Hc Lugano al palo anche con il Davos: è sprofondo rosso

Hc Lugano sempre più giù, tocca al Davos passeggiare alla Corner Arena. Quinta sconfitta nelle ultime sei partite: quale via d’uscita?

Lugano – Sprofondo rosso per l’Hc Lugano, che nella quinta sfida stagionale con il Davos ha incassato la prima sconfitta, ma che nelle ultime sei partite me ha rimediate ben cinque.  La situazione sta precipitando perché non si vede una via d’uscita: approcci sbagliati ai periodi, poca incisività sotto porta, insomma una storia già vista negli ultimi anni dalla parti della Corner Arena. Questa doveva essere la stagione quantomeno del rilancio, ma sta prendendo le sembianze di un incubo dal quale non se ne esce. Le assenze difensive non devono esser una scusante,  perché con il Davos si poteva e si doveva vincere.

Nonostante l’avvio fosse stato promettente con Boedker, Fazzini e un redivivo Suri,  alla prima occasione il Davos è passato con Ambuhl,  per poi raddoppiare dopo soli tre minuti con Herzog. In pratica tra il 7’e il 10′ il Lugano era già sotto di due reti, in poche parole nulla di nuovo che non ha lasciato presagire alcuna speranza di capovolgere il risultato. Indolenza o precaria condizione per le numerose partite giocate in giorni ravvicinati?  Perdere con lo Zugo ci poteva stare, con il Davos no, in quanto nei quattro precedenti incontri sono state sempre convincenti vittorie. A questo punto serve metter subito ordine alla stato delle cose prime che tutto precipiti definitivamente. La rete di Burgler sembrava aver cambiato l’inerzia dell’incontro, ma solo quattro minuti dopo è arrivata ancora quella di Herzog (doppietta) che ha praticamente smorzato ogni tipo di entusiasmo.

Il tutto in un secondo periodo dove il Lugano ha giocato ben 10′ con l’uomo in meno sul ghiaccio con cinque giocatori sulla panca puniti: Nodari, Suri, Arcobello,  Walker e Boedker. Segno tangibile di una squadra obbligata  a ricorrere al fallo,  senza riferimenti, sempre in ritardo sul disco e in balia di un modesto Davos. Tuttavia uno spiraglio lo ha dato Fazzini realizzando un rigore con una splendida esecuzione e sull’onda dell’emotività Arcobello ha colpito un ferro facendo il pari con quello di Corvi. La mossa della disperazione con Schlegel out non ha sortito l’effetto voluto, anzi Turunen ha chiuso il discorso. L’Hc Lugano ha intrapreso una strada pericolosa, dalla quale per uscirne serve l’impegno tutti, compresa la società.

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Il sottoscritto aveva elogiato il lavoro di Domenichelli per il mercato e nonostante le partenze di Carr e Kurashev, tuttora ritiene il rooster competitivo per arrivare senza affanno nei play-off e giocarsela successivamente. Ora sembra che tutto stia crollando e il rischio che Pelletier diventi l’ennesima la vittima sacrificale può diventare una concreta realtà.  Solo un anno fa era subentrato a Kapanen mettendo ordine alle cose e portando con ottime prestazioni l’Hc Lugano ai play-off, poi il Covid ha fatto il testo.

Per quanto riguarda Schlegel, rimane un buon portiere, qualche errore oggi sulla seconda rete di Herzog,  ma non si può mettergli la croce addosso. È stato poco protetto dai difensori, venerdì scorso addirittura lasciato in completa balia dello Zugo: al posto suo chiunque si sentirebbe frustrato nel morale. Ora martedì la trasferta al Lido con il Rapperswil diventa un crocevia fondamentale della stagione: occorre solo vincere in tutti i modi leciti possibili, non c’è altra alternativa.

Romain Loeffel: tra i difensori è quello che preoccupa di più, una involuzione tecnica a dir poco imbarazzante. A Lugano non abbiamo mai visto, se non in rare occasioni, il bluliner elvetico ammirato a Ginevra. I titoli di coda sono arrivati da molto e vederlo giocare è uno strazio per tutti, anche per il giocatore.

Hc Lugano – Hc Davos: 2-4 (0-2, 1-1, 1-1)

Reti: 7’41” Ambühl (Corvi, Herzog) 0-1; 10’12” Herzog (Egli) 0-2; 24’08” Bürgler (Herburger) 1-2; 28’59” Herzog (Ambühl) 1-3; 47’53” Fazzini 2-3; 58’09” Turunen (Corvi) 2-4.

Hc Lugano: Schlegel; Wellinger, Loeffel; Nodari, Chiesa; Ugazzi, Antonietti; Villa, Traber; Bertaggia, Arcobello, Fazzini; Morini, Lajunen, Boedker; Suri, Herburger, Bürgler; Romanenghi, Sannitz, Walker.

Penalità: Lugano 5×2’; Davos 4×2’+10’.
Note: Cornèr Arena, 0 spettatori. Arbitri: Mueller, Dipietro, Progin, Kehrli

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Marco Capelli
Marco Capelli
Dalla magica notte di Davos..La maxi rissa di Ambrì..Il dramma di Schafhauser..La finale con quelli di "Lassù"..Gli olimpionici finlandesi di Torino 2006..i play-out..fino ad oggi con il ritorno ai vertici. Trent'anni di passione nata per gioco, ora sono qui a raccontarla.

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