Hc Lugano, blackout dopo soli 20′: un crollo inspiegabile

Hc Lugano in partita per un periodo, crolla in modo inspiegabile. Troppo molli e ampi spazi, il Ginevra Servette ringrazia.

Ginevra – La prima delle due serate con il Ginevra Servette si è conclusa nel peggior dei modi, una sconfitta pesante e francamente senza motivazioni dopo la grande prestazione di sabato sera con il Langnau. Il Lugano, anziché continuare nella serie positiva, è incappato in quei blackout che possono anche capitare ma che vanno a rovinare quanto di positivo viene costruito partita dopo partita. Era già successo con il Bienne e con lo Zurigo in un nefasto weekend. E dire che la serata prometteva davvero bene per i bianconeri. Infatti il Lugano aveva approcciato con il piglio giusto, subito pericoloso con Lammer e Walker (palo), legittimando il forcing iniziale con la rete del vantaggio di Suri.

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E tuttavia, nonostante il pareggio di Riat dettato anche da un errore di Bertaggia, i bianconeri si sono riportati in vantaggio con un ispirato Boedker (gran rete con un diagonale all’incrocio dei pali),  servito come sempre da un assist favoloso del solito Arcobello. Da qui in poi l’inspiegabile crollo: un secondo periodo da paura con un parziale di 4-0 prima della rete di Lajunen. Un approccio disastroso in ingresso di secondo periodo dove in soli 30″ i bianconeri incassano un uno-due micidiale con Simon Le Coultre Henrik Tömmernes. E da qui l’incontro è girato nettamente a favore delle aquile, un Hc Lugano troppo molle e sempre in ritardo sul disco sprofonda definitivamente sotto le reti ancora di Riat (doppietta) e Miranda.

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Cosa sia successo nella testa degli uomini di Pelletier rimane un mistero, una cosa è certa: non è la prima volta in questa stagione e tutto ciò francamente è disarmante. Che il Ginevra non fosse il Langnau lo si sapeva, ma dopo un primo periodo giocato molto bene nessuno avrebbe mai messo in preventivo una debacle del genere. E le cose potevano mettersi ancora peggio, in quanto ai padroni di casa oltre a un ferro colpito, è stato annullata anche una rete per invasione dell’area di porta. In tutto questo, il Lugano ha tentato una timida reazione con Suri e con la rete del centro finlandese in superiorità numerica.

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Sebbene la serata sia stata negativa sotto ogni punto di vista,  i portieri francamente sono stati i meno colpevoli, a Schlegel si può solo rimproverare un errore nel 2-2, lasciandosi sorprendere sul primo primo palo. Così come per Fadani subentrato dopo il provvisorio 4-2, che nulla ha potuto su Miranda, Tanner e Rod liberi di tirare o deviare sotto porta senza alcun tipo si opposizione. Per l’Hc Lugano occorre pensare già a domani sera sempre qui a Les Vernets, tuttavia non serve una rivincita ma bensì fornire una prestazione degna del blasone tecnico della squadra.

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Mikkel Boedker: l’ala danese ci ha preso gusto, terza rete consecutiva. Mette il sigillo sul provvisorio 1-2, poi scompare con tutta la squadra, senza però colpe particolari.

Hc Lugano: il mistero che avvolge i bianconeri è difficile da spiegare. Dà segnali di crescita con prestazioni convincenti per poi staccare la spina e cadere rovinosamente in modo inaspettato.

Hc Ginevra Servette – Hc Lugano: 7-3 (1-2; 4-1; 2-0)

Reti: 5′ Suri (Lajunen) 0-1; 10′ Riat (Winnik, Tömmernes) 1-1; 19′ Boedker (Arcobello, Bertaggia) 1-2; 21′ Le Coultre (Winnik) 2-2; 22′ Tömmernes (Vermin) 3-2; 30′ Riat (Le Coultre/5c4) 4-2; 32′ Miranda (Omark, Vermin/5c4) 5-2; 34′ Lajunen (5c4) 5-3; 46′ Richard (Vermin) 6-3; 48′ Rod 7-3.

LUGANO: Schlegel; Riva, Heed; Wellinger, Loeffel; Wolf, Nodari; Chiesa; Bertaggia, Arcobello, Boedker; Suri, Lajunen, Walker; Fazzini, Herburger, Bürgler; Lammer, Sannitz, Morini; Romanenghi.

Penalità: 1×2′ Ginevra; 3×2′ Lugano.

Note: Les Vernets, 0 spettatori. Arbitri: Müller, Di Pietro; Schlegel, Burgy.

 

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Marco Capelli
Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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