Hc Lugano di misura, ma solo nel risultato: non c’è storia

Hc Lugano offre una prestazione maiuscola nel primo derby stagionale. Gran pattinaggio, la coppia Chorney-Ohtamaa una diga. Hcap troppo poco per esser vero.

Ambrì  – Derby Time alla Valascia questa sera.  I bianconeri salgono in Leventina forte della convincente vittoria alla Tissot Arena contro il Bienne. L’Hc Lugano è in crescendo, Kapanen conferma tutti a eccezione di Walker infortunato, mentre Spooner resta ancora a guardare. Dall’altra parte i leventinesi sono reduci dalla sconfitta contro i Lions all’Hallenstadion dove per oltre 40′ hanno messo in scacco i padroni di casa. Cereda, con indisponibile Hrachovina, schiera titolare Manzato e Ostlund come secondo.

Il Lugano scende sul ghiaccio con l’intento di fare il match e si vede fin da subito: gran pattinaggio e pressing alle assi, disco che gira velocemente senza che i biancoblu riescano ad entrare in partita. Subito da una penalità contro Dotti, l’Hc Lugano passa al 5′ in power play  con Lammer bravo a raccogliete l’assist di Sannitz. I bianconeri non contenti continuano a pressare come se giocassero in casa. Manzato sempre sotto pressione, i biancoblu non riescono mai a liberare il terzo, poi dal nulla Sabolic pesca Flynn solo davanti a Zurkinchen per l’1-1 al 17′. Risultato che stride con quanto visto sul ghiaccio in un primo periodo a senso unico bianconero.

In ingresso di secondo periodo i leventinesi cercano di approfittare in superiorità numerica con Loeffel out per trattenuta ma il box play bianconero chiude bene ogni spazio, solo Zwerger insidia Zurchirken. Poi sul ribaltamento di fronte Burgler impegna Manzato, da segnalare una traversa scheggiata da Fisher. Tuttavia il ritmo rimane veloce nonostante qualche penalità che non lascia segni, poi con molta abilità Burgler recupera un disco dalla balaustra di fondo, dove Sannitz è abile ad anticipare Manzato per l’1-2 al 33′. Il Lugano comunque rimane sempre padrone del ghiaccio, ma le piccole sbavature difensive possono costare caro come in occasione della rete annullata a Dal Pian per carica su Zurchirken. Il periodo si chiude con l’Ambrì in powerplay ma l’estremo difensore bianconero non si fa mai sorprendere.

Dopo le ultime fiammate in superiorità numerica, i leventinesi rischiano grosso prima con Bertaggia a tu per tu con Manzato e poi con Romanenghi. Anche Burgler manca le terza rete, insomma il Lugano gestisce la partita, l’Ambrì sembra non averne più. Da segnalare la coppia difensiva Chorney-Ohtamaa praticamente insuperabile (facciamo il mea culpa sullo statunitense ndr) e uno Zurckinken sempre più sicuro. Il Lugano vince e convince, squadra solida e compatta che non concede nulla, Jecker rivitalizzato dopo una stagione ai margini. Prossimo appuntamento venerdì alla Corner Arena contro gli Zsc Lions.

Hc Ambrì Piotta – Hc Lugano: 1-2 (1-1, 0-1, 0-0)
Reti: 5’32’’ Lammer (Bürgler, Sannitz) 0-1; 17’10’’ Flynn (Sabolic, Hofer) 1-1; 33’57’’ Sannitz (Bürgler, Lammer) 1-2.
AMBRÌ: Manzato; Dotti, Fora; Fischer, Plastino; Ngoy, Fohrler; Pinana; Sabolic, Flynn, Hofer; Zwerger, Müller, D’Agostini; Bianchi, Goi, Trisconi; Kneubuehler, Dal Pian, Neuenschwander; Incir.
LUGANO: Zurchirken; Chorney, Ohtamaa; Vauclair, Loeffel; Jecker, Chiesa; Riva; Klasen, Lajunen, Zangger; Bertaggia, Sannitz, Bürgler; Suri, Romanenghi, Fazzini; Lammer, Haussener, Jörg; Vedova.
Penalità: HCAP 3×2’ HCL 3×2’.
Note: Valascia 5’855 spettatori. Arbitri: Salonen, Urban, Obwegeser, Cattaneo.

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Marco Capelli
Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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