Hc Lugano è anche una questione di ritmo e velocita’

[ethereumads]

Hc Lugano punito oltre i propri demeriti dal Bienne, Thurkauf, Hudacek e Irving si confermano. Manca ritmo e velocità d’esecuzione.

Bienne –  McSorley ci aveva visto giusto schierando due ali veloci al fianco di Arcobello in prima linea per cercare di colpire i seelander con la loro stessa arma.  Ossia la velocità, purtroppo l’avvio dell’Hc Lugano non è stato all’altezza delle aspettative dell’allenatore facendosi trovare impreparato sul gioco di transizione dei bernesi. E da una folata offensiva è scaturita la prima rete sull’asse Brunner-Cunti: i due ex bianconeri quando incontrano il Lugano danno sempre qualcosa in più. Inutile guardarsi indietro, “acqua passata non macina più”,  quello che poteva essere e non è stato sia per i giocatori stessi che per la societa bianconera.

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Thurkauf, acquisto piu’ che azzeccato

Per quanto riguarda la partita il Lugano è uscito sconfitto dalla Tissot Arena ma tutto sommato il punteggio va oltre i meriti dei padroni di casa. Perché in effetti i bianconeri hanno giocato un ottimo incontro dopo aver chiuso il primo periodo sotto di una rete. Entrati sul ghiaccio dopo la prima pausa con la giusta determinazione, mettendo alle corde un Bienne grazie alla iniziative di Arcobello, Thurkauf, Stoffel e Bertaggia. Purtroppo nel loro momento migliore hanno incassato il raddoppio dei padroni di casa con Schlapfer approfittando di una ripartenza dopo una grandissima occasione sprecata dallo stesso Arcobello a tu per tu con Van Pottelberghe.

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Hudacek ancora a segno

In ogni caso i bianconeri non hanno mai mollato accorciando con il solito Hudacek imbeccato da un assist favoloso di Thurkauf ancora una volta uno dei migliori. Assist e rete entrambi di pregevole fattura. E sembrava che l’Hc Lugano avesse tutte le carte in regole per ottenere il pari che tutto sommato sarebbe stato anche meritato ma la sfortuna (ferro di Hudacek, ndr) ha fatto la sua parte anche in occasione del 3-1 di Loov. La rete sul finale di Rajala a porta vuota ha reso più pesante la sconfitta solo dal punto di vista numerico.

Che dire, gli uomini di McSorley le occasioni per pareggiare e non solo le hanno anche avute ma non non sono stati in grado di concretizzarle. Irving da parte sua ha fatto il possibile tenendo in gioco i bianconeri praticamente fino alla fine. Ora serve soltanto voltar pagina un’altra volta e pensare alla sfida di domani sera alla Corner Arena con il Ginevra Servette.

Overtime: la differenza tra Bienne e Lugano questa sera è stata nel ritmo, i bernesi lo sappiamo hanno una marcia in più non solo dal punto di vista tecnico ma anche dal punto di vista del gioco in velocità. Una facilità d’esecuzione come pochi, mentre il Lugano dal punto di vista tecnico non paga certo dazio: lo stato attuale della squadra non permette un determinato tipo di gioco andando a pregiudicare la manovra stessa.

Vuoi un po’ la condizione dei giocatori, vuoi comunque anche lo stato fisico che rende comunque lenta e macchinosa la manovra, le individualità a volte vanno a colmare queste lacune, ma quando si incontra una squadra come i seelander tutto deve girare la perfezione. La compagine di McSorley arriva da un periodo molto travagliato che non ha mai permesso al tecnico di poter schierare una squadra utilizzando i giocatori con una certa continuità. Inoltre le prime due linee per motivi di carenza di uomini, sono state spremute oltre il loro limite per cui in questo momento può venire a mancare una certa lucidità sotto porta come nel caso di Arcobello questa sera.

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Arcobelllo, grande l’occasione sprecata

Certamente tutti si aspettano dei risultati migliori, tuttavia l’ambiente intorno vive la situazione con quell’ansia, quella bramosia di ottenere un risultato positivo a tutti i costi vuoi perché  c’è fame e voglia di vincere. Ma è altrettanto vero che una squadra per trovare la giusta amalgama dopo un rinnovamento di quasi dieci uomini, occorre tempo, occorre che tutto funzioni alla perfezione, occorre fare anche delle scelte come nel caso di questa sera di Boedker in sovrannumero per lasciare spazio a Irving.

Tuttavia i giocatori devono fare la loro parte dimostrandosi anche professionali fino in fondo, le sconfitte non aiutano di certo però a volte in situazioni come queste bisogna sempre fare di necessità virtù e guardare anche un bicchiere mezzo pieno. La squadra i numeri  fondamentalmente li ha, se la può giocare con tutte quelle che ambiscono al titolo, certo non sarà una crescita veloce. Come in tutte le cose serve solo pazientare e fare quadrato.

Se prendiamo in esame l’incontro l’Hc Lugano dal punto di vista dei tiri in porta è stato superiore e in crescendo di periodo in periodo, per quanto riguarda il box-play inviolato, quindi significa che la squadra tutto sommato la sua partita l’ha fatta. E’ una questione di lucidità, freschezza e anche di una condizione fisica che per forza di cose deve essere migliorata.

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Cunti con Brunner protagonisti come sempre

Ehc Bienne – Hc Lugano: 4-1 (1-0, 1-1, 2-0)

Reti: 4’56” Cunti (Brunner) 1-0; 28’59’’ Schläpfer (Karaffa) 2-0, 35’40’’ Hudacek (Thürkauf) 2-1, 56’40’’ Lööv 3-1, 58’39’’ Rajala 4-1.

Hc Lugano: Irving; Riva, Alatalo; Mirco Müller, Nodari; Wolf, Chiesa; Haussener, Villa; Bertaggia, Arcobello, Fazzini; Josephs, Thürkauf , Hudacek; Morini, Herburger,

Penalità: Bienne 1×2′; Lugano 3×2′.

Note: Tissot Arena 5’293 spettatori. Arbitri: Piechaczek, Fluri; Burgy, Fuchs

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Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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