamo arrivati al classico punto di non ritorno: tanta è la delusione.

Lugano – “Non essere sorpreso quando una crepa nel ghiaccio appare sotto i tuoi piedi, scivoli fuori dal tuo abisso e vai fuori di testa con la tua paura che scorre dietro te mentre ti aggrappi al ghiaccio sottile”.

Chi e’ venuto questa sera alla Corner Arena pensava di assistere quantomeno a una prestazione convincente dell’Hc Lugano, invece ne è uscito deluso e molto amareggiato perché onestamente ci si aspettava quell’ulteriore step in dopo la bella e convincente prestazione nel derby di martedì sera. E invece i bianconeri sono riusciti a complicarsi la vita e probabilmente ad arrivare a quel classico punto di non ritorno, una storia ahimè già vista a queste latitudini negli ultimi anni.

hc lugano
Schlegel, serata amara

Il progetto McSorley sembra che lentamente si stia arenando dopo soltanto un anno e quello che più fa rabbia è vedere come la squadra partita dopo partita si stia lentamente slegando. Dove ognuno praticamente gioca per se stesso e soltanto pochi come Thürkauf, Granlund, Marco Müller e Koskinen stiano facendo la loro parte. Questa sera il Kloten, cenerentola del campionato e a secco di vittorie, ha centrato un successo più che meritato. Pur trovandosi sotto di due reti è stato in grado di recuperare per poi allungare su un Hc Lugano palesemente senza né capo né coda.

Il box play che fino a questo momento era una delle poche armi dei bianconeri si è dimostrato vulnerabile, l’attacco a parte il solito convincente Thürkauf e un Granlund ancora a segno, ha vissuto soltanto di episodi sporadici. Per il resto non si può neanche incolpare Schlegel delle cinque reti incassate, forse in una occasione si è dimostrato titubante ma per il resto ha fatto quello che poteva fare.

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Arcobello ancora a secco di reti

Onestamente nessuno si aspettava una partenza così dei bianconeri perché la squadra è stata ulteriormente rinforzata con giocatori di alto livello. E onestamente se nelle gare precedenti si poteva anche giustificare determinate prestazioni, questa sera contro un collettivo che solo martedì era stato letteralmente rullato sotto il peso di nove reti, sarebbe stato impossibile soccombere.

Dando prova anche nel primo periodo di essere molto vulnerabili, gli aviatori comunque consapevoli dei propri limiti, sono stati in grado di mettere in difficoltà un Hc Lugano che ha fatto di tutto per agevolarli. Domani sera i bianconeri dovranno vedersela con il Bienne reduce da due sconfitte, ma che rappresenta la classica squadra che con gli ex di turno come Brunner e Cunti è in grado di tirar fuori la classica prestazione scaccia crisi.

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McSorley, poche certezze e nuvole all’orizzonte

La società per forza di cose deve prendere atto dell’attuale stato delle cose, se continuare ancora con McSorley o meno. Comunque sia al di là dell’allenatore, anche sui giocatori qualche domanda occorre porsela perché il rendimento è molto al di sotto delle loro potenzialità e lo sei visto anche questa sera. Su tutti Arcobello e Fazzini nulli ed inesistenti. Se il capitano di questa squadra mantiene un rendimento così poco prolifico significa che ci sono dei problemi. Perché non si spiega come un giocatore che ha sempre avuto un rendimento di punti che ha sempre oscillato tra i 40 e 50 a stagione, nelle prime sei partite non abbia mai centrato la porta.

Ma soprattutto se ha rinnovato il contratto per altri due anni significa che le motivazioni e le ambizioni dovrebbero esserci come allo stesso tempo dalla parte della società, la convinzione che sia in grado di dare ancora il meglio. Per cui a questo punto qualcosa dovremmo pure attenderci nell’arco delle prossime ventiquattro ore.

Per quanto riguarda l’incontro l’Hc Lugano è partito anche con il piede giusto. Avanti di due reti con il solito Thürkauf, ha subito il ritorno degli aviatori con Aaltonen e Reinbacher. Granlund ha poi riportato in vantaggio i bianconeri ma poi ancora Marchon e Bougro hanno riallungato. La rete di Connolly sembrava avere illuso la Correr Arena ma Aaltonen (doppietta, ndr) ha chiuso il discorso per il definitivo 4-5. Onore al Kloten.

Hc Lugano – Ehc Kloten: 4-5 (2-2; 1-2; 1-1)

Reti: 4’44” Thürkauf (Guerra) 1-0; 7’36” Thürkauf (Connolly) 2-0; 12’33” Aaltonen (Ang) 2-1; 14’54” Reinbacher (Marchon, Simic) 2-2; 20’57” Granlund (Bennett, Alatalo) 3-2; 23’22” Marchon (Reinbacher) 3-3; 27’51” Bougro (Routsalainen, Ekestahl-Jonsson) 3-4; 43’49” Connolly (Bennett) 4-4; 51’01” Aaltonen (Ang, Bougro) 4-5.

Hc Lugano: Schlegel; Mi. Müller, Kaski; Riva, Alatalo; Guerra, Wolf; Patry, Thürkauf, Connolly; Bennett, Granlund, Ma. Müller; Josephs, Arcobello, Fazzini; Gerber, Herburger, Vedova; Villa, Stoffel.

Penalità: 8×2′ Lugano; 5×2′ Kloten.

Note: Cornèr Arena, 4’635 spettatori.

Arbitri: Lemelin, Urban; Fuchs, Meusy.

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Marco Capelli
"Metà del gioco è una questione mentale, l'altra metà consiste nell'essere mentalmente presenti" "L'unico modo per fermare Gretzky è caricarlo durante l'inno nazionale"......altro da aggiungere?

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